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Superclásico

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Quali sono le cose che uno sportivo deve assolutamente vedere prima di morire?

Nel 2004, in occasione del suo cinquantenario, il periodico inglese The Observer si è posto questa domanda.

Al numero uno degli eventi da non perdere compariva Boca – River, il superclasico argentino, non una semplice partita.

Il superclasico è mistica, passione, una partita definita come “un brulicare di energia, rumori e colori”, è provincia e metropoli insieme.

La Boca è un barrio (Barrio è una parola spagnola che significa “distretto” o “quartiere”), in generale è ogni suddivisione con identità propria di una città o di un paese. La sua origine può essere una decisione amministrativa, un’iniziativa urbanistica, o semplicemente un senso comune di appartenenza dei suoi abitanti basato su motivi storici o di semplice antagonismo con il barrio vicino.

Furono gli immigrati italiani a tirare su le prime case, quelle che oggi vediamo dipinte in mille colori e che accompagnano le strade piene di turisti. Dopo il tramonto resta un quartiere da non transitare se non si vogliono correre rischi. La Boca è un luogo mistico dove la mitologia incontra la realtà, dove sono nate le due squadre più note d’Argentina: il River Plate (1901) e il Boca Juniors (1903).

Il Club Atlético Boca Juniors , meglio noto come Boca Juniors , è una società polisportiva argentina con sede a Buenos Aires. Deve la sua fama soprattutto alla sezione calcistica. Il Boca è l’unica squadra argentina a non essere mai retrocessa: dal 1913 milita ininterrottamente in Primera División. Disputa le partite interne nell’Estadio Alberto Jacinto Armando, noto come La Bombonera , uno dei pochi stadi che possano essere definiti “tempio” del calcio, perché chiamarlo semplicemente stadio è riduttivo. I tifosi del Boca sono chiamati gli “Xeneizes”: il termine ha la sua origine dalla parola ”Zena“, che significa Genova in dialetto genovese, quindi “zeneixe” significa genovese e “zeneixi” genovesi. Per una questione fonetica, e per dare alla Z un suono più forte che alla S con la quale la confondiamo spesso in Argentina, si cambiò con la X e si è pluralizzata parola, castellanizandola: “Xeneizes“. Il motivo per il quale il Boca si chiama in questo modo è dovuto al fatto che il Quartiere de La Boca ebbe una forte immigrazione di genovesi i quali portarono il loro dialetto ed il loro modo di parlare a tal punto che il “lunfardo”, un dialetto di Buenos Aires, ha termini genovesi come “pelandrún” (pelandrone) e perfino la “fainá” (la famosa farinata genovese) è una parola genovese.

Il Club Atlético River Plate, noto semplicemente come River Plate o River, è una società polisportiva con sede a Buenos Aires. Fondato nel 1901, il River Plate, con i suoi 35 titoli nazionali vinti nell’era professionistica , è il club più titolato d’Argentina. Le partite del River vengono giocate al Monumental, un altro tempio del calcio argentino e mondiale, il più grande in Argentina ( 68.000 posti) .

L’allontanamento volontario del River, nel quartiere di Nunez , quartiere a nord di Buenos Aires e molto più ricco del quartiere del Boca ( da qui deriva il soprannome “I Millonarios” riferito ai giocatori del River  , accentuò la rivalità alimentando la mistica del superclasico.

Da un lato il gialloblu dalle radici popolari che ha come simbolo un certo Diego Armando Maradona.

Dall’altro, l’eleganza della banda trasversale rossa di una squadra che ha presentato al mondo alcuni dei migliori esteti del footbal , da Alfredo Di Stefano a Omar Sivori. Nel River la tradizione del bel gioco è radicata dai fasti della “Maquina”, una squadra rivoluzionaria e sfavillante che ha dominato il calcio argentino negli anni 40.

Il primo match professionistico tra le due squadre venne disputato nel 1931. La partita verrà sospesa quando tre giocatori del River, espulsi , si rifiuteranno di lasciare in campo . Partita sospesa sul risultato di 1-1, giusto per farci subito capire cosa ci si sarebbe dovuti aspettare in futuro.

Il superclasico non è solo un partita tra due squadre, ma è anche un teatro dove vengono fuori le qualità dei singoli. E’ Maradona nel suo primo superclasico che dopo aver messo a sedere Tarantini e Fillos segna uno dei gol capolavoro di questa partita. E’ invece Gonzalo Gerardo “El Pipita” Higuain che segna una doppieta , prima con un fantastico gol di tacco e poi in ripartenza .

Da un punto di vista è qualcosa di puramente argentino , e non è un caso che gli “eroi” del superclasico siano profondamente argentini .

Nel superclasico conta solo una cosa, vincere.

Nell’era amateur era toccato più al Boca , poi più equilibrio negli anni Trenta , impatto tremendo del River nei Quaranta , così come nei Cinquanta ; poi nei Sessanta il Boca , come anche nei Novanta. L’antagonismo è necessario. “Noi” e “loro” . River e Boca , due “gemelli” che si sono divisi e che sono diventati estremi rivali dando vita ad una rivalità senza tempo.

Effetti collaterali: sono 90 minuti che potrebbero cambiarvi la vita per sempre, da giocatore ma anche da semplici appassionati.