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Fiasc-OM, la Premier si infiamma mentre a Madrid si dorme ancora. Nagelsmann supera Ancelotti

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Dopo la sosta per le nazionali, tutta l’Europa calcistica attendeva il ritorno sui campi dei prncipali campionati: se le due di Manchester cercavano di staccare le altre pretendenti al trono, in Liga il Barcellona cercava il colpaccio dopo la caduta del Real Madrid in casa contro il Valencia. Bayern Monaco-Hoffenheim la sfida più importante della settimana, Nizza-Monaco e Manchester City-Liverpool le più divertenti sulla carta.

Cosa è successo, cosa ci ha detto l’Europa del calcio?

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Mercato drogato

Con il passare degli anni, durante i mesi del calciomercato, se ne sono viste e sentite di tutti i colori. Tra procuratori sempre più potenti, calciatori vagabondi e cifre sempre più astronomiche, quella che era una fase a tratti emozionante si è trasformata in una battaglia all’ultimo colpo di scena, tra scorrettezze, escamotage e sparizioni.

Per la serie “giocatori pagati troppo”: Paulinho è costato al Barcellona 40 milioni di euro

 

IL CASO DELL’ESTATE – Inutile dire che la cosa più eclatante è stato il passaggio di Neymar dal Barcellona al Paris Saint-Germain. E il metodo con cui i francesi hanno aggirato il Fair Play Finanziario. Non potendo permettersi, da regolamento, i 222 milioni di euro della clausola rescissoria, a pagare il tutto è stata la Qatar Fondation, sponsor del club parigino, che ha versato direttamente nelle tasche del giocatore 300 milioni di euro per farne l’uomo immagine del Mondiale in Qatar del 2022. Un’ottima scelta di marketing: tra 5 anni, molto probabilmente, il brasiliano sarà il calciatore più forte del mondo, attirando l’attenzione di tutto il globo.

Il Barcellona ha perso quello che, molto probabilmente, nei prossimi anni diventerà il calciatore più forte del mondo

Con questa cifra, lo stesso giocatore è andato a pagare la clausola rescissoria, tenendo fuori il PSG da eventuali polemiche e, soprattutto, facendolo risultare come un trasferimento a parametro zero, tenendosi i 78 milioni di euro rimanenti, più uno stipendio da 30 milioni l’anno e una cifra di commissione data al padre-agente del giocatore.

Una storia trita e ritrita, che ha avuto pesanti ripercussioni sui fatti successivi.

 

IL POST NEYMAR – Doppiata la cifra record per Pogba, la situazione è degenerata. Il Barcellona si è ritrovato con una cifra enorme per cercare un sostituto per il brasiliano. Facile fare mercato dopo una cessione del genere? Tutt’altro! Conoscendo la situazione d’emergenza dei blaugrana e la grande disponibilità economica, i club contattati hanno sparato cifre altissime.

Ne è un esempio il Borussia Dortmund, che per Ousmane Dembelé ha incassato ben 105 milioni più la possibilità, tramite i bonus, di arrivare a 150 milioni di euro. Dopo che lo avevano preso dal Rennes per 20 milioni! Le qualità di Dembolt non si discutono, la giovane età lo aiuta (ha 20 anni), ma ha ancora tanto, tantissimo da dimostrare.

Come se non bastasse, lo stesso PSG ha fatto un’altra follia: Kylian Mbappe per 180 milioni. Il metodo usato non è stato lo stesso messo in atto per Neymar, ma bensì un prestito gratuito con diritto di riscatto. La dimensione della cifra è merito della proprietà del Monaco. Da mesi hanno sparato cifre molto alte, presentandolo come il talento più luminoso del panorama mondiale. Dai 90 milioni chiesti al Real Madrid in primavera ai 180 sborsati dal PSG in estate c’è di mezzo il lievitare delle cifre pagate. “Se Neymar vale 222 milioni, Kylian non può costare molto di meno”. E così è stato.

 

Vanno poi aggiunti gli 85 milioni di euro per Lukaku al Manchester United, i 51 per Walker al Manchester City, i 62 per Morata al Chelsea, i 50 per Sigurdsson all’Everton…

Coraggioso il Liverpool a resistere alle offerte del solito Barça per Coutinho: i catalani si sono spinti fino a 150 milioni, sempre rifiutati dai Reds per la difficoltà di trovare un sostituto entro la fine del mercato.

Una curiosità sulle “cifre pazze”: all’inizio di luglio il CIES Football Observatory aveva stilato il valore dei più forti calciatori del mondo, seguendo un algoritmo che tenesse conto di età, ruolo e rendimento nel corso degli anni, mettendo sul podio Neymar (185 milioni), Dele Alli (136 milioni) ed Harry Kane (134 milioni). Prevedendo che il primo giocatore a sfondare il tetto dei 200 milioni sarebbe stato proprio il giovane Dele, se il Tottenham avesse deciso di venderlo tra un paio d’anni. Non considerando, nel loro algoritmo, l’accoppiata “clausola rescissoria+PSG”.

Neymar ha sfondato il tetto dei 200 milioni. A questo punto Alli sfonderà quello dei 300?

 

DAL MAL DI PANCIA ALLA SCOMPARSA – Dulcis in fundo, ricorderemo questa estate anche per la moda del certificato medico. Che sia per malattia o per stress, più giocatori in partenza hanno accelerato le proprie trattative presentando certificati medici ai propri club.

Gastroenterite acuta”. Questo, per esempio, il motivo chiesto da Federico Bernardeschi per non presentarsi al ritiro della Fiorentina. Aspettando la Juventus, che lo prenderà poi per 40 milioni di euro. Inutile dire che la maggior parte dei tifosi viola lo abbia poi mandato a… ehm…

Da idolo a Giuda per molti tifosi viola, Bernardeschi ha scelto di vestire la maglia degli storici rivali della Juventus

Sempre in casa viola, Nikola Kalinic si è assentato più volte presentando permessi scritti, che vanno dal furto in casa in Croazia allo stress da calciomercato, per accelerare il suo passaggio al Milan. Perisic ha avuto (?) un mal di denti durante le voci su un suo possibile passaggio al Manchester United, Keità Balde e Mbaye Niang si sono “liberati” di Lazio e Milan presentando certificati per decidere da soli dove andare (il francese era seguito dalla Spartak), scegliendo reciprocamente Monaco e Torino.

Tornando poi a Ousmane Dembelé, ci sono stati casi di vera e propria insubordinazione. Il ragazzo non si è presentato a diversi allenamenti del Borussia Dortmund per forzare la mano al BVB e accettare le offerte provenienti dalla Spagna.

LA PECORA BIANCA – Tra tanti calciatori che pensano al proprio tornaconto, qualche “pecora bianca” è presente, consapevole dell’enormità delle cifre che circolano nel mondo del calcio. E se Marten De Roon, qualche mese fa, ammise di vergognarsi un po’ ogni volta che riceveva lo stipendio dal Middlesbrough pensando alle condizioni sfavorevoli delle “persone normali”, lo spagnolo Juan Mata ha avuto l’idea di proporre ai propri colleghi di devolvere una piccola percentuale del loro stipendio in beneficenza. Ha dato vita ad un progetto chiamato “Common Goal”, chiedendo ai colleghi di destinare l’1% dei propri guadagni per opere benefiche.

Mata posa per “Common Goal”

Poco, pochissimo per loro, ma che può trasformarsi in tantissimo per chi ne ha davvero bisogno.

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Il mercato ai tempi dei social

La tecnologia va avanti da anni, con nuovi mezzi di informazione e i social network che impazzano sempre di più. E oltre a cambiare, in modo permanente, le nostre vite, ha cambiato in modo irreversibile anche il mondo del calcio: che siano commenti e critiche dei tifosi, tweet sibillini dei giocatori o semplici foto e video, su Facebook, Twitter, Instagraam e soci il calcio la fa da padrona. E i calciatori, spesso, hanno regalato perle che hanno fatto clamore proprio nel tempo di mercato, scatenando curiosità, felicità, rabbia o semplice ironia…

GIOCHI DI CONOSCENZA – Primi di luglio del 2015. Dopo anni di successi con il Bayern Monaco, Bastian Schweinsteiger decide di lasciare la Bundesliga per approdare in Premier League, al Manchester United. Il passaggio ufficiale avverrà il 13 luglio, ma la certezza arriva 24 ore prima: il tedesco, sui social, inizia a seguire tutti i canali ufficiali dei Red Devils e dei suoi futuri compagni di squadra, “spoilerando”, quindi, il suo futuro a Old Trafford.

 

COME NON ROMPERE IL GHIACCIO – L’estate scorsa, sempre in Premier League, l’attaccante belga Christian Benteke si è reso partecipe di una clamorosa gaffe. Dopo un anno deludente al Liverpool arriva la sua firma con il Crystal Palace. Aggiorna subito i suoi profili social, con tanto di foto sorridente con la sua nuova maglia. È su Twitter che, però, avviene la magia: nella descrizione viene scritto “Burnley e Belgio”, confondendo le Eagles con i neo promossi. Arriveranno pronte le scuse e la correzione dell’errore, e per farsi perdonare il giocatore segnerà 15 reti in campionato.

Qui qualcosa non torna…

 

LEONE DA TASTIERA? – Passiamo ora a questi mesi di caldo, caldissimo calciomercato, che ci hanno offerto moltissimi spunti. Partiamo da Keita Balde. L’attaccante della Lazio, seguito da Juventus e Milan, ma anche in Francia dal Monaco e le solite sirene inglesi e spagnole, è stato messo ai margini della rosa in attesa di una sua decisione definitiva. In attesa che il mercato ci dia la risposta, il giocatore ha consegnato a Twitter la sua, attaccando la società, in occasione della mancata convocazione in una amichevole.

Non convocato nemmeno per la Supercoppa Italiana, un altro “cinguettio” polemico, sempre contro la dirigenza.

Una caduta di stile per un giocatore che si batte come un leone in campo, ma che si dimostra leone anche dietro ad uno schermo…

 

SE QUEDA” – Non possiamo non citare Neymar e il suo passaggio al PSG. Nessuna certezza, il mondo blaugrana vive nel terrore di perdere uno dei giocatori più forti del mondo. E il brasiliano non aiuta. Pubblica su Instagram una foto: è disteso, sguardo perso davanti a lui. Pensa. E aumenta i dubbi sul suo futuro.

🤔

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Ci ha provato il suo compagno Pique a dare una risposta ai suoi pensieri, e a rassicurare i tifosi: quella foto assieme a lui, con la frase “Se queda”, “Rimane”. Non è rimasto.

 

VERBA VOLANT… MA NON SU WHATSAPP – Un’altra questione che ha fatto discutere è il passaggio di Borja Valero all’Inter. Nel bel mezzo dell’incertezza generale, è arrivata ai canali di comunicazione un file audio che il giocatore ha mandato ad un amico. In questo messaggio vocale, lo spagnolo spiegava la sua situazione, annunciando che il suo trasferimento in nerazzurro era obbligata da scelte non sue: “Non ho firmato ancora con nessuno e se non l’ho fatto è più per voi che per la società, perché loro hanno dimostrato di non volermi bene come voi. Dirò tutto ciò che devo dire, anche chi ha la colpa per questa mia partenza. Non è sicuro al 100%, ma sicuramente andrò via perché mi hanno rotto le pa**e, mi hanno fatto piangere e non dormire in queste settimane”. Non è chiaro, però, se questo messaggio sia stato divulgato con il consenso del giocatore.

 

PER RIDERE – I giocatori usano i social network anche per salutare i compagni che partono in direzione di un altro club. È il caso di Kevin Strootman, che con un post su Instagram ha salutato Rudiger, in partenza verso il Chelsea. Dopo le frasi affettuose di rito, il centrocampista olandese esprime la sua speranza di non veder partire più nessuno compagno. In risposta è arrivato il belga Nainggolan, in vena di scherzare, con un “Non saprei” e, per calare l’asso, l’ex Salah, passato al Liverpool “Ora tocca a Radja”. Scherzi tra amici, ma chi lo sa…

Terrorismo da calciomercato

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Fuori dal coro – Barcellona-Neymar, non serve comprare un erede

(Foto in copertina da Getty)

Ci siamo. Ieri sera Neymar ha pagato la clausola da 222 milioni al Barcellona, liberandosi del contratto con il club e dirigendosi verso la firma con il Paris Saint-Germain. A nulla è servita la resistenza della Liga, restia ad accettare una somma del genere da parte di un club con un’escamotage non proprio limpida.

Tra la rabbia e lo sbigottimento, in Spagna e fuori ora tutti si chiedono chi prenderà il posto dell’ex Santos, con i blaugrana che si ritroveranno tra le mani una somma spropositata. Chi prenderà il posto del numero 11 dovrà essere un top player, non uno qualunque.

 

Arrivato in Spagna nell’estate del 2013, Neymar ha segnato 105 reti in 186 partite in blaugrana (Foto: Getty)

 

Tanti sono, quindi, i nomi chiamati in causa, di più o meno facile realizzazione, a seconda del club di appartenenza e del prezzo di partenza per il trasferimento.

Scartando Draxler e Di Maria (difficile che il club catalano tratti così presto con i parigini dopo un “sgarbo” del genere), Dybala e Griezmann (il Barça cerca un ala di piede destro), i nomi più adatti (usciti dalla stampa) sembrano quelli di Hazard, Coutinho, Dembelé, Mbappé, Sanchez, Martial e Insigne.

Tra tutti, il belga Hazard è quello che farebbe meno rimpiangere il brasiliano. Dribbling e velocità ottimi, ancora giovane. È il profilo adatto per trasformare la MSN in MSH. L’unico ostacolo sarebbe Conte. Un osso duro quando si tratta di mercato. Certo, con la volontà del giocatore si fa la differenza, ma Eden ha sempre espresso felicità nel parlare della sua vita a Londra. E un futuro che pare scritto come erede di Cristiano Ronaldo a Madrid…

 

Tra tutti i nomi in circolazione, quello di Eden Hazard sembra il più adatto a sostituire il brasiliano (Foto: Getty)

 

Coutinho sembra l’erede designato. Costa tanto (il Liverpool non lo mollerà per meno di 80-90 milioni) e già era in orbita mercato per prendere l’eredità di Iniesta. L’ex Inter si presta bene sia al ruolo di mezzala sia a quello di ala, ma tornerebbe il problema dell’eredità dell’Illusionista, ormai 33enne e al tramonto della sua luminosa carriera.

Dembelé è “prenotato”. Nessun accordo con il Borussia Dortmund, ma il francese ha espresso la volontà di andare a giocare al Camp Nou, un giorno o l’altro. Un giorno o l’altro. E il BVB, al momento, è pronto a tutto tranne che a privarsi del francese ex Rennes, totalmente ambidestro e capace di spaccare da solo le partite.

Da pochi giorni si è vociferato di una pista per Mbappé, ma il francesino sembra promesso sposo del Real Madrid. E c’è da dire che sfidare le Merengues in un’asta per una ragazzo di 19 anni, reduce da una sola stagione tra i professionisti, e partendo da una valutazione di 150 milioni, è da pazzi.

Martial potrebbe essere un altro profilo ideale. Classe 1995, in cerca di riscatto dopo aver perso il posto al Manchester United a discapito di Mkhitaryan e Rashford. Costa tanto, trattare con le squadre inglesi non è mai facile. Ma la grande occasione, almeno finora, l’ha fallita.

Sanchez e Insigne sono fantamercato. Il cileno è sì in uscita dall’Arsenal, ma difficilmente sarebbe disposto a tornare all’ombra di Leo Messi. Il napoletano invece è seguito, ma non a tal punto da intavolare una trattativa con il Napoli. Ma, con Mino Raiola in arrivo, non si sa mai…

C’è un opzione, infine, che permetterebbe ai blaugrana di risparmiare i 222 milioni e spenderli per altri ruoli di cui la squadra di Valverde ha bisogno. Una soluzione interna.

 

E se fosse Deulofeu la scelta di Valverde per il posto vacante in attacco? (Foto: Getty)

 

Gerard Deulofeu, dopo un lungo pellegrinaggio per l’Europa, è tornato. Cresciuto nella cantera, ha giocato in prestito al Siviglia e nell’Everton, crescendo fisicamente e caratterialmente. Poi ha sfruttato alla grande l’occasione al Milan, adattandosi a sinistra (il ruolo di Neymar) e guadagnandosi la recompra da parte della base catalana. 18 partite e 4 reti in rossonero, condite da buone prestazioni, grandi giocate e scatti fulminanti (spesso determinanti nella tattica Serie A). Il ragazzo, classe 1994, ha più volte ribadito la volontà di giocarsi le sue carte al Camp Nou. Pochi lo hanno ipotizzato finora, ma lo spagnolo potrebbe davvero rivelarsi un’arma a costo zero nelle mani di Ernesto Valverde.

L’occasione la merita, sta a lui coglierla.

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Fuori dal coro – Quanto vale il record di Neymar?

(Immagine di copertina tratta da Internet)

Da qualche giorno, con la rete segnata in Nazionale contro l’Uruguay, il brasiliano Neymar sta venendo etichettato come uomo record. Il fenomeno del Barcellona, infatti, ha segnato il gol numero 304 in carriera all’età di 25 anni, record storico nei migliori pari età di tutti i tempi.

Il numero di gol dei migliori calciatori del mondo a 25 anni, con Neymar che supera Messi di 9 reti (statistiche trovate su internet)

 

Come detto, il numero 11 blaugrana sta venendo definito come un recordman, con i suoi 25 anni compiuti lo scorso 5 febbraio e numeri pazzeschi sia come realizzazioni (304, appunto) sia come presenze in campo (501). Se però andiamo ad analizzare meglio questa statistica, possiamo benissimo dire che come “valore assoluto” (il numero, alla fin fine, non si discute), ma se guardiamo i dati con occhio un po’ più critico, possiamo mettere in dubbio il suo primato.

Come? Dando una sorta di valore al gol in base alla competizione giocata. I gol di Neymar sono così suddivisi: 136 reti con il Santos, 99 con i Barcellona, 18 con le selezioni giovani del Brasile (Olimpiade compresa) e 51 con la Nazionale maggiore. Ed è ovvio che non tutti questi gol abbiano lo stesso valore!

Il metodo si può definire simile a quello usato per la classifica della Scarpa d’Oro: i gol segnati in Serie A, Premier League o Liga valgono più di quelli segnati in Ligue 1 o nel campionato russo (sono degli esempi), così per esempio Lionel Messi, al primo posto della classifica attuale con 25 reti, è in vantaggio su Edinson Cavani che ne ha fatte 27 semplicemente per il fatto che ogni gol nella Liga vale 2 punti mentre quelli in Ligue 1 ne vale 1,5.

Se quindi dessimo, per esempio, un valore di 1 punto alle reti in Nazionale maggiore e a quelli segnati con il Barcellona, e 0,5 punti alle reti con Santos e selezioni giovanili (il livello è più basso nel campionato brasiliano e nelle selezioni giovanili) l’asso blaugrana raggiunge 227 punti, contro i 287 di Messi nelle stesse condizioni (279 tra Barcellona e Argentina più gli 8 con le selezioni giovanili dell’Albiceleste).

Sia ben chiaro: il valore del brasiliano non si discute e lo possiamo definire “miglior marcatore Under 26 degli ultimi anni”. Per definirlo miglior giocatore della stessa categoria, però, dovremo aspettare ancora un po’.

Dopo tutto, ha tempo fino al 4 febbraio del 2018 per segnare una sessantina di reti…

 

PSG con i remi in Barça. I blaugrana scrivono la storia.

OBIETTIVO: SCRIVERE LA STORIA- Dopo il 4-0 da fantascienza al Parco dei Principi, è una partita che rimarrà alla storia, comunque vada: per il Paris c’è l’occasione più che concreta di eliminare la squadra dei marziani, facendo fruttare il bottino dell’andata; per il Barcellona, la voglia di ribaltare un 4-0, impresa mai riuscita prima.

Pronti, partenz… 1-0!! Neanche il tempo di partire, Suarez la butta dentro. Prevedibile, si immaginava che il Barcellona avrebbe tentato un assedio prorompente. Dopo la dormita difensiva, il PSG si ricorda che il riscaldamento è finito; decide di iniziare a impostare una partita difensiva, e l’unica opzione d’attacco sono le ripartenze, che con Lucas e Draxler possono essere devastanti: prevedibile.

Quello che non si può prevedere è il colpo del campione, del genio assoluto: al 40′ Andres Iniesta tira fuori dal cilindro un colpo di tacco che manda in cortocircuito Trapp e Kurzawa, che la butta dentro, ma nella porta sbagliata: 2-0.

LA “MSN” – “Messi-Suarez-Neymar”? No. “Mai Stati Normali”. Perché il trio sudamericano decide che è il momento di entrare negli almanacchi di storia. Dopo 5 minuti della ripresa Neymar si procura un rigore per fallo di Meunier. Neymar scrive, Messi esegue: 3-0. Il Camp Nou è in visibilio, l’impresa ora è possibile.
O forse no: Cavani porta sul 3-1 il risultato, con un collo esterno che fulmina Ter Stegen. Minuto 62′. Gli stati d’animo si invertono: al Barça servono altri 3 gol, perché quello del Matador, in trasferta, vale doppio. Euforia Paris, sogni infranti Barcellona.

“Mai Stati Normali”. Già. Una squadra normale sarebbe già con la testa negli spogliatoi, a pensare a quanto sarebbe stato bello riuscire almeno a portare la partita ai supplementari. Soprattutto se se il cronometro segna 87′.

Ma “O’ Ney” dipinge una punizione capolavoro, e Trapp non può fare altro che raccogliere il pallone dal fondo della rete. Barça 4. PSG 1.

Sembra impossibile. SEMBRA. Dicevano i latini “fortuna audaces iuvat”: stasera i più audaci sono quelli con la casacca a bande rosso-blu, e la fortuna decide di assisterli. O meglio, l’arbitro. Al 90′ rigore (molto) generoso per fallo su Suarez: il rigorista designato con la 10, che di nome fa Lionel, lascia il posto al brasiliano: anche Messi si è accorto che Neymar stasera ha il piede magico. Rincorsa al cardiopalma, il silenzio prima del boato: 5-1.

5. Minuti. Di. Recupero.

Panico negli occhi dei parigini. “Garra”, grinta in quelli dei catalani. Per 5 minuti la palla non entra più, la candela della speranza sembra aver finito la cera.

IL GOAL DELLA STORIA – È l’uomo meno atteso che la risolve. Sull’ultimo pallone disponibile buttato nell’area del PSG, la difesa in maglia bianca è concentrata su Piqué, il più pericoloso sui palloni alti, con 3 uomini su di lui. Ma si perde Sergi Roberto, uno dei più piccoli: sbuca alle spalle di Matuidi, e in spaccata trafigge Trapp. 6-1!!!
PARADISO BLAUGRANA. Fischio finale: la storia è scritta.

LEGGENDARI, MA CHE SPRECO PSG – Il miglior sceneggiatore non avrebbe saputo scrivere trama più avvincente. Ci possono essere milioni di interpretazioni, su vittoria meritata o meno, per aiuti arbitrali o meno. Un fatto però certo c’è: il PSG ha sprecato un’opportunita più unica che rara. Dopo una vittoria per 4-0 in casa, al Camp Nou devi pensare a difenderti a oltranza. Emery ha impostato la squadra come se quella di ieri fosse una partita qualsiasi. Centrocampo troppo votato al palleggio e poco all’interdizione, con l’ingresso di Krychowiak che è stato effettuato quando ormai il Barcellona aveva deciso che l’avrebbe vinta. E Kimpembe lasciato in panchina, dopo la sontuosa prestazione di Parigi con un Suarez anestetizzato, è un’enorme falla nell’11 iniziale.
Forse pensava di poter fare la partita anche al Camp Nou. Atteggiamento audace. La fortuna aiuta gli audaci. Ma in una partita ad eliminazione diretta, solo 11 giocatori possono uscirne vincitori. E questa volta, la dea bendata ha deciso di posarsi su quelli “Mai Stati Normali”.

Robe da PSG

Robe da pazzi. Se Mediaset cercava una prova per poter rinfacciare alle emittenti rivali di essersi assicurata la competizione più bella in circolazione, dopo la partita di questa sera ha un buon motivo per potersi vantare di trasmettere la Champions League in diretta. Già, perché chi ha avuto la fortuna di assistere a Barcellona contro Paris Saint-Germain la dimenticherà difficilmente.

Sarebbero bastate 4 reti senza subirne, ma ne sono arrivate 6: come se non bastasse la rete di Edinson Cavani si è trasformata da probabile ammazzacaffè a inizio della fine, visto e considerato che da quel momento i parigini hanno spento la luce permettendo a Neymar di accendersi e risplendere di luce propria. 3 gol in 5 minuti, doppietta del brasiliano ed assist per Sergi Roberto nell’ultima azione della partita.

PSG, Paris Saint Germain Prende Sei Gol. Va bene, può bastare.

LA FRASE DEL GIORNO

“Abbiamo il dovere di provarci e io sono fiducioso. Se un rivale è stato capace di farci 4 gol io so che noi possiamo farne 6 di reti.
Sono convinto che nel corso della gara ci sarà un momento nel quale saremo vicini alla qualificazione. Non so come andrà a finire, magari segnano loro, magari restiamo solo vicini senza arrivare alla meta, ma sono sicuro che ci sarà un momento nel quale ‘vedremo’ la possibilità di passare. A me la storia non interessa nulla, io voglio solo vincere” – Luis Enrique

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