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Questione di Futbol

Vi sembrerà strano leggere la parola fútbol , invece che un football all’inglese.

È vero, il calcio nasce in Inghilterra, furono gli inglesi a giocare le prime partite in Sudamerica; i cittadini di Sua Maestà, diplomatici, funzionari delle im­prese del gas e delle ferrovie, die­dero vita alle esordienti formazio­ni locali.

Se un giorno vi capitasse di andare in Brasile, a San Paolo, chiedete in giro come è arrivato il calcio in sudamerica e loro vi risponderanno sicuramente con la storia di Charles Miller, tutt’oggi la tesi più accreditata .

Un certo paulista di nome Charles Miller fu spedito in terra inglese per studiare poiché come possiamo immaginare il livello delle scuole, se c’erano, a San Paolo come in tutto il Brasile era a dir poco scarso. In inghilterra Charles, per la precisione al Saint Mary’s ( stadio oggi di proprietà del Southampton) conobbe quella che i sudamericani chiamano la bola, la palla.

Al rientro in patria fu organizzata la prima storica partita in terra sudamericana , più precisamente a San Paolo in Brasile, e la partita non fu giocata da brasiliani ( se non 2 o 3 ) bensì dagli inglesi tra i sudditi bri­tannici della São Paulo Railway e quelli della Gas Company.

Non ci volle molto perché il gioco del pallone contagiasse anche gli indi­geni.

Fu Oscar Cox a introdurre il calcio nella città di Rio. Aveva giocato a calcio in Svizzera, durante i suoi studi a Losanna .

Anche se in terra sudamericana agli inizi del 1900 potevamo osservare la “Liga Metropolitana De Futbol” ( quello che era il campionato ufficiale ), non era presente nessun giocatore di colore in campo!

Proprio così, era contro le regole del campionato .

Naturalmente i club sudamericani erano contrari a questa decisione e così proprio nel club fondato da Cox accadde una delle più grandi figuracce della storia del calcio.

In una delle partite della Liga Metropolitana venne schierato in campo un giocatore mulatto, voi vi starete chiedendo giustamente che cosa c’è di tanto strano…ve lo spiego subito .

Questo giocatore mulatto, prima di entrare in campo, venne sbiancato con della farina di riso! Naturalmente durante la partita il sudore fece colare questa “maschera“ e così l’imbroglio fu chiaro a tutti .

Davanti allo stadio del Fluminense , su qualche muro adiacente troverete la scritta “Po De Arroz” (polvere di riso) che tutt’oggi caratterizza il Flu .

Quella figuraccia rimarrà nella storia del calcio e non solo perché la regola che impediva ai giocatori neri di giocare nel loro campionato (regola del tutto razzista) venne finalmente abolita .

In quel giorno nacque il Fùtbol, un misto di calcio all’inglese e senso della musica sudamericano, dove le regole ferree dello sport combaciano con la felicità di praticarlo.

Il calcio diventava così della gente, di tutta la gente, del popolo .

Proprio al Flu nacque il “torcedor”, il nostro tifoso.

Immaginiamo di guardare una partita, o meglio, il derby paulista (Corinthians vs Palmeiras) , più o meno dove Inferno e Paradiso si incontrano. Sicuramente guardando sugli spalti vedremmo gente con magliette a maniche corte o addirittura senza, perché si sà, in Brasile fa molto caldo .

I primi “torcedos” appartenevano all’alta borghesia e di conseguenza andavano a vedere le partite vestiti tutto d’un pezzo, guanti compresi .

Indovinate un po’ cosa significa “torcedores” , da cui deriva la parola torcedo (tifoso); la traduzione letterale è “coloro che stringono “, riferito ai guanti che le signore stringevano alle partite a causa della tensione . Tutti i nomi , sia di cose che di persone, in Sudamerica hanno una storia alle spalle e questo è uno dei fattori che rende il loro calcio unico .

In sudamerica stava nascendo uno stile, il ballo si mescola al gioco e viceversa, la palla non si calcia ma si tiene tra i piedi (se un giocatore calciava via la palla veniva sgridato sia dai compagni che dall’allenatore) e il palleggio diventa un’arte sopraffina, tipica del futbol sudamericano.

Nello stesso momento prendeva forma il calcio brasiliano, con le sue finte di cor­po che provenivano dalla “capoeira”, la danza guerriera degli schia­vi neri che viveva­no nei sobborghi delle grandi città.

Nasceva così quello che noi oggi conosciamo come “jogo bonito”.

Nasce il 4-2-4, nasce la “punta de lança” (una specie di seconda punta), nasce il “volante” (il nostro mediano), nasce la “bicicleta”, nascono Maradona, Pelè e Friedenreich (leggendario meticcio che segnò più goal di Pelè , 1329 per la precisione), nasce el Fùtbol.

Un certo Eduardo Galeano dirà: ”Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio”.

Questione di fede, questione di fùtbol .