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Leicester: la più bella delle 8 regine d’Europa

Sembrava che la luce si stesse spegnendo piano piano. Sembrava che la cavalcata meravigliosa della scorsa stagione, fosse destinata a non avere un seguito, a rimanere un ricordo. Magico, bellissimo, eterno. Ma un ricordo. L’esonero shock di Raineri (in fin dei conti nemmeno troppo ingiustificato) dopo la partita di andata a Siviglia ha lasciato un vuoto in tutti i “supporters” delle Foxes, che sembrava impossibile da colmare. In fondo, gran parte dell’epopea della scorsa stagione è stata merito suo. Non era possibile immaginare Leicester senza Ranieri, e Ranieri senza Leicester.

SEPARAZIONE NECESSARIA – Nel calcio, si sa, non esiste la riconoscenza. Altrimenti “King Claudio” sarebbe ancora seduto su quella panchina, anche con la squadra retrocessa in quarta serie. Ma ciò che non smetterà mai di esistere su quel rettangolo verde sono le favole: solo un punto separava il Leicester dalla retrocessione solo due settimane fa; poi è stato cacciato (il termine è appropriato) Ranieri, e da allora solo vittorie. Segno che il valore assoluto della squadra è rimasto invariato, al contrario dell’atteggiamento e dell’impegno; quello sì, irriconoscibile. Dall’arrivo di Shakespeare in panchina sembra essersi ritrovata quella grinta, quella “garra” che aveva fatto innamorare così tante persone delle Foxes. Prova del fatto che tra Ranieri e lo spogliatoio, o almeno parte di esso, si era rotto qualcosa: perciò il divorzio dall’allenatore italiano è stata l’unica soluzione praticabile.

ESSERE O NON ESSERE? – Mai momento poteva essere più adatto per porsi il dubbio. Continuare a sognare o fermarsi definitivamente? Se si sceglie la trama di Shakespeare (William), l’opzione è la seconda. Ma Craig, in panchina da due settimane, decide di non seguire la trama composta dal suo più famoso omonimo, e sceglie di riscrivere il finale: al King Power Stadium finisce 2-0 per l’ex 11 di Ranieri, che si iscrive per la prima volta nella sua storia al club delle prime 8 d’Europa, in compagnia di vere istituzioni, come Barcellona, Real Madrid, Juventus, Bayern Monaco eccetera.

SI È RIVISTO IL “VECCHIO” LEICESTER – La cosa che più ha fatto piacere ai tifosi e ai simpatizzanti, oltre al risultato, è stato rivedere, sul campo con il Siviglia, il Leicester a cui tutti siamo stati abituati: corsa, rabbia, voglia. Tanta voglia. L’esempio lampante è quel Jamie Vardy che fino a 15 giorni fa sembrava solo un lontano parente del capocannoniere ammirato lo scorso anno. Ieri ci ha regalato, nella partita più importante dell’anno fin ora, una prestazione maiuscola: indemoniato, sempre a caccia del pallone, per 95′ minuti. Sponde, botte, contrasti, recuperi, anticipi, tiri. Ma è tornata sugli scudi tutta la vecchia guardia: sul tabellino ci sono i nomi di Morgan e Albrighton, colonne portanti con Ranieri; si è visto un ritrovato Mahrez, capace di mandare da solo in tilt la difesa degli spagnoli con dribbling letali. Si nota meno, ma anche Fuchs ha svolto tanto, tanto lavoro utile, sia in copertura che in ripartenza, marchio di fabbrica degli uomini in blu. Insomma, un pizzico di Ranieri c’è stato anche ieri sera…

Adesso non importa chi verrà pescato nei sorteggi per i quarti a Nyon: ieri sera, contro una squadra superiore tecnicamente, il Leicester ha riacceso il cuore “Foxes” in tutti quelli che lo stavano per spegnere. L’abbiamo detto prima: ciò che non smetterà mai di esistere su quel rettangolo verde sono le favole. E comunque vada ai quarti, è stata una favola. O meglio: È ancora una favola.

“Come on Foxes”.