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Entella a 360°: casa dolce casa

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Con la vittoria di ieri, il Comunale di Chiavari si conferma ancora una volta talismano per l’Entella: quando si gioca in casa, a meno che la squadra non resti con testa e gambe negli spogliatoi, si porta sempre a casa un risultato positivo. Uniche due eccezioni le sconfitte con SPAL e Salernitana, entrambe solo nel girone di ritorno.

FORTINO AMICO – Se fuori casa la Virtus si perde un po’ per strada (i punti ottenuti sono meno della metà di quelli disponibili, 17 su 51), in casa è difficilissimo per gli avversari portare a casa i 3 punti: nella classifica “casalinga” infatti, l’Entella viaggia a vele spiegate al 5° posto con 37 punti, a pari merito con Frosinone e SPAL, dietro solo a Benevento e Bari a quota 38. La vittoria di ieri conferma il trend positivo, perché arriva in una partita più complicata del previsto, contro un Ascoli partito in sordina ma che poi non ha mollato un centimetro.

CAPUTO DI “RIGORE” – Parte forte la Virtus, che nel giro di 2 minuti fa capire in che verso vuole indirizzare la partita: prima la traversa di Tremolada al 5′, poi il goal del vantaggio con il colpo di testa vincente del solito Troiano dopo l’assist di Sini al 6′. Una volta incassato il colpo, inizia a giocare anche l’Ascoli che alza il ritmo, e la partita diventa vibrante, con occasioni da una parte e dall’altra (su tutte la traversa di Cacia dopo un sinistro terrificante dai 20 metri). Secondo tempo che conferma la buona vena degli ospiti, che infatti pareggiano al 60′ con un rigore trasformato da Cacia dopo un fallo di Benedetti su Bianchi. La partita si complica ma a risolverla ci pensa il solito Ciccio Caputo: anche lui con un rigore, riporta avanti l’Entella dopo 10 minuti di parità con il 17esimo centro stagionale. Nel finale gli ospiti tentano l’assalto (Orsolini il più pericoloso) ma trovano uno Iacobucci di nuovo ai suoi (alti) livelli, dopo la partita sottotono di quattro giorni fa a Brescia: fischio finale e 3 punti in cassaforte.

SERVE UN TESORETTO – Occorre invertire la tendenza lontano da Chiavari già dal prossimo impegno; la Pro Vercelli sulla carta è un’avversaria abbordabile, ma abbiamo visto quanto i biancocelesti fatichino fuori casa. Tre punti contro i piemontesi e tre punti contro la Ternana in casa: servono questi 6 punti per arrivare (abbastanza) sereni allo scontro diretto con lo Spezia, fuori casa. Saranno anche pochi chilometri, ma è un fattore non banale, visto che sempre di trasferta si tratta. Perché in queste due giornate sono tanti gli scontri diretti tra le pretendenti ai play-off, che potrebbero avvicinare la Virtus a chi le sta sopra o distanziarla da chi le sta sotto, così da poter guardare la classifica con un po’ di ansia in meno. È imperativo quindi far fruttare a pieno tutte le partite con le “piccole”, perché contro le “grandi” le motivazioni arrivano da sole. Capitan Troiano e i suoi sono pronti a lottare, i play-off non devono fare più paura.

O la va o la spacca

CAMBIARE PROSPETTIVA – Non bisogna fare calcoli. Complicherebbero solo le cose, già tutt’altro che semplici. È arrivato il momento di non guardare più la cassifica: se fino a due settimane fa poteva dare una carica emotiva in più, ora sarebbe demotivante, perché porterebbe a pensare “potevamo essere lassù, e invece…”; pensieri che aiuterebbero solo il Cesena, che di certo non si farà più di 300 km solamente per una passeggiata di salute sul litorale ligure: se vuole stare ancora fuori dalle zone pericolose della classifica, deve fare punti. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Mai Seneca è stato più attuale dalle parti di Chiavari: un passo falso ci può stare, ma deve essere uno solo. È imperativo dimenticare la brutta prova con la Salernitana e ripartire, subito.

INSISTERE SUI PUNTI DI FORZA – Fa bene Breda a continuare sulla strada del 4-3-1-2, con cui tanto bene hanno fatto i suoi fino a due settimane fa: segnale forte alla squadra, che deve essere consapevole di avere un’identita ben precisa. L’allenatore non sembra voler cambiare nemmeno la scelta degli 11, con il solito centrocampo di sostanza formato da Moscati, Palermo e capitan Troiano, a coprire la retroguardia e ad innescare la qualità del trio offensivo, Ammari (autore del goal-vittoria all’andata) alle spalle di Caputo e Catellani.

IL DIGIUNO FISIOLOGICO DEL BOMBER – Nel corso di una stagione ci sono momenti dove un attaccante sembra trovare il goal ogni volta che anche solo ci prova; e altri dove invece la porta sembra dietro un muro di cemento, impossibile da rompere o scavalcare. Vedi Immobile, Bacca o Insigne in Serie A. Non fanno eccezione i centravanti di B, in questo caso la coppia con la “C” maiuscola, Caputo-Catellani: esattamente un mese fa le ultime reti messe a segno da entrambi, in un 2-0 contro il Carpi con una rete a testa, e siamo sicuri che tutti e due abbiano voglia di concludere il ramadan, specie se può succedere in casa, per festeggiare con i propri tifosi. Ultima (o quasi) chiamata per i play-off; occorre che contro il Cesena di Camplone torni il miglior Entella, per rispondere, in classifica ma soprattutto nella testa, una volta per tutte “presente”.

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Entella a 360°: Adesso credici!

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UN’ANALISI GENERALE – Forse è arrivato il momento di alzare l’asticella. Forse è arrivato il momento di farsi stare bene addosso l’etichetta di squadra pronta a tentare il grande salto. Tra così tanti forse però, una cosa è molto chiara quest’anno: si può e si deve puntare ai playoff.

Dopo il primo anno di B ovviamente senza botti, necessario per l’ambientamento alla nuova categoria, a Chiavari i tifosi hanno iniziato a pensare in grande, e mai come ora la fase finale del campionato è lì, a un palmo di naso.

PERCHÉ CREDERCI – Vedendo giocare i “diavoli neri” si ha la sensazione che si stia guardando una squadra matura, con anni di esperienza nel campionato cadetto. L’atteggiamento, la maturità con cui affronta le partite, un gioco fluido, organizzato, e soprattutto la conseguenza di questi elementi: le vittorie contro le grandi; su tutte il 4-0 ai danni del Brescia, l’1-0 al Cesena e il 4-1 al Novara nel girone d’andata.

Ma il girone di ritorno è partito carico di “sorprese” (se così si possono ancora considerare), visto che all’elenco delle vittime illustri si sono aggiunte Carpi (2-0) e Bari (2-0), dirette concorrenti per un posto tra le prime 8.

Altro elemento: quei due lì davanti. Caputo e Catellani formano una delle coppie più in forma del momento, perché decisivi anche quando non segnano (e capita raramente, specie a Caputo, nella classifica marcatori dietro solo a Pazzini con 14 centri).

“Segno io o segni tu?” – (Immagine tratta da Internet)

LE CHIAVI DELLA PARTITA –  Troviamo un esempio proprio nella vittoria di sabato: una volta tanto è il numero 9, ex della partita, che serve ad Ammari il pallone dell’1-0 al 27′ del primo tempo.

Si fa notare spesso anche il suo compagno di reparto Catellani, che spaventa la retroguardia biancorossa ogni volta che entra in possesso.

Il goal del raddoppio siglato da Diaw, subentrato proprio all’ex Carpi, è figlio di uno dei tanti orrori difensivi dei baresi, non di certo di una cattiva prestazione del 10 biancoceleste.

Altra grande prestazione è quella di Troiano: il capitano spadroneggia attorno al cerchio di centrocampo annullando il diretto avversario Basha, e nel primo tempo sfiora addirittura la rete, con un colpo di testa che si stampa sulla traversa.

 

NON SVEGLIATELI – La prossima partita in casa del Benevento, terreno ostico per tutti, ci darà altre informazioni per giudicare il percorso della Virtus: l’obiettivo è portare a casa i 3 punti, come all’andata, perché solo questo è il modo per continuare a sognare e far sognare.

I playoff non aspettano nessuno; l’Entella vuole continuare a correre.