Zehnsationnel – 30a giornata, ciapa sì ciapa no

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Con un po’ di ritardo torna Zehnsationnel. Protagonisti di giornata il Werder Brema e in particolare uno scatenato Max Kruse, il Dortmund che trionfa nel Borussen Derby e il Darmstadt dal cuore immenso.

  1. Ero seduto davanti al pc a godermi una partita che, nelle attese, poteva sembrare agguerrita, dall’esito tutt’altro che scontato (vista anche la classifica), e così è stato. Ingolstadt-Werder Brema, probabilmente, non sarà ricordato come il match dell’anno in Bundesliga, ma ha offerto emozioni prevedibili per chi, come me e voi, segue il massimo campionato tedesco. Due squadre diverse, dalle ambizioni da qualche settimana completamente opposte, ma in salute. Hanno avuto la meglio i Werderaner, ma solo nei dieci minuti finali di partita. Per due volte gli Schanzer passano a condurre, ma la squadra di Nouri si dimostra implacabile e con una voglia di acciuffare l’Europa che fa veramente da contraltare a una Serie A dove tutte, dall’Atalanta in giù, sembrano invece fare la gara per non assicurarsi l’ultimo spot utile.
  2. In merito, non possiamo non parlare di un Max Kruse assolutamente implacabile. L’attaccante di Reinbek, tornato a casa in estate, ha letteralmente trascinato il Werder alla vittoria nella partita dell’Audi Sportpark, con un poker netto, che non ammette repliche. A nulla sono servite le reti di Lezcano prima e Groß dopo. Maximilian Kruse, sembrava destinato all’oblio calcistico dopo le passate esperienze tra ‘Gladbach e Wolfsburg invece, come molto spesso accade, è rifiorito tornando a casa, nel suo Werder Brema che sta trascinando da una salvezza a una qualificazione europea imponderabile per chiunque fino a pochi mesi fa.
  3. A proposito di salvezza, non si salverà il Darmstadt (è veramente dura), ma che cuore questi ragazzi! I Lilien inanellano la seconda vittoria consecutiva andando a espugnare il Volksparkstadion di un Amburgo da psicanalisi. Non ce ne vogliano i tifosi Rothosen, ma quello che va in scena da molti anni a questa parte è una squadra che nulla ha a che vedere con il glorioso passato della società anseatica. Capitan Sulu e Platte, in due minuti, affondano la squadra di Markus Gisdol che emette il proprio acuto solo nel finale di partita e grazie all’autorete di Holland. L’Amburgo, adesso, è quart’ultimo. A separarlo dall’ennesimo spareggio salvezza c’è solo l’Augsburg.
  4. Lasciando le zone desertiche del fondo classifica, il Wochenende di Bundesliga offriva il Borussen Derby del Borussia Park tra ‘Gladbach e Dortmund. Due formazioni autrici di un campionato contraddittorio, altalenante, culminato con una doppia eliminazione europea dura da digerire e da un posizionamento in campionato non in linea con le aspettative pre-stagionali. Per i Folhen anche due cambi di allenatore. In un susseguirsi di emozioni, a spuntarla sono gli Schwarzgelben con le reti di Reus, Aubameyang e, probabilmente, del miglior acquisto di questa stagione in termini di rendimento, ovvero Raphael Guerreiro. Di Stindl e autogoal di Schmelzer le reti per la squadra di Hecking. Il ‘Gladbach incassa la seconda sconfitta consecutiva vedendo allontanarsi la prospettiva Europa League. Il Dortmund si riappropria del terzo posto avvicinando il Lipsia complici i due pareggi dei tori e dell’Hoffenheim.
  5. Scendendo in classifica e dando uno sguardo alla lotta per un posto in Europa League, spiccano i due ritorni al successo di Hertha Berlino e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte. Entrambe impegnate in casa contro due formazioni in difficoltà come, rispettivamente, Wolfsburg e Augsburg, la squadra di Dárdai ha colpito col sigillo del solito Ibisevic, mentre le Adler, dopo aver sofferto per un’ora, solo nel finale hanno avuto la meglio sulla compagine bavarese. Ancora una volta decisivo Fabian, con un doppelpack, e la rete finale di Rebic. Con queste vittorie, l’Hertha mantiene a distanza il Friburgo cementando il quinto posto, mentre la squadra di Kovac riagguanta il Colonia a 41 punti dietro, solo di una lunghezza, al Werder.
  6. A proposito della squadra di Streich, importante ma non impossibile la vittoria dello Schwarzwald-Stadion sul Leverkusen. I bianconeri soffrono troppo prima di avere la meglio sulle Aspirine che, inopinatamente, riescono a trasformare un rigore dopo le decine di errori di questa stagione. E’ Volland a regalare il momentaneo pareggio dopo l’immediato vantaggio di Petersen. All’88’ è Stenzel, appena entrato, a regalare i 3 punti ai padroni di casa che inseguono l’Hertha e tengono a due punti di distanza lo scatenato Werder degli ultimi mesi. Il Bayer, invece, continua a faticare, essendo senza vittorie da 3 turni e staccata di appena 4 lunghezze dalla zona playout.
  7. L’anticipo del Freitag di Bundesliga, vedeva opposte al RheinEnergieStadion il Colonia e l’Hoffenheim. I Geißbocke per l’Europa che conta meno ma che vale una Champions, l’Hoffenheim per la vera Champions. Da questo connubio di motivazioni ne esce un pareggio. Dell’ex Dortmund Bittencourt il goal per i padroni di casa. Di Demirbay il goal in extremis che evita la sconfitta ai ragazzi di Nagelsmann.
  8. Altro pareggio di giornata quello che vedeva impegnato il Lipsia nella sempre ostica trasferta della Veltins Arena di Gelsenkirchen. Lo Schalke 04, seppur non brillante di questa stagione, riesce a strappare un punto alla seconda della classe recuperando l’iniziale svantaggio siglato dal solito Timo Werner. E’ l’intramontabile “cacciatore” Huntelaar, a inizio ripresa, a regalare una delle poche gioie stagionali al pubblico Königsblauen.
  9. Stesso risultato finale, ma con un TOR in più a testa, quello dell’Allianz Arena tra Bayern e Mainz. La squadra di Ancelotti è costretta per due volte a inseguire. Prima il vantaggio di Bojan con Robben e dopo il rigore di Brosinski con pareggio definitivo di Thiago Alcantara. Ancora una buona prestazione, a distanza di una stagione sportiva, per il Mainz a Monaco di Baviera. La squadra di Ancelotti saluta il pareggio, molto probabilmente, come un passaggio a vuoto da tenere in conto dopo la beffarda e contestata eliminazione in Champions League. Per il Mainz, un punto che vale oro complici le sconfitte contemporanee di Wolfsburg e, soprattutto, Amburgo e Augsburg.
  10. Chiudiamo il nostro consueto appuntamento, provando a esaminare brevemente quello che è il momento attuale di un Amburgo che, dopo svariate stagioni negative concluse con salvezze acciuffate per il rotto della cuffia, sembra non aver scacciato quei demoni che, a fine anno, la posizionano sempre lì, in fondo. Ruotano gli allenatori, cambiano i giocatori, in un uragano gigantesco che disincaglia persino una porta girevole, ma alla fine, scorrendo la classifica, i Rothosen sono sempre in fondo, costretti a battagliare fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. Evidentemente errori societari molto gravi, l’aver sconfessato tantissime scelte passate a livello di guida tecnica e di interpreti in campo, ha minato le certezze di un gruppo che non riesce più a scrollarsi di dosso quell’aura di mediocrità che nulla ha a che vedere con uno status passato, ma pur sempre vivo nei ricordi dei tifosi di casa, di grande. Una nobile decaduta che, ultimamente, guarda più al Bundesliga Uhr, che alle prodezze pedatorie in campo, sperando che quel “benedetto/maledetto” orologio non cessi mai di scorrere e di ricordare a tutti che l’Amburgo è l’unica società a non essere mai retrocessa in Zweite.

Termina il nostro appuntamento settimanale con la Bundesliga, ma i verdetti sono lungi dall’essere stati scritti e marchiati a fuoco. Vi aspetto sempre qui con Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti sul massimo campionato tedesco che vi racconterà l’ascesa del Werder in Europa, oppure no?

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