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Zehnsationnel

Parte il primo di, spero, tanti incontri parlando di Bundesliga.

Il nome della rubrica sarà Zehnsationnel, una crasi tra Zehn (i 10 punti  che toccheremo) e Sensationnel (sensazionale, nda) perché il massimo campionato tedesco è un po’ così, sensazionale nella sua forma d’essere.

  1. Al primo posto mettiamo Darmstadt, Ingolstadt, Amburgo, Werder Brema, Wolfsburg e Schalke 04. Questo, perché la lotta per la salvezza e per l’Europa (come capita ormai da troppi anni) è l’unico motivo di interesse nudo e crudo in Bundesliga. Queste 6 squadre (secondo l’ordine di classifica), incollate col più potente dei mastici al fondo della Tabelle, quasi mosse da uno spirito da singolar tenzone da ultima spiaggia in una sorta di battaglia tra paladini dell’epoca medievale si rialzano muovendo la classifica quasi inopinatamente.
    E’ così per il Darmstadt che, in casa, ha la meglio sul Mainz con un inizio gara scintillante, guidata dal suo capitano Aytac Sulu in versione Ghostbusters.
    E’ così anche per l’Ingolstadt che all’Audi Sportpark recupera due volte lo svantaggio siglato da un insaziabile Anthony Modeste (di cui parleremo più avanti).
    Se il Werder Brema chiude l’anticipo del venerdì sull’1 a 1 alla BayArena di Leverkusen, issandosi al ruolo di guastafeste nella passerella annunciata del nuovo tecnico delle Aspirine Korkut (sempre e solo Claudio Pizarro, nda), la rivale Amburgo si riprende definitivamente al Volksparkstadion approfittando delle due gare interne consecutive per mettersi alle spalle la batosta di Monaco di Baviera. Due le vittime eccellenti sacrificate su un ara di una salvezza ancora da raggiungere a tutti i costi, Hertha prima e ‘Gladbach poi. Il vello d’oro è sulle spalle di Ekdal, Kostic e Wood.
    Il Wolfsburg, molto probabilmente, ottiene la più grande e inopinata Steal di giornata espugnando la Red Bull Arena di Lipsia con la rete di Mario Gomez nei primissimi minuti di partita.
    Per lo Schalke, infine, tutto facile alla Veltins Arena di Gelsenkirchen contro l’Augusta: 3 a 0 con un super Guido Burgstaller.
  2. Sul secondo gradino del podio mettiamo quegli scapestrati pazzi di Berlino. L’Hertha (ricordate tutti?) aveva pregiudicato il suo bel campionato nel finale della scorsa stagione, passando da una quasi certa qualificazione Champions a ritrovarsi settimi, in Europa, ma non la stessa cosa. I ragazzi di Pal Dardai si dimostrano proprio come il loro allenatore quando ancora calcava i campi di gioco: cinici, spietati, affamati. Una strana combo per dei “corrieri di professione” che si assicurano la più bella delle vittorie sfruttando tutte le lacune del Borussia Dortmund di quest’anno. Kalou spedisce mentre Plattenhardt recapita  uno scaldabagno direttamente a casa Burki.
    Una violenza inaudita!
  3. Medaglia di bronzo per quel Panzer che, tra Bier und Wurstchen, imperversa sulla Baviera e sulla Germania tutta. Bayern uber Alles. Una sentenza, una croce per le avversarie di turno. 3 a 0 all’Eintracht Francoforte, più 10 sulla seconda (Lipsia, nda) alias campionato già chiuso a metà marzo. Gansehaut!
  4. Segnano e tanto. Al quarto posto mettiamo due incredibili macchine da goal. Non due utilitarie qualsiasi, ma delle proprie berline. La prima, polacca, è di quelle che non brillano per bellezza estetica ma possiede tutti gli accessori che potresti mai desiderare. Controllo (di frenata) spalle alla porta, capacità di lettura (park assist) e un tremendo fiuto del goal che abbacina tutto e tutti. La seconda è una sportiva, sinuosa, quasi con un fascino animale nei lineamenti e, al contempo, di una velocità inaudita unita a un risparmio di carburante non banale.
    Signore e signori, parliamo di Robert Lewandowski e Anthony Modeste. Sono loro le due star alla rincorsa di Pierre-Emerick Aubameyang come Top-Sturmer della Bundesliga. Chapeau!
  5. Sicuramente tutti avrete sentito parlare di quel piccolo genio di Julian Nagelsmann, allenatore neanche 30enne alla guida dell’Hoffenheim che ha chiuso l’Hinrunde da imbattuto. Bene! Nonostante le due sconfitte patite sin qui in Bundesliga, la squadra di Sinsheim (in corsa per un posto nell’Europa che conta) sta continuando a macinare risultati e prestazioni. Stavolta, a pagare, è la fame di vittorie interna del Friburgo, costretta ad arrendersi al pari da un goal di Andrej Kramaric, scarto buttato via forse fin troppo prematuramente dal Leicester.
    Maximilian Philipp (Friburgo, nda), continua a guidare la squadra della Schwarzwald insieme a Florian Niederlechner, mentre il Friburgo di Christian Streich, a vele più che mai spiegate, punta dritto verso l’Europa League distante solo 1 punto.
  6. Mainz e Augsburg a braccetto al sesto punto. Due sconfitte pesanti, specie quella del Mainz non preventivabile a Darmstadt. Due sconfitte che rischiano di creare una concatenazione di eventi degna del miglior regista di thriller psichici. Ora la salvezza è da conquistare giornata dopo giornata mentre dietro si corre a velocità doppia.
  7. Bayer Leverkusen in difficoltà. Nonostante l’esonero di Roger Schmidt, la squadra non riesce a riprendersi. Fortuna vuole che la classifica sia talmente corta da poter ancora sperare nell’Europa League con un deciso colpo di coda. Tuttavia, sembra che le residue speranze di rendere meno amara una stagione peggiore anche della cicuta sia tentare il miracolo sportivo (perché di quello si tratterebbe) al Calderon.
  8. RB Lipsia e Borussia Dortmund. Brutto periodo per le più accreditate inseguitrici del Bayern (sempre che lo siano mai state). Gli Schwarzgelben, complici anche scelte discutibili e una elevata mancanza di esperienza in molti elementi chiave, stanno faticando più del previsto e sono stati spesso soggetti ad alti e bassi durante tutto l’arco della stagione. Bruciante la sconfitta di Berlino, in una gara che si poteva e doveva vincere per avvicinare il secondo posto e ipotecare la partecipazione alla prossima Champions League. Bruciante perché la squadra ha, come al solito, dato l’impressione di poter essere pericolosa continuamente facendo, però, la fine dell’essere umano di Tolkien, un essere perfetto e imperfetto insieme nella sua fragilità.
    Stesso discorso per la squadra della Red Bull che ha tenuto il ritmo del Bayern finché ha potuto, salvo poi arrendersi di fronte evidenti limiti tecnici che il seppur bravissimo Hasenhuttl, da solo, non poteva mascherare per sempre.
  9. Il periodo nero dell’Eintracht Francoforte che in 5 giornate ha dilapidato un grandissimo vantaggio sulle inseguitrici a un posto in Europa League.
  10. Il punto 10 lo usiamo come spunto per il prosieguo di questo Ruckrunde. Sperando che Atuttocampo continui a crescere e augurandoci di poter trovare in voi degli assidui lettori delle nostre vicende che amiamo raccontare così, alla leggera, senza prenderci troppo sul serio.