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Zehnsationnel – 31esima giornata, Wer ist Deutscher Meister?

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Trentunesima giornata ricca di emozioni e colpi di scena quella del Wochenende appena trascorso di Bundesliga.

Andiamo direttamente nel dettaglio.

  1. Il Bayern dà i numeri: fa 5 e ne mette 6, mentre Ancelotti si regala il 4. Sono infatti 5 i titoli consecutivi per i bavaresi (27 totali) dopo la travolgente vittoria della Volkswagen Arena per 0-6 ai danni del malcapitato Wolfsburg e sono 4 i personalissimi titoli nazionali per Carletto tra Premier League, Ligue 1, Serie A e, appunto, Bundesliga. E’ quasi superfluo parlare della mera vittoria di giornata di fronte uno strapotere economico e tecnico che in Germania non ha rivali. Passeggeri ed estemporanei sono stati, in quei rari casi, parentesi come Stoccarda, Wolfsburg e Dortmund, squadre che, alternativamente, hanno inframmezzato l’egemonia del Bayern. E’ interessante capire quanto e se effettivamente qualche team possa realmente infastidire nel medio-lungo periodo lo strapotere bavarese. Le speranze erano tutte riposte sul Borussia Dortmund che, fin qui, ha deluso le aspettative, mentre è difficile ipotizzare quanto presto il Lipsia (l’unica società con un colosso economico alle spalle) potrà costruire una squadra realmente competitiva per creare quella competizione che, attualmente, manca in Germania e tanto fa storcere il naso a chi si approccia alla Bundesliga.
  2. Tornando alla rincorsa Europa League, continua la marcia della squadra nettamente più in forma da 2 mesi a questa parte, ovviamente parlo del Werder Brema. I Werderaner si impongono sulle rive del fiume Weser su un Hertha Berlino quinto e che, adesso, si guarda alle spalle trovando proprio la squadra di Nouri. Goal e assist per il solito Kruse. Goal e assist per Bartels. Europa League agganciata per il Werder che adesso ha nel mirino l’Hertha. Considerato il momento non sembra una missione impossibile, tutt’altro.
  3. Il momento ultrapositivo del Werder si affianca alla reazione di orgoglio dei ragazzi di un ex icona del club, Torsten Frings. Il Darmstadt ottiene la terza vittoria consecutiva vincendo sonoramente la gara del Böllenfalltor contro il Friburgo. Platte, Gondorf e Schipplock firmano il successo dei Lilien che salgono a 24 punti coltivando la seppur minima speranza di un terzultimo posto che varrebbe lo spareggio. La squadra dell’Assia dovrà vincere le 3 partite rimanenti sebbene il prossimo impegno sia di scena all’Allianz Arena e sembra difficile immaginare come Frings e i suoi ragazzi possano disturbare la passerella annunciata del Bayern post-Meisterschale.
  4. Per una speranza salvezza del Darmstadt, c’è un Augsburg che al termine del 4-0 casalingo sull’Amburgo tira un bello strattone alla propria classifica inguaiando i Rothosen. Alla WWK Arena Altintop, Max e Bobadilla aprono e chiudono le danze di una vittoria che issa i bavaresi a quota 35 a più 2 sulla zona playout con 9 punti restanti. L’Amburgo, mai in partita e annichilito, si ritrova al terzultimo posto che significherebbe spareggio. Una situazione veramente difficile per i Rothosen alla terza sconfitta consecutiva, 4 nelle ultime 5. La prossima partita, in casa col Mainz, potrà essere decisiva per entrambe in termini salvezza.
  5. Mainz che perde alla Opel Arena contro un ‘Gladbach alla ricerca di una qualificazione in Europa League che renda meno amara una stagione sicuramente difficile. Stindl e Schulz chiamano, Yoshinori Muto risponde parzialmente e in ritardo per i padroni di casa. Termina 1-2, coi biancorossi che si ritrovano a braccetto con Wolfsburg e Amburgo a 33 punti, mentre i Fohlen salgono a 42 a meno 3 dall’Europa.
  6. Lasciando la zona retrocessione, si registra la vittoria in extremis dell’Hoffenheim che riagguanta momentaneamente il terzo posto in attesa del vero e proprio spareggio di Dortmund del prossimo turno. Hübner regala la quindicesima vittoria in questa stagione di Bundes su un Francoforte volitivo ma ancora in affanno. Per l’Hoffenheim la sicurezza di disputare la Champions League nella prossima stagione è matematica. Per le Adler, invece, il campionato è già finito. L’Europa è riconquistata grazie alla qualificazione in finale di Coppa di Germania.
  7. Tra le squadre che nutrono ancora speranze nell’Europa c’è lo Schalke che infierisce sul cadavere del Leverkusen travolgendo le Aspirine alla BayArena. La coppia austriaca Burgstaller-Schöpf guida la squadra di Weinzierl a questo successo regalandosi anche la firma personale di capitan Höwedes. Per il Leverkusen sembra quasi un’abdicazione d’orgoglio la rete, unica del match, firmata da Stefan Kießling. Il Bayer è allo sbando e la salvezza non è ancora matematica. Il rischio c’è e la prossima a Ingolstadt potrebbe rappresentare un crocevia decisivo per entrambe.
  8. Champions matematica e secondo posto quasi blindato per il neopromosso Lipsia autore di una stagione assolutamente positiva e impronosticabile alla vigilia. La squadra di Hasenhüttl pareggia a reti bianche in casa contro l’Ingolstadt permettendo al Bayern di festeggiare con un turno di anticipo il suo 27esimo Meisterschale. Gli Schanzer mantengono vivo il sogno salvezza, distante 5 punti. Facile immaginare che tanto, se non tutto, passerà dalla gara dell’Audi Sportpark contro l’inguardabile Leverkusen dell’ultimo mese e mezzo.
  9. Aspirine che, dopo l’allontanamento di Roger Schmidt, hanno ulteriormente compromesso lo stato di salute psicologico di una squadra ormai allo sbando da settimane e settimane, capace di passare da un ottavo di Champions a una lotta salvezza a cui molti giocatori non sono abituati. Le figure barbine in serie hanno visto il Leverkusen scendere nelle posizioni in classifica complice l’immobilismo di punti ripetuto. Adesso la società è alla ricerca di un uomo che riesca a evitare l’imponderabile e l’imprevedibile, forse potrebbe essere troppo tardi.
  10. Pareggio anche per l’altra squadra in odore di Champions, il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben non vanno oltre lo 0-0 interno contro il Colonia, pur dominando e sciupando parecchio. La squadra di Tuchel, in finale di Coppa di Germania, può sperare ancora nel terzo posto che eviterebbe ai gialloneri i preliminari di Champions League. Speranza che passa dalla prossima sfida interna che li oppone proprio all’Hoffenheim, uno dei match clou del prossimo turno.

 

Trentaduesimo turno che propone tantissime sfide importanti e interessanti per la classifica, partite che seguiremo insieme nel post-settimana, sempre con Zenhsationnel.

Zehnsationnel – 29 giornata, noi non abbiamo paura

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Anche in questa settimana iniziata con le feste pasquali, torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che si dissocia fermamente e con risolutezza dai fatti deprecabili successi a Dortmund in settimana. Ne parleremo più avanti.

  1. Ci aveva illuso o no questo Werder Brema? La squadra di Nouri torna alla vittoria nella giornata forse più importante, quella del derby anseatico del Weserstadion contro l’Amburgo. E dire che per i Rothosen inizia anche bene col vantaggio in avvio siglato da Michael Gregoritsch. I Werderaner, però, complici anche i risultati del Samstag di Bundesliga, operano un comeback prodigioso guidati da un ottimo Max Kruse. Goal e assist per l’ex Fohlen e 3 punti in riva al fiume che profumano di Europa, distante due punti.
  2. Sogno continentale che non culla certo l’Augsburg invischiato, com’è, nelle paludi impenetrabili di fondo classifica. I bavaresi, dal canto loro, giocano uno bello scherzetto al Colonia, loro sì, in corsa a un posto nella prossima Europa League. Tutto va a favore del Werder, non che ai Fuggerstädter non servissero come machete nella giungla questi 3 punti. A guidare la carica ci pensano Hinteregger e capitan Verhaegh col solito impeccabile tiro dagli undici metri. Inutile, se non per i tabellini, la rete del Colonia grazie a un autogoal di Max. Pesanti, invece, le due espulsioni a fine partita nei padroni di casa. Finnbogason e, soprattutto, Koo saranno assenze di rilievo. Dopo 3 sconfitte consecutive, l’Augsburg torna a muovere la classifica non abbandonando il terzultimo posto valevole lo spareggio salvezza/promozione. Il Colonia, al terzo stop nelle ultime 5 giornate, non approfitta delle sconfitte di tutte le contendenti all’Europa. Adesso il Werder è ben nitido dietro gli specchietti Geißbocke. A proposito di contendenti per l’Europa League, cade anche l’Hertha. Per i Berliner solo 3 punti nelle ultime 5, dove il decisivo autogoal di Brooks alla Opel Arena di Mainz segna, forse, il momento più basso. I padroni di casa ringraziano tenendo il passo dell’Augsburg e mantenendosi al quartultimo posto, così come il Dortmund che riporta a 10 le lunghezze di vantaggio sulla squadra di Dárdai.
  3. Ultimi posti, anzi, ultimo posto che registra la vittoria di orgoglio e cuore di una squadra che non ci sta a regalare nulla ma, al contrario, vuole regalarsi un finale di stagione di soddisfazioni. E’ quello che penso sia scattato nella mente di Torsten Frings e dei suoi ragazzi. Se la vittoria del Böllenfalltor contro il Dortmund aveva illuso, vincere contro lo Schalke gratifica il lavoro del tecnico e rende più amaro quello che sembra un esito, la retrocessione, già scritto. Ancora a segno Vrancic e Gondorf eroe di giornata con il goal decisivo nel recupero della seconda frazione. Nello Schalke rigore fallito da Burgstaller e goal di Coke. Determinante l’espulsione di Kehrer.
  4. La partita più divertente del Samstag di Bundesliga è quella tra Hoffenheim e ‘Gladbach. Quasi scontato, alla vigilia, che queste due formazioni con doti spiccatamente offensive, avrebbero offerto un simile spettacolo. Al termine della gara sono 8 i goal, 5 per i ragazzi di Nagelsmann, 3 per i Fohlen. Demirbay e Szalai guidano con una doppietta a testa le marcature della squadra di Sinsheim che mantiene le distanze dal Lipsia secondo e dal Dortmund quarto. Nel ‘Gladbach, invece, brilla la stella di Dahoud. Già acquistato dal Borussia Dortmund, il giovanissimo talento della Nazionale teutonica brilla e si impone con un goal e un assist. La squadra di Hecking frena ma è ancora in corsa per l’Europa League, distante due punti.
  5. Sesto posto utile a un piazzamento continentale che occupa il Friburgo con 41 punti. Anche i ragazzi della Schwarzwald cadono in questa giornata. 4-0 senza diritto di replica maturato a Lipsia. La squadra di Streich nulla può davanti i ragazzi terribili di Hasenhüttl. Segna Poulsen, segna Keita ma, soprattutto, segna Timo Werner. Per il Lipsia il sogno Champions diventa ogni giorno sempre più concreto.
  6. La stessa musichetta che, a meno di impronosticabili tonfi, dovrebbe poter sentire anche il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben, dopo l’attentato subito in settimana e la seguente sconfitta nell’andata dei quarti contro il Monaco, erano chiamati a un compito più arduo del previsto. Verissimo che davanti c’era un Eintracht Francoforte irriconoscibile da settimane, ma il terrore dei ragazzi di Tuchel era stato lampante mercoledì e ampiamente comprensibile. Reus, tornato dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dal campo per un mesetto circa, ci mette appena 3 minuti per timbrare il cartellino, dimostrando quanto un giocatore di questa caratura tecnica possa marcare una differenza grande quanto il territorio tedesco tra una sconfitta e una vittoria. Di Sokratis e Aubameyang le reti che firmano la vittoria dopo il momentaneo pareggio di Fabian.
  7. Se le Adler hanno il mal di vittoria, anche il Leverkusen fatica terribilmente da settimane. Le Aspirine, lo abbiamo più volte ripetuto, non hanno risolto un granché dopo l’esonero di Roger Schmidt. Tuttavia, il pareggio della BayArena contro la capolista Bayern può essere salutato alla stregua di una vittoria visto il momento diametralmente opposto delle due compagini. La gara termina a reti bianche nonostante l’espulsione del giovane Jedvaj in appena 9 minuti tra il 50 e il 59. Bayern che, con questo punto, ha la certezza della partecipazione alla prossima Champions League, mentre il Bayer non ha più alibi e deve ricominciare a correre. La zona calda è dietro, appena a 4 punti.
  8. Zona, come detto, torrida quella in basso, che vede in lotta ben 6 squadre (per adesso). L’Ingolstadt sembrava la più in forma del sestetto, ma la caduta rovinosa della Volkswagen Arena di Wolfsburg, contro una diretta concorrente, è di quelle che fanno male. L’autogoal di Suttner nei minuti di recupero del primo tempo mina le certezze degli Schanzer che, successivamente, affondano sotto i colpi di Malli e Mario Gómez. Vittoria pesante per i Wölfe che, forti del proprio successo, mantengono le distanze dalle vittoriose Mainz e Augsburg. Per l’Ingolstadt si tratta, invece, di una sconfitta più pesante del mero risultato. La contemporanea vittoria di chi sta davanti pesa come un macigno sulle residue speranze di salvezza che, nelle ultime settimane, si stavano palesando sempre più concretamente all’orizzonte. Non credo preoccupi la vittoria del Darmstadt lontano 10 punti in fondo alla classifica.
  9. A proposito di momenti pessimi, avendo già parlato ampiamente di Leverkusen e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte, ci concentriamo adesso su un Hertha da 3 punti nelle ultime 5. La squadra di Dárdai, dopo la preziosa vittoria interna contro il Dortmund, sembrava poter rilanciarsi per la rincorsa alla Champions. Invece, sembra che anche per quest’anno il sogno di riportare la massima competizione per club nella capitale tedesca rimarrà soltanto una chimera. Ci sarebbe da riflettere sul perché di queste partenze a razzo della squadra del tecnico ungherese e perché del successivo crollo nel Rückrunde. La sconfitta di Mainz non costa ai Berliner il quinto posto, ma dietro corrono e squadre come ‘Gladbach e, soprattutto, Werder sembrano in grado di inserirsi.
  10. Chiudiamo come avevamo iniziato, parlando brevemente delle sensazioni provate dopo la notizia che ha sconvolto Dortmund, la Germania e il mondo del Fußball. Un attacco vile che nulla ha a che vedere con la magia che questo sport sa trasmettere a tutti i suoi appassionati. Un tentativo subdolo di giocare con la storia di fratellanza e rispetto di un club, quello giallonero, che da sempre si è distinto, come altri, a favore dell’integrazione, in un momento particolarmente esasperato come quello attuale. Fisicamente ne ha fatto le spese Marc Bartra, difensore centrale spagnolo di scuola Barcellona. Psicologicamente ha azzerato le certezze di tutti, specie dei giocatori. Ci guarderemo bene, su questi schermi, di imputare quanto successo alla sconfitta patita col Monaco, ma è indubbio che da una situazione del genere si possa uscire solo insieme.Il Fußball. tedesco è stato scosso nelle sue fondamenta ma è tornato già nel Wochenende a scrivere pagine stupende di storia. Oli su tela di ineffabile bellezza che continueremo a seguire insieme su Zehnsationnel. La rubrica che, allegramente, spinge Werder e Ingolstadt ai loro obiettivi.