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Fuori dal coro – Napoli-Mertens, meglio dividersi ora

L’anno scorso, di questi tempi, Higuain stava per dire il suo “sì” alla Juventus, con il Napoli che stava pensando al sostituto per l’attacco. È arrivato, come grande colpo, il polacco dell’Ajax Arkadius Milik, classe 1994, attaccante moderno e mancino.

Questo perché il tridente della formazione partenopea doveva avere proprio il numero 99 al centro, con Callejon, Insigne e Mertens che si giocavano i restanti due posti sulle fasce.

Ad inizio ottobre il crociato di “Arek” si rompe e nasce il problema attaccante per gli azzurri.

Problema che viene presto risolto da Sarri che reinventa Dries Mertens come falso 9 alla Messi. I risultati sono eccellenti, con il belga che segna 34 reti stagionali (28 in Serie A), arrivando alle spalle del solo Dzeko nella classifica marcatori.

Una delle 34 esultanze stagionali del belga

Nel frattempo la paura di perderlo, con l’ombra della solita Juventus che potrebbe ripetere quanto fatto con il Pipita appena un anno prima.

Così la trattativa per il rinnovo, con clausola anti-Juve valida solo per l’estero: contratto valido fino al 2020, con un ingaggio di 4 milioni di euro a stagione, e clausola rescissoria valida da giugno 2018 e solo per l’estero di 30 milioni di euro.

Ma, probabilmente, le strade di club e giocatore potrebbero far meglio a dividersi adesso per 3 motivi.

IL MOTIVO ECONOMICO – Ammettiamolo: con le cifre in gioco in questo periodo, 30 milioni non sono nulla. Specialmente per un giocatore così abile sotto porta e duttile in campo. Grazie alla clausola rescissoria, tra un anno, una squadra estera potrà arrivare con 30 milioni di euro e metter fuori gioco il Napoli qualunque sia stata la stagione del folletto. Ha segnato 10 reti? 30 milioni. Ha segnato 30 reti? 30 milioni. Ha segnato 50 reti? 30 milioni. Quanto può valere un attaccante che segna 50 reti? Molto, molto di più di 30 milioni. Per il Napoli, quindi, sarebbe una perdita economica considerevole, considerando il valore tecnico del giocatore.

Il tridente partenopeo è stato il più temuto in Italia

IL MOTIVO ANAGRAFICO – Legato al valore economico, il valore anagrafico è altrettanto importante: il giocatore ha 30 anni, quindi non è più un ragazzino e, prima o poi, la parabola discendente arriverà. Non si può dire se arriverà l’anno prossimo o tra 3-4 anni, ma arriverà. Perché, quindi, non monetizzare ora, con il giocatore in gran forma dopo la sua miglior stagione, piuttosto che rischiare di vederlo calare nel corso del tempo e vedersi arrivare offerte più basse?

Di pari passo va anche l’ambizione del giocatore, che per lo stesso motivo potrebbe cercare di strappare un ultimo, ricco, contratto con un top club europeo, che abbia ambizioni più elevate di quelle azzurre. Non che ci siano stati contatti con altre squadre, ma un’avventura al Chelsea, o al Real Madrid, potrebbe allettare e non poco il palato del giocatore, ed è più facile attirare adesso l’occasione, dopo una stagione perfetta, che rischiare di aspettare un altro anno.

Il Chelsea cerca un attaccante… ve li immaginate Hazard e Mertens insieme?

IL MOTIVO TECNICO – Mertens rischia di diventare un ostacolo per i compagni di reparto. Milik ha recuperato dall’infortunio, e difficilmente accetterà il ruolo di comprimario, ma vorrà riprendersi il posto da titolare in mezzo all’attacco per dimostrare di valere sia la spesa fatta da De Laurentis (32 milioni di euro) sia le aspettative che hanno in lui i tifosi partenopei. Insigne ha vissuto una stagione bellissima. Callejon è insostituibile sulla destra per la continuità che riesce a dare sulla fascia per tutta la partita. Il problema dell’abbondanza è il più desiderato da ogni allenatore, ma si rischia di disperdere un patrimonio tecnico che può crescere e fruttare molto in futuro, specialmente con Milik. Sarri potrebbe risolvere il problema cambiando modulo, passando al 4-2-3-1 e piazzando Mertens dietro al polacco, ma snaturerebbe la sua idea di calcio, con il suo 4-3-3 capace di regalare meraviglie agli spettatori delle partite.

Milik non si accontenterà della panchina

Sarebbe una cessione dolorosa per tifosi del Napoli, fatta per “una giusta causa”, e converrebbe a quasi tutti.

Ma niente paura, il Folletto resterà all’ombra del Vesuvio.

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi