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Zehnsationnel – 27a giornata, la prima volta non si scorda mai

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Ben ritrovati con Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti buona e ipercalorica come un bel piatto a base di salsiccia e crauti. Partiamo dall’assunto, da cui al titolo, per chiarire un concetto puro e semplice che vale per tutti e che, a maggior ragione, nasconde un significato più profondo nella storia del TSG 1899 Hoffenheim.

  1. Sì, perché nessuno a Sinsheim dimenticherà facilmente, anzi completamente, martedì 4 aprile 2017. Non porterà un trofeo, ma la prima volta dell’Hoffenheim vincitore sulla corazzata Bayern Monaco avrà sempre un sapore speciale e un posto ben riservato nella mente di tutti i tifosi Kraichgauer. Torniamo a ripeterci a distanza di pochissimi giorni su Julian Nagelsmann e su Andrej Kramaric. L’artista, il primo, dell’ennesimo capolavoro tecnico-tattico. La mano, il secondo, che scolpisce l’opera e la consacra a imperitura memoria. Un binomio perfetto, quello tra Nagelsmann e i suoi uomini, quello tra Sinsheim e i suoi ragazzi. Puoi ammirare la bellezza prima ancora che questa si scopra nuda di fronte i tuoi occhi, lì sì che vedrai davvero ciò che vuol dire. Mancano pochi step e la musichetta che tutti amano arriverà anche nel Baden-Württemberg.
  2. E se di liriche e canzonette si ricorrono le voci nel sud del territorio tedesco, a nord c’è una stella che brilla fulgida da alcune settimane, quella del Werder. Se ci avete seguito, e so che lo fate, avrete notato che i Werderaner sono reduci da ottimi risultati consecutivi che hanno issato gli anseatici al riparo da zone torride di classifica. Una marcia, quella del Werder, che li vede reduci da 3 vittorie consecutive e sempre a punto nelle ultime 5. A farne le spese in rive al Weser questa volta è lo Schalke 04, affondato dalle reti di Gebre-Selassie, Kruse ed Eggestein. Quella che sembrava una rincorsa da effettuare su un’erta, si sta lentamente ma progressivamente trasformando in un sogno. Perché, e lo diciamo a sottovoce rispettando gli amici di Brema, sono solo 5 i punti dalla zona Europa League e il momento di chi sta sopra è inversamente proporzionale al cammino dei ragazzi in Grün.
  3. Per un Werder che sembra ormai definitivamente essersi lasciato alle spalle l’incubo Zweite, un’altra realtà sta cercando faticosamente di svegliarsi. L’Ingolstadt che avevamo visto a Dortmund non era specchio fedele di una squadra in difficoltà e invischiata in zone pericolose. Gli Schanzer hanno dato seguito a quell’impressione maturata nell’arco di 90 minuti di un ventoso pomeriggio. Da quell’immeritata sconfitta sono, infatti, arrivate due vittorie, di cui l’ultima mercoledì in casa dell’Augsburg. Uno scontro diretto da ultima chiamata per la squadra dell’Audi distante 7 punti dalla formazione di casa. Un derby di Baviera vinto coi nervi, anche quelli che stavano per saltare quando dallo 0-3 ci si è ritrovati al 2-3 in appena 5 minuti. L’Ingolstadt vince e adesso punta ben desta il suo obiettivo.
  4. Un fine diverso ma altrettanto importante lo culla anche il Borussia Dortmund in questo finale di Rückrunde. Posto che il discorso Meisterschale è definitivamente andato, gli “unici” (si fa per dire) obiettivi sembrano essere rimasti il quarto di finale di Champions League e il secondo/terzo posto in Bundes. In una stagione che gli Schwarzgelben hanno vissuto con un profondo ricambio generazionale, dando una vistosa sterzata al progetto che da anni guida le azioni di Zorc e Watzke, la squadra di Tuchel ha palesato enormi difficoltà, alcune già pregresse e figlie di stagioni passate, che hanno consentito a Lipsia prima e Hoffenheim dopo di sopravanzare la squadra della Ruhr. Il primo test interno, di una squadra che non conosce sconfitte nel suo Tempel, è andato bene ma non benissimo come il risultato potrebbe mostrare a primo acchito. Il 3-0 sull’Amburgo è sì risultato utile per il morale, ma troppe volte i gialloneri sono crollati a pochi giorni di distanza da belle prestazioni, complice una rosa troppo giovane in molti suoi elementi chiave. Il quarto posto sembra ormai saldo con 10 punti di margine sulla quinta (Colonia), ma la rincorsa può e deve continuare.
  5. La stessa che ha provato a fare finché ha retto anche il Lipsia. La temibilissima (e ricchissima) neopromossa ha ripreso a correre e la vittoria sofferta contro un Mainz bisognoso di punti salvezza è sicuramente preziosa per conservare un discreto margine sull’ennesimo capolavoro di giornata di Nagelsmann e ragazzi. Werner torna al goal, Hasenhüttl può gioire del suo baby prodigio e della vena in zona assist di Forsberg.
  6. Spirito che, invece, era mancato per 3 partite al Friburgo che, sorprendentemente, torna alla vittoria in un match molto impegnativo sulla carta. Sì, perché il positivo Wolfsburg delle ultime giornate prometteva di dare battaglia, sempre per mettere altri preziosi punti in cascina in chiave salvezza. Streich, da grande stratega qual è, imbavaglia a dovere l’uomo più caldo del momento in casa Wölfe (Mario Gomez) e centra una preziosissima vittoria in chiave Europa League firmata da Florian Niederlechner.
  7. Nello scontro per l’Europa del RheinEnergieStadion tra uno zoppicante Colonia e un febbricitante Eintracht Francoforte, hanno la meglio i Geißböcke a cui basta il secondo goal consecutivo dell’ex Partizan Milos Jojic. Dopo due pareggi le Adler tornano a cadere prese a cornate dai caproni che si issano al quinto posto complice la sconfitta di un Hertha in crisi di identità e risultati.
  8. La squadra di Dardai abdica per la terza partita consecutiva. E’ il giovanissimo centrocampista slovacco Benes a regalare la vittoria al Mönchengladbach. I Fohlen avvicinano proprio i Berliner a meno 4, sognando ancora l’Europa League.
  9. Seconda competizione continentale per club a cui ancora si aggrappano le speranze di un Bayer Leverkusen mai così in difficoltà come in questa stagione, se paragonata alle precedenti. L’addio repentino di Roger Schmidt non ha sortito l’effetto sperato in termini di riscossa da parte di un roster privo di Calhanoglu ma pur sempre molto competitivo. L’eliminazione dalla Champions, prevedibile quanto celere, ha forse abbattuto ancor di più le Aspirine, incapaci a riprendersi. Ecco perché la partita del Böllenfalltor sembrava più dura del previsto contro un Darmstadt sì fanalino di coda ma avversario temibile specie in casa. La squadra di Frings ci prova ma si arrende di fronte il duo Brandt-Volland. I padroni di casa, lontani 10 punti dall’Ingolstadt penultimo, sembrano dire addio alla Bundes.
  10. Tra le sconfitte, il già citato Francoforte incapace a riprendersi da un momento nerissimo, e lo Schalke, annichilito a Brema e presumibilmente fuori da qualsiasi discorso europeo. I Königsblauen hanno un match importantissimo già alla prossima, in casa, contro il Wolfsburg. Un eventuale successo proietterebbe gli uomini di Weinzierl in acque sicure. La sconfitta potrebbe generare eventi a catena di difficile previsione, consentendo proprio alla squadra della Volkswagen di accorciare a meno 3.

Come detto nel Wochenende trascorso, la Bundes ha ancora qualche verdetto da consumare, in una classifica che si va definendo e limando nei dettagli. Noi continueremo a seguirla, raccontandovi le gesta, gli aneddoti, gli uomini che rendono questo campionato un brand globale capace ad attirare sempre più tifosi da tutto il mondo. Crediamo che parte di questi tiferà Hoffenheim, il perché, beh…lo avete capito!

Make Bundes Great Again

Scritto e disponibile su iogiocopulito.it

L’Hoffenheim sta volando in Bundesliga.

Gli osservatori di vecchia data – neanche poi troppo – ricorderanno sicuramente un tempo passato nel quale i biancoblu davano già spettacolo, quella magica squadra capace di conquistare il titolo di campione d’inverno alla prima esperienza di sempre in Bundesliga nel 2008 a suon di Ibisevic, Carlos Eduardo e Salihovic, prima che il Wolfsburg rubasse lo scettro di campione di Germania.

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