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Un muro di soldi

Non sempre “grandi spese” equivalgono a “buoni risultati”. Ne sanno qualcosa dalle parti dell’Etihad Stadium, con il Manchester City che, da anni, spende oltre 200 milioni di euro a sessione estiva senza vincere in campionato dalla stagione 2013-2014. La vittoria in Premier League, arrivata quasi in modo rocambolesco all’ultimo respiro, ripose grandi speranze per il futuro degli Skyblues, dal 2008 nelle mani del ricchissimo sceicco Mansour bin Zayd Al Nahyan. Che, divertito dal giocattolo finalmente funzionante e conscio di avere finanze pressoché illimitate, decise di investire ancor di più per puntare a traguardi sempre più importanti.

E se per attacco e centrocampo sono arrivati, negli anni, grandi nomi come Sergio Aguero, Carlos Tevez, Yaya Toure, David Silva e Kevin De Bruyne, non si può dire lo stesso del pacchetto difensivo, che paga ancora della scarsa attenzione posta nel costruirlo.

Demichelis cade alla prima finta di Rashford, lasciandogli lo spazio per segnare

BRAVO, MA NON BRAVISSIMO – Per decisione dello stesso sceicco, dal 2008 il titolare tra i pali è stato Joe Hart. Inglese, cresciuto proprio nel club e amato dalla piazza, ha sempre pagato la scarsa continuità di rendimento, sia a livello di club che di Nazionale. Giusta la decisione di continuare ad aspettarlo, sperando nella definitiva consacrazione. Destò dubbi l’acquisto di Willy Caballero, nel 2014, per ben 8 milioni. Spesa alta considerando il ruolo da riserva e l’età (è un classe 1981). L’anno scorso, invece, è cambiato tutto. Arriva Guardiola in panchina, allenatore che esige dai suoi giocatori una padronanza totale del pallone. Portiere compreso. Prende quindi Claudio Bravo dal Barcellona per ben 18 milioni (i blaugrana ringraziano per la cifra ottenuta per un 33enne e l’opportunità di puntare sul ben più giovane Ter Stegen) costringendo Hart ad andare al Torino. Il nuovo arrivato delude ben presto tutti, tanto che Pep lo manda in panchina e punta su Caballero.

IL PARADOSSO DI RULLI – Nel frattempo il City ottiene un’opzione per Geronimo Rulli, argentino del Maldonado ma in forza alla Real Sociedad. Lo paga 4,7 milioni di euro, ricevendone poi 7 dagli spagnoli. L’opzione di prelazione, a norma, prevede una volontà di puntare sul giocatore una volta cresciuto. Così non sembra che accadrà. Arriva giugno 2017 e la società compra il 24enne brasiliano Ederson dal Benfica, pagandolo ben 40 milioni di euro. Brasiliano che inizia subito male la sua avventura in Inghilterra, con una papera che regalerà a Wayne Rooney il gol numero 200 in Premier League.

Desta curiosità la decisione di non voler puntare su Geronimo Rulli, uno dei portieri più promettenti in circolazione

UNO SU QUATTRO – Uno dei primi acquisti di Mansour fu Vincent Kompany, roccioso difensore belga, pagato all’Amburgo circa 8,5 milioni. Curioso dire che, da allora, è sempre stato lui il vero perno della difesa, pur essendo uno dei meno pagati (solo Martin Demichelis, 5 milioni di euro, dall’Atletico Madrid) è costato meno tra i centrali. Da allora sono arrivati anche Matjia Nastasic dalla Fiorentina (15 milioni più l’intero cartellino di Savic, allora valutato 8 milioni e che finirà 3 anni dopo all’Atletico Madrid per 25 milioni), Eliaquim Mangala (Porto, 30 milioni), Nicolas Otamendi (Valencia, 44,6 milioni) e John Stones (Everton, ben 55, 6 milioni di euro) più Jason Denayer, proveniente dal vivaio. Il crollo nelle prestazioni del gigante belga, dovuto anche all’avanzamento dell’età (31 anni lo scorso aprile, tanti per uno che ha sempre dato tutto dal punto di vista muscolare) hanno costretto la società a puntare sul meglio che era possibile trovare sul mercato. E si sa che quando hai bisogno, il prezzo non lo fai tu. Tutti i sopracitati sono ben più che strapagati per il loro effettivo valore. Due casi sono Nastasic e Mangala, comprati senza pensarci troppo dopo un’unica, ottima stagione con Fiorentina e Porto, tanto che dopo poco le loro strade si sono allontanate dall’Etihad (Nastasic è in Germania, il francese invece è appena tornato dal prestito al Valencia).

Due anni deludenti al City per Mangala, poi il prestito al Valencia. Adesso potrebbe arrivare all’Inter

FRECCE PAGATE CARO – In questa finestra di mercato il City ha perso tutti i suoi terzini: Zabaleta, Clichy, Sagna partiti a parametro zero, Kolarov è tornato in Italia, alla Roma. Nuova emergenza, nuove spese esagerate. Sono arrivati, infatti Kyle Walker dal Tottenham (51 milioni di euro), Benjamin Mendy dal Monaco (57,5 milioni) e Danilo dal Real Madrid (30 milioni). Pagati tanto, troppo. Il primo è sicuramente il migliore fra i tre, il secondo ha vissuta una buona stagione dal suo debutto nel calcio che conta dopo una non esaltante esperienza al Marsiglia e il terzo ha miseramente fallito l’occasione a Madrid.

 

 

UN BILANCIO – Facendo due calcoli, quindi, Mansour a speso, per la difesa, la bellezza di 407 milioni di euro per portieri e difensori, senza considerare gli stipendi, recuperandone poi 18,8 (le cessioni di Ederson e Nastasic più la spesa del West Ham per il prestito di Hart), dandoci così un passivo di 388,2 milioni di euro.

L’equivalente di un Neymar e mezzo, se vogliamo far paragoni…

 

Lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan ha speso oltre 1,5 miliardi di euro nel Manchester City dal 2008 a oggi

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi