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Fuori dal coro – Barcellona-Neymar, non serve comprare un erede

(Foto in copertina da Getty)

Ci siamo. Ieri sera Neymar ha pagato la clausola da 222 milioni al Barcellona, liberandosi del contratto con il club e dirigendosi verso la firma con il Paris Saint-Germain. A nulla è servita la resistenza della Liga, restia ad accettare una somma del genere da parte di un club con un’escamotage non proprio limpida.

Tra la rabbia e lo sbigottimento, in Spagna e fuori ora tutti si chiedono chi prenderà il posto dell’ex Santos, con i blaugrana che si ritroveranno tra le mani una somma spropositata. Chi prenderà il posto del numero 11 dovrà essere un top player, non uno qualunque.

 

Arrivato in Spagna nell’estate del 2013, Neymar ha segnato 105 reti in 186 partite in blaugrana (Foto: Getty)

 

Tanti sono, quindi, i nomi chiamati in causa, di più o meno facile realizzazione, a seconda del club di appartenenza e del prezzo di partenza per il trasferimento.

Scartando Draxler e Di Maria (difficile che il club catalano tratti così presto con i parigini dopo un “sgarbo” del genere), Dybala e Griezmann (il Barça cerca un ala di piede destro), i nomi più adatti (usciti dalla stampa) sembrano quelli di Hazard, Coutinho, Dembelé, Mbappé, Sanchez, Martial e Insigne.

Tra tutti, il belga Hazard è quello che farebbe meno rimpiangere il brasiliano. Dribbling e velocità ottimi, ancora giovane. È il profilo adatto per trasformare la MSN in MSH. L’unico ostacolo sarebbe Conte. Un osso duro quando si tratta di mercato. Certo, con la volontà del giocatore si fa la differenza, ma Eden ha sempre espresso felicità nel parlare della sua vita a Londra. E un futuro che pare scritto come erede di Cristiano Ronaldo a Madrid…

 

Tra tutti i nomi in circolazione, quello di Eden Hazard sembra il più adatto a sostituire il brasiliano (Foto: Getty)

 

Coutinho sembra l’erede designato. Costa tanto (il Liverpool non lo mollerà per meno di 80-90 milioni) e già era in orbita mercato per prendere l’eredità di Iniesta. L’ex Inter si presta bene sia al ruolo di mezzala sia a quello di ala, ma tornerebbe il problema dell’eredità dell’Illusionista, ormai 33enne e al tramonto della sua luminosa carriera.

Dembelé è “prenotato”. Nessun accordo con il Borussia Dortmund, ma il francese ha espresso la volontà di andare a giocare al Camp Nou, un giorno o l’altro. Un giorno o l’altro. E il BVB, al momento, è pronto a tutto tranne che a privarsi del francese ex Rennes, totalmente ambidestro e capace di spaccare da solo le partite.

Da pochi giorni si è vociferato di una pista per Mbappé, ma il francesino sembra promesso sposo del Real Madrid. E c’è da dire che sfidare le Merengues in un’asta per una ragazzo di 19 anni, reduce da una sola stagione tra i professionisti, e partendo da una valutazione di 150 milioni, è da pazzi.

Martial potrebbe essere un altro profilo ideale. Classe 1995, in cerca di riscatto dopo aver perso il posto al Manchester United a discapito di Mkhitaryan e Rashford. Costa tanto, trattare con le squadre inglesi non è mai facile. Ma la grande occasione, almeno finora, l’ha fallita.

Sanchez e Insigne sono fantamercato. Il cileno è sì in uscita dall’Arsenal, ma difficilmente sarebbe disposto a tornare all’ombra di Leo Messi. Il napoletano invece è seguito, ma non a tal punto da intavolare una trattativa con il Napoli. Ma, con Mino Raiola in arrivo, non si sa mai…

C’è un opzione, infine, che permetterebbe ai blaugrana di risparmiare i 222 milioni e spenderli per altri ruoli di cui la squadra di Valverde ha bisogno. Una soluzione interna.

 

E se fosse Deulofeu la scelta di Valverde per il posto vacante in attacco? (Foto: Getty)

 

Gerard Deulofeu, dopo un lungo pellegrinaggio per l’Europa, è tornato. Cresciuto nella cantera, ha giocato in prestito al Siviglia e nell’Everton, crescendo fisicamente e caratterialmente. Poi ha sfruttato alla grande l’occasione al Milan, adattandosi a sinistra (il ruolo di Neymar) e guadagnandosi la recompra da parte della base catalana. 18 partite e 4 reti in rossonero, condite da buone prestazioni, grandi giocate e scatti fulminanti (spesso determinanti nella tattica Serie A). Il ragazzo, classe 1994, ha più volte ribadito la volontà di giocarsi le sue carte al Camp Nou. Pochi lo hanno ipotizzato finora, ma lo spagnolo potrebbe davvero rivelarsi un’arma a costo zero nelle mani di Ernesto Valverde.

L’occasione la merita, sta a lui coglierla.

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Fuori dal coro – Quanto vale il record di Neymar?

(Immagine di copertina tratta da Internet)

Da qualche giorno, con la rete segnata in Nazionale contro l’Uruguay, il brasiliano Neymar sta venendo etichettato come uomo record. Il fenomeno del Barcellona, infatti, ha segnato il gol numero 304 in carriera all’età di 25 anni, record storico nei migliori pari età di tutti i tempi.

Il numero di gol dei migliori calciatori del mondo a 25 anni, con Neymar che supera Messi di 9 reti (statistiche trovate su internet)

 

Come detto, il numero 11 blaugrana sta venendo definito come un recordman, con i suoi 25 anni compiuti lo scorso 5 febbraio e numeri pazzeschi sia come realizzazioni (304, appunto) sia come presenze in campo (501). Se però andiamo ad analizzare meglio questa statistica, possiamo benissimo dire che come “valore assoluto” (il numero, alla fin fine, non si discute), ma se guardiamo i dati con occhio un po’ più critico, possiamo mettere in dubbio il suo primato.

Come? Dando una sorta di valore al gol in base alla competizione giocata. I gol di Neymar sono così suddivisi: 136 reti con il Santos, 99 con i Barcellona, 18 con le selezioni giovani del Brasile (Olimpiade compresa) e 51 con la Nazionale maggiore. Ed è ovvio che non tutti questi gol abbiano lo stesso valore!

Il metodo si può definire simile a quello usato per la classifica della Scarpa d’Oro: i gol segnati in Serie A, Premier League o Liga valgono più di quelli segnati in Ligue 1 o nel campionato russo (sono degli esempi), così per esempio Lionel Messi, al primo posto della classifica attuale con 25 reti, è in vantaggio su Edinson Cavani che ne ha fatte 27 semplicemente per il fatto che ogni gol nella Liga vale 2 punti mentre quelli in Ligue 1 ne vale 1,5.

Se quindi dessimo, per esempio, un valore di 1 punto alle reti in Nazionale maggiore e a quelli segnati con il Barcellona, e 0,5 punti alle reti con Santos e selezioni giovanili (il livello è più basso nel campionato brasiliano e nelle selezioni giovanili) l’asso blaugrana raggiunge 227 punti, contro i 287 di Messi nelle stesse condizioni (279 tra Barcellona e Argentina più gli 8 con le selezioni giovanili dell’Albiceleste).

Sia ben chiaro: il valore del brasiliano non si discute e lo possiamo definire “miglior marcatore Under 26 degli ultimi anni”. Per definirlo miglior giocatore della stessa categoria, però, dovremo aspettare ancora un po’.

Dopo tutto, ha tempo fino al 4 febbraio del 2018 per segnare una sessantina di reti…