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#DirkBedankt: il momento migliore per dire basta

(Immagine di copertina trovata su internet)

Domenica 14 maggio, si gioca l’ultima partita di Eredivisie. Una partita importantissima, se consideriamo che in testa ci sono Feyenoord e, a distanza di un solo punto, l’Ajax, in un finale di stagione incredibilmente acceso. A complicare le cose per il club di Rotterdam ci sono i differenti momenti di forma, con i ragazzi terribili di Amsterdam lanciati sull’onda dell’entusiasmo anche grazie alla conquista della finale di Europa League, e le avversarie. L’Heracles Almelo, infatti, può ancora raggiungere un posto per combattere per l’Europa League, a differenza del Willem II, avversario dei Lanceri, che dalla stagione non ha più nulla da chiedere.

A fine gara, il capitano ha posato per un selfie con i tifosi in curva (immagine trovata su internet)

NIENTE PAURA, CI PENSO IO – Basta poco, però, per dimenticare ogni paura. Pochi secondi e il Feyenoord è già in vantaggio, grazie al gol di Dirk Kuyt. Quel Dirk Kuyt passato dalle parti di Anfield Road, dopo aver vestito i colori del “Club del popolo”, e tornato dopo una parentesi in Turchia, al Fenerbahce. Grossi sospiri di sollievo al De Kuip, ancor più grossi una decina di minuti dopo, quando ancora lui, ancora Kuyt, spinge in rete il cross perfetto dell’ex Juventus Eljero Elia. Le notizie dal Willem II Stadion stentano ad arrivare, ma va bene così, la vittoria basta. Il risultato non è mai in bilico, arriva addirittura all’84° minuto il terzo gol di Kuyt, su rigore. Tripletta e pallone a casa per il classe 1980, capitano della squadra. Il risultato sarà una roboante vittoria per 3-1, stesso risultato per l’Ajax, che però non sorriderà. A Rotterdam arriva una festa che mancava da 18 anni. E tornata grazie alla voglia del capitano.

SMETTO DA VINCENTE – Tre giorni dopo, ieri, arriva una clamorosa notizia tramite i canali ufficiali del club: il capitano si ritira, ma resterà come dirigente. A dire il vero la voce era nell’aria da qualche mese, anche se non del tutto confermata. Anzi, l’entusiasmo post hat-trick poteva addirittura far cambiare idea al giocatore. Ma lui, da grande professionista, avrà fatto qualche buon ragionamento. Perché continuare ora, che il fisico mi sta abbandonando? Non che a 37 anni da compiere non sia più adatto, ma il confronto atletico con i giovani che stanno arrivando, in Olanda come altrove, non gli lasciava più scampo. Basta pensare a Totti: non me ne vogliano i tifosi giallorossi, anzi il Pupone è un giocatore che adoro anch’io, ma a tratti risulta avulso dal gioco, trotta per il campo aspettando la palla sui piedi, senza fare il movimento decisivo. Per Dirk il discorso è lo stesso: qualche movimento c’era ancora, ma erano sempre meno. Allora ecco la decisione, forse spinta dall’ultimo evento, di lasciare da vincente, dopo aver fatto vincere alla sua squadra del cuore il tanto agognato titolo. Di sicuro meglio farlo ora, da condottiero e per scelta propria, per lasciare la miglior immagine di sé.

#DirkBedankt

L’ultimo momento della carriera calcistica di Kuyt, probabilmente il più bello (immagin trovata su internet)

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi