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Zehnsationnel – 28a giornata, quella degli Schanzer

Anche per questa settimana torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che esalta e si esalta nel seguire le vicissitudini di 11 Schanzer…per informazioni citofonare Am Sportpark 1, Ingolstadt, Baviera.

  1. E proprio dai bavaresi “Audiani e Audaci” parte la nostra puntuale rassegna. Ingolstadt che affrontava, in quello che sembrava un vero e proprio spareggio, il Darmstadt. La partita è stata intensa, a tratti pazzesca per il suo svolgimento. Al triplice fischio hanno la meglio i padroni di casa che spediscono il Darmstadt di Frings nell’oblio. A nulla serve la doppietta di Mario Vrancic negli ospiti. Groß, Süttner e Cohen, da buoni Caronte, mandano i Lilien all’inferno. Adesso sono 13 i punti di vantaggio degli Schanzer sull’ultimo posto, a 1 punto di ritardo dalla coppia Augsburg e Mainz.
  2. Capovolgendo la classifica troviamo il Bayern. Lo avevamo lasciato in settimana reduce dalla sconfitta di Sinsheim. Per chiunque pensasse si trattasse dell’inizio di una crepa nelle fondamenta bavaresi, beh, non poteva essere più in errore di così. La squadra di Ancelotti è il classico amico strafottente che al due di picche ricevuto, ci riprova senza farsi troppi scrupoli. La forza del Bayern si abbatte come una tempesta quasi perfetta sul malcapitato e fragilissimo Dortmund, capace di fare la figura del proverbiale tonno infilzato dal grissino. All’Allianz Arena termina 4-1 una partita senza storia, capace di vedere i padroni di casa già sul 2-0 al 10’ di gioco. Lewandowski fa da mattatore, Ribéry e Robben da splendido contorno. Unico acuto di una serata buia come la notte Raphael Guerreiro. Il Bayern si invola verso l’ennesimo Meisterschale, mentre il BVB si lecca, ancora una volta, le ferite di una stagione lacrime e sangue.
  3. Quelle stesse che rigavano il viso dei tifosi e dei giocatori dell’Hertha al termine della passata stagione e dopo le 3 sconfitte consecutive delle ultime settimane che avevano fatto scivolare i Berliner lontanissimi dalla zona Champions. Quale migliore sorte amica per tornare alla vittoria che affrontare all’Olympiastadion una formazione letteralmente allo sbando come l’Augsburg? Brooks e Stocker affondano i bavaresi issando la squadra di Dardai al quinto posto, avvicinando il Dortmund a meno 7. Difficile prevedere l’esito di questa ennesima rincorsa in casa Hertha, ma ci sentiamo di pronosticare un altro anno europeo per Vedad Ibisevic e compagni.
  4. Sogno continentale che manca da tanti, troppi anni nell’Amburgo calcistica che, mai come quest’anno, sta soffrendo su tutti i fronti. Il St. Pauli fatica terribilmente in Zweite e l’HSV lotta per l’ennesima stagione per salvarsi. Per carità, va detto che proprio in questo Rückrunde la squadra di Gisdol si sta mantenendo al sicuro da possibili scenari tragici. Non si può dire lo stesso guardando indietro a due playout consecutivi. I Rothosen ottengono la palma di sorpresa di giornata per la vittoria interna sul lanciatissimo Hoffenheim, forse ancora ubriaco per il successo nell’infrasettimanale sul Bayern. L’anglotedesco Aaron Hunt, con un Doppelpack, abbatte le resistenze della squadra di Nagelsmann (ancora una volta a segno con uno scatenato Kramaric), issando l’Amburgo a 33 punti, più 4 sulla coppia Augsburg-Mainz, facendo tirare un bel sospiro di sollievo a tutto il Volkparkstadion.
  5. Inspirata di gioia che accomuna anche il RB Lipsia che, solo al 93’, ha la meglio su un Leverkusen ancora in grave crisi d’identità ma vicino, vicinissimo, a quello che poteva essere un punto prezioso. La squadra di Hasenhüttl approfitta della doppia caduta di Hoffenheim e Dortmund per allungare e consolidare il secondo posto grazie alla rete decisiva di Poulsen dopo l’espulsione di Orban.
  6. Tagliando in obliquo il territorio teutonico da est a ovest scendiamo fino a Friburgo in Brisgovia, dove i padroni di casa ospitavano un Mainz che, come detto nei precedenti appuntamenti, era in profonda crisi. Un coma, quello dei Nullfünfer, da cui non ci si risveglia, se non a fatica e dopo tante sofferenze. Questa passava dalla sfida dello Schwarzwald-Stadion, in cui la squadra di Streich ottiene il bottino pieno grazie alla firma dell’ex Bayern Nils Petersen. I Breisgau-Brasilianer si rilanciano in chiave Europa, con la sesta piazza solitaria a quota 41. Il Mainz continua pericolosamente a guardarsi indietro, mano nella mano con l’Augsburg e con l’Ingolstadt che si avvicina Wochenende dopo Wochenende.
  7. Fine settimana che racconta anche di un Borussia Mönchengladbach da 7 punti nelle ultime 3 con la preziosa vittoria del RheinEnergieStadion di Colonia. Un successo sudato ma meritato quello dei Fohlen, sempre in vantaggio sui Geißböcke adesso a +1. Ancora goal e assist per Anthony Modeste nel biancorossi, mentre il goal vittoria della squadra di Hecking lo firma il capitano Lars Stindl.
  8. Scende, invece, nelle nostre preferenze il Werder. I Grün, ampiamente nelle nostre grazie nelle ultime settimane, devono arrendersi di fronte il ritorno di nervi e fierezza dell’Eintracht Francoforte. Termina 2-2 l’anticipo del 28esimo turno della Commerzbank Arena. Si trattava di un banco di prova per entrambe. Per i Werderaner, ormai al riparo e speranzosi in chiave europea, e per le Adler, alla ricerca di una medicina per tornare a respirare a pieni polmoni dopo un periodo di prolungata malattia. Il Werder chiama nel primo tempo con due squilli, il Francoforte risponde da par suo nella ripresa. Ancora in goal Junuzovic e Bartels negli ospiti. Per la squadra di Kovac a segno Gacinovic e Fabian. La squadra di Nouri sale a 36 a meno 5 dall’Europa. Le Adler, a 38, vengono superate dal ‘Gladbach.
  9. A proposito di sorpassi, nessuno sorpassa (ancora) Mainz, Augsburg e Darmstadt nonostante l’immobilismo delle tre. Se per l’ultima (il Darmstadt) è praticamente una battaglia di Cervantes contro i mulini a vento, per le altre due è un discorso apertissimo, specialmente dopo la rincorsa dell’Ingolstadt che sta mettendo nei guai anche il Wolfsburg arenatosi a Gelsenkirchen a suon di goal.
  10. Campana che ha sentito battere 4 volte anche il Dortmund all’Allianz Arena. Due volte in appena 10 minuti. Una campana che sta forse infierendo sin troppo sullo sventurato Tuchel e su tutti questi giovani virgulti talentuosi. Era prevedibile che i Dortmunder Jungs facessero tutta questa fatica. Il progetto è serio e valido, ma serviva del tempo, lo stesso che sta dimostrando quanto sia difficile coniugare risultati con una squadra tanto giovane e inesperta, con i grandi “vecchi” sempre ai box e impossibilitati a dare una mano a compagni e allenatore. Il risultato di Monaco di Baviera è una conferma e cartina al tornasole di una situazione che andrebbe analizzata nel dettaglio e spiegata per trarne le migliori deduzioni. Il quarto posto finale che gli Schwarzgelben occupano tuttora significherebbe Champions, anche se non dalla porta principale. Tuttavia, sarebbe da considerare come un risultato quasi fallimentare, specie se la corsa alle semifinali della massima competizione continentale per club dovesse interrompersi già nelle prossime settimane contro lo spettacolare Monaco ammirato fin qui.

Watzke e Zorc avranno di che riflettere e noi li seguiamo, nell’attesa della giornata numero ventinove di una Bundesliga che non finisce di dare responsi, emozioni e sorprese e a esigere il nostro cuore in cambio.
Zehnsationnel sarà sempre qui a raccontarvela consci che l’Ingolstadt ha da salvarsi, non ce ne vogliano Mainz e Augsburg.

Zehnsationnel

Parte il primo di, spero, tanti incontri parlando di Bundesliga.

Il nome della rubrica sarà Zehnsationnel, una crasi tra Zehn (i 10 punti  che toccheremo) e Sensationnel (sensazionale, nda) perché il massimo campionato tedesco è un po’ così, sensazionale nella sua forma d’essere.

  1. Al primo posto mettiamo Darmstadt, Ingolstadt, Amburgo, Werder Brema, Wolfsburg e Schalke 04. Questo, perché la lotta per la salvezza e per l’Europa (come capita ormai da troppi anni) è l’unico motivo di interesse nudo e crudo in Bundesliga. Queste 6 squadre (secondo l’ordine di classifica), incollate col più potente dei mastici al fondo della Tabelle, quasi mosse da uno spirito da singolar tenzone da ultima spiaggia in una sorta di battaglia tra paladini dell’epoca medievale si rialzano muovendo la classifica quasi inopinatamente.
    E’ così per il Darmstadt che, in casa, ha la meglio sul Mainz con un inizio gara scintillante, guidata dal suo capitano Aytac Sulu in versione Ghostbusters.
    E’ così anche per l’Ingolstadt che all’Audi Sportpark recupera due volte lo svantaggio siglato da un insaziabile Anthony Modeste (di cui parleremo più avanti).
    Se il Werder Brema chiude l’anticipo del venerdì sull’1 a 1 alla BayArena di Leverkusen, issandosi al ruolo di guastafeste nella passerella annunciata del nuovo tecnico delle Aspirine Korkut (sempre e solo Claudio Pizarro, nda), la rivale Amburgo si riprende definitivamente al Volksparkstadion approfittando delle due gare interne consecutive per mettersi alle spalle la batosta di Monaco di Baviera. Due le vittime eccellenti sacrificate su un ara di una salvezza ancora da raggiungere a tutti i costi, Hertha prima e ‘Gladbach poi. Il vello d’oro è sulle spalle di Ekdal, Kostic e Wood.
    Il Wolfsburg, molto probabilmente, ottiene la più grande e inopinata Steal di giornata espugnando la Red Bull Arena di Lipsia con la rete di Mario Gomez nei primissimi minuti di partita.
    Per lo Schalke, infine, tutto facile alla Veltins Arena di Gelsenkirchen contro l’Augusta: 3 a 0 con un super Guido Burgstaller.
  2. Sul secondo gradino del podio mettiamo quegli scapestrati pazzi di Berlino. L’Hertha (ricordate tutti?) aveva pregiudicato il suo bel campionato nel finale della scorsa stagione, passando da una quasi certa qualificazione Champions a ritrovarsi settimi, in Europa, ma non la stessa cosa. I ragazzi di Pal Dardai si dimostrano proprio come il loro allenatore quando ancora calcava i campi di gioco: cinici, spietati, affamati. Una strana combo per dei “corrieri di professione” che si assicurano la più bella delle vittorie sfruttando tutte le lacune del Borussia Dortmund di quest’anno. Kalou spedisce mentre Plattenhardt recapita  uno scaldabagno direttamente a casa Burki.
    Una violenza inaudita!
  3. Medaglia di bronzo per quel Panzer che, tra Bier und Wurstchen, imperversa sulla Baviera e sulla Germania tutta. Bayern uber Alles. Una sentenza, una croce per le avversarie di turno. 3 a 0 all’Eintracht Francoforte, più 10 sulla seconda (Lipsia, nda) alias campionato già chiuso a metà marzo. Gansehaut!
  4. Segnano e tanto. Al quarto posto mettiamo due incredibili macchine da goal. Non due utilitarie qualsiasi, ma delle proprie berline. La prima, polacca, è di quelle che non brillano per bellezza estetica ma possiede tutti gli accessori che potresti mai desiderare. Controllo (di frenata) spalle alla porta, capacità di lettura (park assist) e un tremendo fiuto del goal che abbacina tutto e tutti. La seconda è una sportiva, sinuosa, quasi con un fascino animale nei lineamenti e, al contempo, di una velocità inaudita unita a un risparmio di carburante non banale.
    Signore e signori, parliamo di Robert Lewandowski e Anthony Modeste. Sono loro le due star alla rincorsa di Pierre-Emerick Aubameyang come Top-Sturmer della Bundesliga. Chapeau!
  5. Sicuramente tutti avrete sentito parlare di quel piccolo genio di Julian Nagelsmann, allenatore neanche 30enne alla guida dell’Hoffenheim che ha chiuso l’Hinrunde da imbattuto. Bene! Nonostante le due sconfitte patite sin qui in Bundesliga, la squadra di Sinsheim (in corsa per un posto nell’Europa che conta) sta continuando a macinare risultati e prestazioni. Stavolta, a pagare, è la fame di vittorie interna del Friburgo, costretta ad arrendersi al pari da un goal di Andrej Kramaric, scarto buttato via forse fin troppo prematuramente dal Leicester.
    Maximilian Philipp (Friburgo, nda), continua a guidare la squadra della Schwarzwald insieme a Florian Niederlechner, mentre il Friburgo di Christian Streich, a vele più che mai spiegate, punta dritto verso l’Europa League distante solo 1 punto.
  6. Mainz e Augsburg a braccetto al sesto punto. Due sconfitte pesanti, specie quella del Mainz non preventivabile a Darmstadt. Due sconfitte che rischiano di creare una concatenazione di eventi degna del miglior regista di thriller psichici. Ora la salvezza è da conquistare giornata dopo giornata mentre dietro si corre a velocità doppia.
  7. Bayer Leverkusen in difficoltà. Nonostante l’esonero di Roger Schmidt, la squadra non riesce a riprendersi. Fortuna vuole che la classifica sia talmente corta da poter ancora sperare nell’Europa League con un deciso colpo di coda. Tuttavia, sembra che le residue speranze di rendere meno amara una stagione peggiore anche della cicuta sia tentare il miracolo sportivo (perché di quello si tratterebbe) al Calderon.
  8. RB Lipsia e Borussia Dortmund. Brutto periodo per le più accreditate inseguitrici del Bayern (sempre che lo siano mai state). Gli Schwarzgelben, complici anche scelte discutibili e una elevata mancanza di esperienza in molti elementi chiave, stanno faticando più del previsto e sono stati spesso soggetti ad alti e bassi durante tutto l’arco della stagione. Bruciante la sconfitta di Berlino, in una gara che si poteva e doveva vincere per avvicinare il secondo posto e ipotecare la partecipazione alla prossima Champions League. Bruciante perché la squadra ha, come al solito, dato l’impressione di poter essere pericolosa continuamente facendo, però, la fine dell’essere umano di Tolkien, un essere perfetto e imperfetto insieme nella sua fragilità.
    Stesso discorso per la squadra della Red Bull che ha tenuto il ritmo del Bayern finché ha potuto, salvo poi arrendersi di fronte evidenti limiti tecnici che il seppur bravissimo Hasenhuttl, da solo, non poteva mascherare per sempre.
  9. Il periodo nero dell’Eintracht Francoforte che in 5 giornate ha dilapidato un grandissimo vantaggio sulle inseguitrici a un posto in Europa League.
  10. Il punto 10 lo usiamo come spunto per il prosieguo di questo Ruckrunde. Sperando che Atuttocampo continui a crescere e augurandoci di poter trovare in voi degli assidui lettori delle nostre vicende che amiamo raccontare così, alla leggera, senza prenderci troppo sul serio.