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La “linea verde” fa bene agli Azzurri

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Un’altra vittoria per la Nazionale, che va oltre il semplice fatto di essere una vittoria. È un’insieme di tante piccole vittorie.

TANTI SPUNTI – Uscire vincitori dal campo contro una squadra come la selezione Orange fa sempre morale; se poi gli autori della stessa vittoria sono per la maggior parte ragazzi alle prime esperienze o addirittura alla prima assoluta con la Nazionale maggiore, il morale sale alle stelle. Su tutti spicca, anche se non fa più notizia, il piccolo grande Donnarumma: mai chiamato in causa per 58 minuti (sull’autogoal di Romagnoli poteva fare ben poco), poi l’Olanda si rende pericolosa, prima con Promes e poi due volte con Sneijder, ma il portiere milanista risponde sempre presente.

I ricambi funzionano: la vittoria è arrivata senza gli 11 che in competizioni ufficiali sarebbero scesi in campo dall’inizio (Buffon, Chiellini, Barzagli, De Sciglio, Abate, Belotti su tutti).

Il 3-5-2 sperimentato da Ventura ha portato risultati interessanti (come altri molto meno). Verratti più vicino alle due punte rende bene fino a quando rimane alto; poi nel secondo tempo torna nella sua posizione naturale, davanti alla difesa, e la manovra azzurra rallenta e si abbassa insieme a lui. Lì davanti Eder e Immobile si cercano, e spesso si trovano: ottima notizia in caso di (speriamo di no) assenza del “Gallo” Belotti.

Anche il pressing alto funziona bene, specie nel primo tempo, con Verratti più alto: l’Olanda non ha il tempo di ragionare con il fiato sul collo, e spesso è costretta a sbagliare o al lancio lungo, permettendo all’Italia di ricostruire.

Ma ci sono anche aspetti meno positivi. Con questi 11, la disposizione varia troppo a seconda della partita di Verratti; e se quest’Italia vuole essere la sorpresa del Mondiale l’anno prossimo, deve essere indipendente, e mantenere il proprio equilibrio a prescindere dalla posizione del talento abruzzese.

Inoltre la difesa è sembrata soffrire troppo i contropiedi fulminei degli olandesi, velocissimi e fortissimi tecnicamente (Memphis di un altro pianeta quando decide di esserlo): Ventura dovrà inventarsi qualcosa per rimediare a questo problema, forse scalando De Rossi tra i centrali in fase di non possesso.

GLI AZZURRINI CHE CI FANNO BEN SPERARE – È stata anche la serata degli esordi. Donnarumma alla prima da titolare (il più giovane portiere della storia, a 18 anni e 31 giorni), più i debutti assoluti di Gagliardini, Petagna, Spinazzola e Verdi, tutti entrati bene e con voglia nonostante un secondo tempo di maggior sofferenza rispetto al primo. Se sommiamo anche i talenti che lotteranno per un posto l’anno prossimo in Russia come Meret, Barella, Locatelli, Bernardeschi, Chiesa, Berardi, Politano, possiamo stare tranquilli per un bel mondiale. Senza dimenticare i giovani già stabili in Nazionale come Romagnoli e Rugani.

UN ABBRACCIO CHE È MOLTO DI PIÙ – L’immagine che oltre a tutto questo può farci sperare per una Nazionale che si ritagli un posto la prossima estate, è quella dell’esultanza dopo l’1-1: tutti, ma proprio tutti, attorno ad Eder. Compresi i difensori e Romagnoli, un minuto prima protagonista dello sfortunato autogoal. È il segno che ci sono linfa, voglia e unione nuove in quel di Coverciano. E in quell’abbraccio non c’erano solo i giocatori; c’era tutto un Paese, che avrà tanti difetti, ma che quando giocano gli Azzurri abbatte tutti i muri per esultare insieme, e stiamo tutti aspettando che accada quando conterà davvero. Calcisticamente parlando, Forza Italia!