Archivi tag: Bayern Monaco

Zehnsationnel – 31esima giornata, Wer ist Deutscher Meister?

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Trentunesima giornata ricca di emozioni e colpi di scena quella del Wochenende appena trascorso di Bundesliga.

Andiamo direttamente nel dettaglio.

  1. Il Bayern dà i numeri: fa 5 e ne mette 6, mentre Ancelotti si regala il 4. Sono infatti 5 i titoli consecutivi per i bavaresi (27 totali) dopo la travolgente vittoria della Volkswagen Arena per 0-6 ai danni del malcapitato Wolfsburg e sono 4 i personalissimi titoli nazionali per Carletto tra Premier League, Ligue 1, Serie A e, appunto, Bundesliga. E’ quasi superfluo parlare della mera vittoria di giornata di fronte uno strapotere economico e tecnico che in Germania non ha rivali. Passeggeri ed estemporanei sono stati, in quei rari casi, parentesi come Stoccarda, Wolfsburg e Dortmund, squadre che, alternativamente, hanno inframmezzato l’egemonia del Bayern. E’ interessante capire quanto e se effettivamente qualche team possa realmente infastidire nel medio-lungo periodo lo strapotere bavarese. Le speranze erano tutte riposte sul Borussia Dortmund che, fin qui, ha deluso le aspettative, mentre è difficile ipotizzare quanto presto il Lipsia (l’unica società con un colosso economico alle spalle) potrà costruire una squadra realmente competitiva per creare quella competizione che, attualmente, manca in Germania e tanto fa storcere il naso a chi si approccia alla Bundesliga.
  2. Tornando alla rincorsa Europa League, continua la marcia della squadra nettamente più in forma da 2 mesi a questa parte, ovviamente parlo del Werder Brema. I Werderaner si impongono sulle rive del fiume Weser su un Hertha Berlino quinto e che, adesso, si guarda alle spalle trovando proprio la squadra di Nouri. Goal e assist per il solito Kruse. Goal e assist per Bartels. Europa League agganciata per il Werder che adesso ha nel mirino l’Hertha. Considerato il momento non sembra una missione impossibile, tutt’altro.
  3. Il momento ultrapositivo del Werder si affianca alla reazione di orgoglio dei ragazzi di un ex icona del club, Torsten Frings. Il Darmstadt ottiene la terza vittoria consecutiva vincendo sonoramente la gara del Böllenfalltor contro il Friburgo. Platte, Gondorf e Schipplock firmano il successo dei Lilien che salgono a 24 punti coltivando la seppur minima speranza di un terzultimo posto che varrebbe lo spareggio. La squadra dell’Assia dovrà vincere le 3 partite rimanenti sebbene il prossimo impegno sia di scena all’Allianz Arena e sembra difficile immaginare come Frings e i suoi ragazzi possano disturbare la passerella annunciata del Bayern post-Meisterschale.
  4. Per una speranza salvezza del Darmstadt, c’è un Augsburg che al termine del 4-0 casalingo sull’Amburgo tira un bello strattone alla propria classifica inguaiando i Rothosen. Alla WWK Arena Altintop, Max e Bobadilla aprono e chiudono le danze di una vittoria che issa i bavaresi a quota 35 a più 2 sulla zona playout con 9 punti restanti. L’Amburgo, mai in partita e annichilito, si ritrova al terzultimo posto che significherebbe spareggio. Una situazione veramente difficile per i Rothosen alla terza sconfitta consecutiva, 4 nelle ultime 5. La prossima partita, in casa col Mainz, potrà essere decisiva per entrambe in termini salvezza.
  5. Mainz che perde alla Opel Arena contro un ‘Gladbach alla ricerca di una qualificazione in Europa League che renda meno amara una stagione sicuramente difficile. Stindl e Schulz chiamano, Yoshinori Muto risponde parzialmente e in ritardo per i padroni di casa. Termina 1-2, coi biancorossi che si ritrovano a braccetto con Wolfsburg e Amburgo a 33 punti, mentre i Fohlen salgono a 42 a meno 3 dall’Europa.
  6. Lasciando la zona retrocessione, si registra la vittoria in extremis dell’Hoffenheim che riagguanta momentaneamente il terzo posto in attesa del vero e proprio spareggio di Dortmund del prossimo turno. Hübner regala la quindicesima vittoria in questa stagione di Bundes su un Francoforte volitivo ma ancora in affanno. Per l’Hoffenheim la sicurezza di disputare la Champions League nella prossima stagione è matematica. Per le Adler, invece, il campionato è già finito. L’Europa è riconquistata grazie alla qualificazione in finale di Coppa di Germania.
  7. Tra le squadre che nutrono ancora speranze nell’Europa c’è lo Schalke che infierisce sul cadavere del Leverkusen travolgendo le Aspirine alla BayArena. La coppia austriaca Burgstaller-Schöpf guida la squadra di Weinzierl a questo successo regalandosi anche la firma personale di capitan Höwedes. Per il Leverkusen sembra quasi un’abdicazione d’orgoglio la rete, unica del match, firmata da Stefan Kießling. Il Bayer è allo sbando e la salvezza non è ancora matematica. Il rischio c’è e la prossima a Ingolstadt potrebbe rappresentare un crocevia decisivo per entrambe.
  8. Champions matematica e secondo posto quasi blindato per il neopromosso Lipsia autore di una stagione assolutamente positiva e impronosticabile alla vigilia. La squadra di Hasenhüttl pareggia a reti bianche in casa contro l’Ingolstadt permettendo al Bayern di festeggiare con un turno di anticipo il suo 27esimo Meisterschale. Gli Schanzer mantengono vivo il sogno salvezza, distante 5 punti. Facile immaginare che tanto, se non tutto, passerà dalla gara dell’Audi Sportpark contro l’inguardabile Leverkusen dell’ultimo mese e mezzo.
  9. Aspirine che, dopo l’allontanamento di Roger Schmidt, hanno ulteriormente compromesso lo stato di salute psicologico di una squadra ormai allo sbando da settimane e settimane, capace di passare da un ottavo di Champions a una lotta salvezza a cui molti giocatori non sono abituati. Le figure barbine in serie hanno visto il Leverkusen scendere nelle posizioni in classifica complice l’immobilismo di punti ripetuto. Adesso la società è alla ricerca di un uomo che riesca a evitare l’imponderabile e l’imprevedibile, forse potrebbe essere troppo tardi.
  10. Pareggio anche per l’altra squadra in odore di Champions, il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben non vanno oltre lo 0-0 interno contro il Colonia, pur dominando e sciupando parecchio. La squadra di Tuchel, in finale di Coppa di Germania, può sperare ancora nel terzo posto che eviterebbe ai gialloneri i preliminari di Champions League. Speranza che passa dalla prossima sfida interna che li oppone proprio all’Hoffenheim, uno dei match clou del prossimo turno.

 

Trentaduesimo turno che propone tantissime sfide importanti e interessanti per la classifica, partite che seguiremo insieme nel post-settimana, sempre con Zenhsationnel.

Zehnsationnel – 30a giornata, ciapa sì ciapa no

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Con un po’ di ritardo torna Zehnsationnel. Protagonisti di giornata il Werder Brema e in particolare uno scatenato Max Kruse, il Dortmund che trionfa nel Borussen Derby e il Darmstadt dal cuore immenso.

  1. Ero seduto davanti al pc a godermi una partita che, nelle attese, poteva sembrare agguerrita, dall’esito tutt’altro che scontato (vista anche la classifica), e così è stato. Ingolstadt-Werder Brema, probabilmente, non sarà ricordato come il match dell’anno in Bundesliga, ma ha offerto emozioni prevedibili per chi, come me e voi, segue il massimo campionato tedesco. Due squadre diverse, dalle ambizioni da qualche settimana completamente opposte, ma in salute. Hanno avuto la meglio i Werderaner, ma solo nei dieci minuti finali di partita. Per due volte gli Schanzer passano a condurre, ma la squadra di Nouri si dimostra implacabile e con una voglia di acciuffare l’Europa che fa veramente da contraltare a una Serie A dove tutte, dall’Atalanta in giù, sembrano invece fare la gara per non assicurarsi l’ultimo spot utile.
  2. In merito, non possiamo non parlare di un Max Kruse assolutamente implacabile. L’attaccante di Reinbek, tornato a casa in estate, ha letteralmente trascinato il Werder alla vittoria nella partita dell’Audi Sportpark, con un poker netto, che non ammette repliche. A nulla sono servite le reti di Lezcano prima e Groß dopo. Maximilian Kruse, sembrava destinato all’oblio calcistico dopo le passate esperienze tra ‘Gladbach e Wolfsburg invece, come molto spesso accade, è rifiorito tornando a casa, nel suo Werder Brema che sta trascinando da una salvezza a una qualificazione europea imponderabile per chiunque fino a pochi mesi fa.
  3. A proposito di salvezza, non si salverà il Darmstadt (è veramente dura), ma che cuore questi ragazzi! I Lilien inanellano la seconda vittoria consecutiva andando a espugnare il Volksparkstadion di un Amburgo da psicanalisi. Non ce ne vogliano i tifosi Rothosen, ma quello che va in scena da molti anni a questa parte è una squadra che nulla ha a che vedere con il glorioso passato della società anseatica. Capitan Sulu e Platte, in due minuti, affondano la squadra di Markus Gisdol che emette il proprio acuto solo nel finale di partita e grazie all’autorete di Holland. L’Amburgo, adesso, è quart’ultimo. A separarlo dall’ennesimo spareggio salvezza c’è solo l’Augsburg.
  4. Lasciando le zone desertiche del fondo classifica, il Wochenende di Bundesliga offriva il Borussen Derby del Borussia Park tra ‘Gladbach e Dortmund. Due formazioni autrici di un campionato contraddittorio, altalenante, culminato con una doppia eliminazione europea dura da digerire e da un posizionamento in campionato non in linea con le aspettative pre-stagionali. Per i Folhen anche due cambi di allenatore. In un susseguirsi di emozioni, a spuntarla sono gli Schwarzgelben con le reti di Reus, Aubameyang e, probabilmente, del miglior acquisto di questa stagione in termini di rendimento, ovvero Raphael Guerreiro. Di Stindl e autogoal di Schmelzer le reti per la squadra di Hecking. Il ‘Gladbach incassa la seconda sconfitta consecutiva vedendo allontanarsi la prospettiva Europa League. Il Dortmund si riappropria del terzo posto avvicinando il Lipsia complici i due pareggi dei tori e dell’Hoffenheim.
  5. Scendendo in classifica e dando uno sguardo alla lotta per un posto in Europa League, spiccano i due ritorni al successo di Hertha Berlino e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte. Entrambe impegnate in casa contro due formazioni in difficoltà come, rispettivamente, Wolfsburg e Augsburg, la squadra di Dárdai ha colpito col sigillo del solito Ibisevic, mentre le Adler, dopo aver sofferto per un’ora, solo nel finale hanno avuto la meglio sulla compagine bavarese. Ancora una volta decisivo Fabian, con un doppelpack, e la rete finale di Rebic. Con queste vittorie, l’Hertha mantiene a distanza il Friburgo cementando il quinto posto, mentre la squadra di Kovac riagguanta il Colonia a 41 punti dietro, solo di una lunghezza, al Werder.
  6. A proposito della squadra di Streich, importante ma non impossibile la vittoria dello Schwarzwald-Stadion sul Leverkusen. I bianconeri soffrono troppo prima di avere la meglio sulle Aspirine che, inopinatamente, riescono a trasformare un rigore dopo le decine di errori di questa stagione. E’ Volland a regalare il momentaneo pareggio dopo l’immediato vantaggio di Petersen. All’88’ è Stenzel, appena entrato, a regalare i 3 punti ai padroni di casa che inseguono l’Hertha e tengono a due punti di distanza lo scatenato Werder degli ultimi mesi. Il Bayer, invece, continua a faticare, essendo senza vittorie da 3 turni e staccata di appena 4 lunghezze dalla zona playout.
  7. L’anticipo del Freitag di Bundesliga, vedeva opposte al RheinEnergieStadion il Colonia e l’Hoffenheim. I Geißbocke per l’Europa che conta meno ma che vale una Champions, l’Hoffenheim per la vera Champions. Da questo connubio di motivazioni ne esce un pareggio. Dell’ex Dortmund Bittencourt il goal per i padroni di casa. Di Demirbay il goal in extremis che evita la sconfitta ai ragazzi di Nagelsmann.
  8. Altro pareggio di giornata quello che vedeva impegnato il Lipsia nella sempre ostica trasferta della Veltins Arena di Gelsenkirchen. Lo Schalke 04, seppur non brillante di questa stagione, riesce a strappare un punto alla seconda della classe recuperando l’iniziale svantaggio siglato dal solito Timo Werner. E’ l’intramontabile “cacciatore” Huntelaar, a inizio ripresa, a regalare una delle poche gioie stagionali al pubblico Königsblauen.
  9. Stesso risultato finale, ma con un TOR in più a testa, quello dell’Allianz Arena tra Bayern e Mainz. La squadra di Ancelotti è costretta per due volte a inseguire. Prima il vantaggio di Bojan con Robben e dopo il rigore di Brosinski con pareggio definitivo di Thiago Alcantara. Ancora una buona prestazione, a distanza di una stagione sportiva, per il Mainz a Monaco di Baviera. La squadra di Ancelotti saluta il pareggio, molto probabilmente, come un passaggio a vuoto da tenere in conto dopo la beffarda e contestata eliminazione in Champions League. Per il Mainz, un punto che vale oro complici le sconfitte contemporanee di Wolfsburg e, soprattutto, Amburgo e Augsburg.
  10. Chiudiamo il nostro consueto appuntamento, provando a esaminare brevemente quello che è il momento attuale di un Amburgo che, dopo svariate stagioni negative concluse con salvezze acciuffate per il rotto della cuffia, sembra non aver scacciato quei demoni che, a fine anno, la posizionano sempre lì, in fondo. Ruotano gli allenatori, cambiano i giocatori, in un uragano gigantesco che disincaglia persino una porta girevole, ma alla fine, scorrendo la classifica, i Rothosen sono sempre in fondo, costretti a battagliare fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. Evidentemente errori societari molto gravi, l’aver sconfessato tantissime scelte passate a livello di guida tecnica e di interpreti in campo, ha minato le certezze di un gruppo che non riesce più a scrollarsi di dosso quell’aura di mediocrità che nulla ha a che vedere con uno status passato, ma pur sempre vivo nei ricordi dei tifosi di casa, di grande. Una nobile decaduta che, ultimamente, guarda più al Bundesliga Uhr, che alle prodezze pedatorie in campo, sperando che quel “benedetto/maledetto” orologio non cessi mai di scorrere e di ricordare a tutti che l’Amburgo è l’unica società a non essere mai retrocessa in Zweite.

Termina il nostro appuntamento settimanale con la Bundesliga, ma i verdetti sono lungi dall’essere stati scritti e marchiati a fuoco. Vi aspetto sempre qui con Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti sul massimo campionato tedesco che vi racconterà l’ascesa del Werder in Europa, oppure no?

Zehnsationnel – 29 giornata, noi non abbiamo paura

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Anche in questa settimana iniziata con le feste pasquali, torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che si dissocia fermamente e con risolutezza dai fatti deprecabili successi a Dortmund in settimana. Ne parleremo più avanti.

  1. Ci aveva illuso o no questo Werder Brema? La squadra di Nouri torna alla vittoria nella giornata forse più importante, quella del derby anseatico del Weserstadion contro l’Amburgo. E dire che per i Rothosen inizia anche bene col vantaggio in avvio siglato da Michael Gregoritsch. I Werderaner, però, complici anche i risultati del Samstag di Bundesliga, operano un comeback prodigioso guidati da un ottimo Max Kruse. Goal e assist per l’ex Fohlen e 3 punti in riva al fiume che profumano di Europa, distante due punti.
  2. Sogno continentale che non culla certo l’Augsburg invischiato, com’è, nelle paludi impenetrabili di fondo classifica. I bavaresi, dal canto loro, giocano uno bello scherzetto al Colonia, loro sì, in corsa a un posto nella prossima Europa League. Tutto va a favore del Werder, non che ai Fuggerstädter non servissero come machete nella giungla questi 3 punti. A guidare la carica ci pensano Hinteregger e capitan Verhaegh col solito impeccabile tiro dagli undici metri. Inutile, se non per i tabellini, la rete del Colonia grazie a un autogoal di Max. Pesanti, invece, le due espulsioni a fine partita nei padroni di casa. Finnbogason e, soprattutto, Koo saranno assenze di rilievo. Dopo 3 sconfitte consecutive, l’Augsburg torna a muovere la classifica non abbandonando il terzultimo posto valevole lo spareggio salvezza/promozione. Il Colonia, al terzo stop nelle ultime 5 giornate, non approfitta delle sconfitte di tutte le contendenti all’Europa. Adesso il Werder è ben nitido dietro gli specchietti Geißbocke. A proposito di contendenti per l’Europa League, cade anche l’Hertha. Per i Berliner solo 3 punti nelle ultime 5, dove il decisivo autogoal di Brooks alla Opel Arena di Mainz segna, forse, il momento più basso. I padroni di casa ringraziano tenendo il passo dell’Augsburg e mantenendosi al quartultimo posto, così come il Dortmund che riporta a 10 le lunghezze di vantaggio sulla squadra di Dárdai.
  3. Ultimi posti, anzi, ultimo posto che registra la vittoria di orgoglio e cuore di una squadra che non ci sta a regalare nulla ma, al contrario, vuole regalarsi un finale di stagione di soddisfazioni. E’ quello che penso sia scattato nella mente di Torsten Frings e dei suoi ragazzi. Se la vittoria del Böllenfalltor contro il Dortmund aveva illuso, vincere contro lo Schalke gratifica il lavoro del tecnico e rende più amaro quello che sembra un esito, la retrocessione, già scritto. Ancora a segno Vrancic e Gondorf eroe di giornata con il goal decisivo nel recupero della seconda frazione. Nello Schalke rigore fallito da Burgstaller e goal di Coke. Determinante l’espulsione di Kehrer.
  4. La partita più divertente del Samstag di Bundesliga è quella tra Hoffenheim e ‘Gladbach. Quasi scontato, alla vigilia, che queste due formazioni con doti spiccatamente offensive, avrebbero offerto un simile spettacolo. Al termine della gara sono 8 i goal, 5 per i ragazzi di Nagelsmann, 3 per i Fohlen. Demirbay e Szalai guidano con una doppietta a testa le marcature della squadra di Sinsheim che mantiene le distanze dal Lipsia secondo e dal Dortmund quarto. Nel ‘Gladbach, invece, brilla la stella di Dahoud. Già acquistato dal Borussia Dortmund, il giovanissimo talento della Nazionale teutonica brilla e si impone con un goal e un assist. La squadra di Hecking frena ma è ancora in corsa per l’Europa League, distante due punti.
  5. Sesto posto utile a un piazzamento continentale che occupa il Friburgo con 41 punti. Anche i ragazzi della Schwarzwald cadono in questa giornata. 4-0 senza diritto di replica maturato a Lipsia. La squadra di Streich nulla può davanti i ragazzi terribili di Hasenhüttl. Segna Poulsen, segna Keita ma, soprattutto, segna Timo Werner. Per il Lipsia il sogno Champions diventa ogni giorno sempre più concreto.
  6. La stessa musichetta che, a meno di impronosticabili tonfi, dovrebbe poter sentire anche il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben, dopo l’attentato subito in settimana e la seguente sconfitta nell’andata dei quarti contro il Monaco, erano chiamati a un compito più arduo del previsto. Verissimo che davanti c’era un Eintracht Francoforte irriconoscibile da settimane, ma il terrore dei ragazzi di Tuchel era stato lampante mercoledì e ampiamente comprensibile. Reus, tornato dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dal campo per un mesetto circa, ci mette appena 3 minuti per timbrare il cartellino, dimostrando quanto un giocatore di questa caratura tecnica possa marcare una differenza grande quanto il territorio tedesco tra una sconfitta e una vittoria. Di Sokratis e Aubameyang le reti che firmano la vittoria dopo il momentaneo pareggio di Fabian.
  7. Se le Adler hanno il mal di vittoria, anche il Leverkusen fatica terribilmente da settimane. Le Aspirine, lo abbiamo più volte ripetuto, non hanno risolto un granché dopo l’esonero di Roger Schmidt. Tuttavia, il pareggio della BayArena contro la capolista Bayern può essere salutato alla stregua di una vittoria visto il momento diametralmente opposto delle due compagini. La gara termina a reti bianche nonostante l’espulsione del giovane Jedvaj in appena 9 minuti tra il 50 e il 59. Bayern che, con questo punto, ha la certezza della partecipazione alla prossima Champions League, mentre il Bayer non ha più alibi e deve ricominciare a correre. La zona calda è dietro, appena a 4 punti.
  8. Zona, come detto, torrida quella in basso, che vede in lotta ben 6 squadre (per adesso). L’Ingolstadt sembrava la più in forma del sestetto, ma la caduta rovinosa della Volkswagen Arena di Wolfsburg, contro una diretta concorrente, è di quelle che fanno male. L’autogoal di Suttner nei minuti di recupero del primo tempo mina le certezze degli Schanzer che, successivamente, affondano sotto i colpi di Malli e Mario Gómez. Vittoria pesante per i Wölfe che, forti del proprio successo, mantengono le distanze dalle vittoriose Mainz e Augsburg. Per l’Ingolstadt si tratta, invece, di una sconfitta più pesante del mero risultato. La contemporanea vittoria di chi sta davanti pesa come un macigno sulle residue speranze di salvezza che, nelle ultime settimane, si stavano palesando sempre più concretamente all’orizzonte. Non credo preoccupi la vittoria del Darmstadt lontano 10 punti in fondo alla classifica.
  9. A proposito di momenti pessimi, avendo già parlato ampiamente di Leverkusen e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte, ci concentriamo adesso su un Hertha da 3 punti nelle ultime 5. La squadra di Dárdai, dopo la preziosa vittoria interna contro il Dortmund, sembrava poter rilanciarsi per la rincorsa alla Champions. Invece, sembra che anche per quest’anno il sogno di riportare la massima competizione per club nella capitale tedesca rimarrà soltanto una chimera. Ci sarebbe da riflettere sul perché di queste partenze a razzo della squadra del tecnico ungherese e perché del successivo crollo nel Rückrunde. La sconfitta di Mainz non costa ai Berliner il quinto posto, ma dietro corrono e squadre come ‘Gladbach e, soprattutto, Werder sembrano in grado di inserirsi.
  10. Chiudiamo come avevamo iniziato, parlando brevemente delle sensazioni provate dopo la notizia che ha sconvolto Dortmund, la Germania e il mondo del Fußball. Un attacco vile che nulla ha a che vedere con la magia che questo sport sa trasmettere a tutti i suoi appassionati. Un tentativo subdolo di giocare con la storia di fratellanza e rispetto di un club, quello giallonero, che da sempre si è distinto, come altri, a favore dell’integrazione, in un momento particolarmente esasperato come quello attuale. Fisicamente ne ha fatto le spese Marc Bartra, difensore centrale spagnolo di scuola Barcellona. Psicologicamente ha azzerato le certezze di tutti, specie dei giocatori. Ci guarderemo bene, su questi schermi, di imputare quanto successo alla sconfitta patita col Monaco, ma è indubbio che da una situazione del genere si possa uscire solo insieme.Il Fußball. tedesco è stato scosso nelle sue fondamenta ma è tornato già nel Wochenende a scrivere pagine stupende di storia. Oli su tela di ineffabile bellezza che continueremo a seguire insieme su Zehnsationnel. La rubrica che, allegramente, spinge Werder e Ingolstadt ai loro obiettivi.

Zehnsationnel – 28a giornata, quella degli Schanzer

Anche per questa settimana torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che esalta e si esalta nel seguire le vicissitudini di 11 Schanzer…per informazioni citofonare Am Sportpark 1, Ingolstadt, Baviera.

  1. E proprio dai bavaresi “Audiani e Audaci” parte la nostra puntuale rassegna. Ingolstadt che affrontava, in quello che sembrava un vero e proprio spareggio, il Darmstadt. La partita è stata intensa, a tratti pazzesca per il suo svolgimento. Al triplice fischio hanno la meglio i padroni di casa che spediscono il Darmstadt di Frings nell’oblio. A nulla serve la doppietta di Mario Vrancic negli ospiti. Groß, Süttner e Cohen, da buoni Caronte, mandano i Lilien all’inferno. Adesso sono 13 i punti di vantaggio degli Schanzer sull’ultimo posto, a 1 punto di ritardo dalla coppia Augsburg e Mainz.
  2. Capovolgendo la classifica troviamo il Bayern. Lo avevamo lasciato in settimana reduce dalla sconfitta di Sinsheim. Per chiunque pensasse si trattasse dell’inizio di una crepa nelle fondamenta bavaresi, beh, non poteva essere più in errore di così. La squadra di Ancelotti è il classico amico strafottente che al due di picche ricevuto, ci riprova senza farsi troppi scrupoli. La forza del Bayern si abbatte come una tempesta quasi perfetta sul malcapitato e fragilissimo Dortmund, capace di fare la figura del proverbiale tonno infilzato dal grissino. All’Allianz Arena termina 4-1 una partita senza storia, capace di vedere i padroni di casa già sul 2-0 al 10’ di gioco. Lewandowski fa da mattatore, Ribéry e Robben da splendido contorno. Unico acuto di una serata buia come la notte Raphael Guerreiro. Il Bayern si invola verso l’ennesimo Meisterschale, mentre il BVB si lecca, ancora una volta, le ferite di una stagione lacrime e sangue.
  3. Quelle stesse che rigavano il viso dei tifosi e dei giocatori dell’Hertha al termine della passata stagione e dopo le 3 sconfitte consecutive delle ultime settimane che avevano fatto scivolare i Berliner lontanissimi dalla zona Champions. Quale migliore sorte amica per tornare alla vittoria che affrontare all’Olympiastadion una formazione letteralmente allo sbando come l’Augsburg? Brooks e Stocker affondano i bavaresi issando la squadra di Dardai al quinto posto, avvicinando il Dortmund a meno 7. Difficile prevedere l’esito di questa ennesima rincorsa in casa Hertha, ma ci sentiamo di pronosticare un altro anno europeo per Vedad Ibisevic e compagni.
  4. Sogno continentale che manca da tanti, troppi anni nell’Amburgo calcistica che, mai come quest’anno, sta soffrendo su tutti i fronti. Il St. Pauli fatica terribilmente in Zweite e l’HSV lotta per l’ennesima stagione per salvarsi. Per carità, va detto che proprio in questo Rückrunde la squadra di Gisdol si sta mantenendo al sicuro da possibili scenari tragici. Non si può dire lo stesso guardando indietro a due playout consecutivi. I Rothosen ottengono la palma di sorpresa di giornata per la vittoria interna sul lanciatissimo Hoffenheim, forse ancora ubriaco per il successo nell’infrasettimanale sul Bayern. L’anglotedesco Aaron Hunt, con un Doppelpack, abbatte le resistenze della squadra di Nagelsmann (ancora una volta a segno con uno scatenato Kramaric), issando l’Amburgo a 33 punti, più 4 sulla coppia Augsburg-Mainz, facendo tirare un bel sospiro di sollievo a tutto il Volkparkstadion.
  5. Inspirata di gioia che accomuna anche il RB Lipsia che, solo al 93’, ha la meglio su un Leverkusen ancora in grave crisi d’identità ma vicino, vicinissimo, a quello che poteva essere un punto prezioso. La squadra di Hasenhüttl approfitta della doppia caduta di Hoffenheim e Dortmund per allungare e consolidare il secondo posto grazie alla rete decisiva di Poulsen dopo l’espulsione di Orban.
  6. Tagliando in obliquo il territorio teutonico da est a ovest scendiamo fino a Friburgo in Brisgovia, dove i padroni di casa ospitavano un Mainz che, come detto nei precedenti appuntamenti, era in profonda crisi. Un coma, quello dei Nullfünfer, da cui non ci si risveglia, se non a fatica e dopo tante sofferenze. Questa passava dalla sfida dello Schwarzwald-Stadion, in cui la squadra di Streich ottiene il bottino pieno grazie alla firma dell’ex Bayern Nils Petersen. I Breisgau-Brasilianer si rilanciano in chiave Europa, con la sesta piazza solitaria a quota 41. Il Mainz continua pericolosamente a guardarsi indietro, mano nella mano con l’Augsburg e con l’Ingolstadt che si avvicina Wochenende dopo Wochenende.
  7. Fine settimana che racconta anche di un Borussia Mönchengladbach da 7 punti nelle ultime 3 con la preziosa vittoria del RheinEnergieStadion di Colonia. Un successo sudato ma meritato quello dei Fohlen, sempre in vantaggio sui Geißböcke adesso a +1. Ancora goal e assist per Anthony Modeste nel biancorossi, mentre il goal vittoria della squadra di Hecking lo firma il capitano Lars Stindl.
  8. Scende, invece, nelle nostre preferenze il Werder. I Grün, ampiamente nelle nostre grazie nelle ultime settimane, devono arrendersi di fronte il ritorno di nervi e fierezza dell’Eintracht Francoforte. Termina 2-2 l’anticipo del 28esimo turno della Commerzbank Arena. Si trattava di un banco di prova per entrambe. Per i Werderaner, ormai al riparo e speranzosi in chiave europea, e per le Adler, alla ricerca di una medicina per tornare a respirare a pieni polmoni dopo un periodo di prolungata malattia. Il Werder chiama nel primo tempo con due squilli, il Francoforte risponde da par suo nella ripresa. Ancora in goal Junuzovic e Bartels negli ospiti. Per la squadra di Kovac a segno Gacinovic e Fabian. La squadra di Nouri sale a 36 a meno 5 dall’Europa. Le Adler, a 38, vengono superate dal ‘Gladbach.
  9. A proposito di sorpassi, nessuno sorpassa (ancora) Mainz, Augsburg e Darmstadt nonostante l’immobilismo delle tre. Se per l’ultima (il Darmstadt) è praticamente una battaglia di Cervantes contro i mulini a vento, per le altre due è un discorso apertissimo, specialmente dopo la rincorsa dell’Ingolstadt che sta mettendo nei guai anche il Wolfsburg arenatosi a Gelsenkirchen a suon di goal.
  10. Campana che ha sentito battere 4 volte anche il Dortmund all’Allianz Arena. Due volte in appena 10 minuti. Una campana che sta forse infierendo sin troppo sullo sventurato Tuchel e su tutti questi giovani virgulti talentuosi. Era prevedibile che i Dortmunder Jungs facessero tutta questa fatica. Il progetto è serio e valido, ma serviva del tempo, lo stesso che sta dimostrando quanto sia difficile coniugare risultati con una squadra tanto giovane e inesperta, con i grandi “vecchi” sempre ai box e impossibilitati a dare una mano a compagni e allenatore. Il risultato di Monaco di Baviera è una conferma e cartina al tornasole di una situazione che andrebbe analizzata nel dettaglio e spiegata per trarne le migliori deduzioni. Il quarto posto finale che gli Schwarzgelben occupano tuttora significherebbe Champions, anche se non dalla porta principale. Tuttavia, sarebbe da considerare come un risultato quasi fallimentare, specie se la corsa alle semifinali della massima competizione continentale per club dovesse interrompersi già nelle prossime settimane contro lo spettacolare Monaco ammirato fin qui.

Watzke e Zorc avranno di che riflettere e noi li seguiamo, nell’attesa della giornata numero ventinove di una Bundesliga che non finisce di dare responsi, emozioni e sorprese e a esigere il nostro cuore in cambio.
Zehnsationnel sarà sempre qui a raccontarvela consci che l’Ingolstadt ha da salvarsi, non ce ne vogliano Mainz e Augsburg.