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Zehnsationnel – 29 giornata, noi non abbiamo paura

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Anche in questa settimana iniziata con le feste pasquali, torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che si dissocia fermamente e con risolutezza dai fatti deprecabili successi a Dortmund in settimana. Ne parleremo più avanti.

  1. Ci aveva illuso o no questo Werder Brema? La squadra di Nouri torna alla vittoria nella giornata forse più importante, quella del derby anseatico del Weserstadion contro l’Amburgo. E dire che per i Rothosen inizia anche bene col vantaggio in avvio siglato da Michael Gregoritsch. I Werderaner, però, complici anche i risultati del Samstag di Bundesliga, operano un comeback prodigioso guidati da un ottimo Max Kruse. Goal e assist per l’ex Fohlen e 3 punti in riva al fiume che profumano di Europa, distante due punti.
  2. Sogno continentale che non culla certo l’Augsburg invischiato, com’è, nelle paludi impenetrabili di fondo classifica. I bavaresi, dal canto loro, giocano uno bello scherzetto al Colonia, loro sì, in corsa a un posto nella prossima Europa League. Tutto va a favore del Werder, non che ai Fuggerstädter non servissero come machete nella giungla questi 3 punti. A guidare la carica ci pensano Hinteregger e capitan Verhaegh col solito impeccabile tiro dagli undici metri. Inutile, se non per i tabellini, la rete del Colonia grazie a un autogoal di Max. Pesanti, invece, le due espulsioni a fine partita nei padroni di casa. Finnbogason e, soprattutto, Koo saranno assenze di rilievo. Dopo 3 sconfitte consecutive, l’Augsburg torna a muovere la classifica non abbandonando il terzultimo posto valevole lo spareggio salvezza/promozione. Il Colonia, al terzo stop nelle ultime 5 giornate, non approfitta delle sconfitte di tutte le contendenti all’Europa. Adesso il Werder è ben nitido dietro gli specchietti Geißbocke. A proposito di contendenti per l’Europa League, cade anche l’Hertha. Per i Berliner solo 3 punti nelle ultime 5, dove il decisivo autogoal di Brooks alla Opel Arena di Mainz segna, forse, il momento più basso. I padroni di casa ringraziano tenendo il passo dell’Augsburg e mantenendosi al quartultimo posto, così come il Dortmund che riporta a 10 le lunghezze di vantaggio sulla squadra di Dárdai.
  3. Ultimi posti, anzi, ultimo posto che registra la vittoria di orgoglio e cuore di una squadra che non ci sta a regalare nulla ma, al contrario, vuole regalarsi un finale di stagione di soddisfazioni. E’ quello che penso sia scattato nella mente di Torsten Frings e dei suoi ragazzi. Se la vittoria del Böllenfalltor contro il Dortmund aveva illuso, vincere contro lo Schalke gratifica il lavoro del tecnico e rende più amaro quello che sembra un esito, la retrocessione, già scritto. Ancora a segno Vrancic e Gondorf eroe di giornata con il goal decisivo nel recupero della seconda frazione. Nello Schalke rigore fallito da Burgstaller e goal di Coke. Determinante l’espulsione di Kehrer.
  4. La partita più divertente del Samstag di Bundesliga è quella tra Hoffenheim e ‘Gladbach. Quasi scontato, alla vigilia, che queste due formazioni con doti spiccatamente offensive, avrebbero offerto un simile spettacolo. Al termine della gara sono 8 i goal, 5 per i ragazzi di Nagelsmann, 3 per i Fohlen. Demirbay e Szalai guidano con una doppietta a testa le marcature della squadra di Sinsheim che mantiene le distanze dal Lipsia secondo e dal Dortmund quarto. Nel ‘Gladbach, invece, brilla la stella di Dahoud. Già acquistato dal Borussia Dortmund, il giovanissimo talento della Nazionale teutonica brilla e si impone con un goal e un assist. La squadra di Hecking frena ma è ancora in corsa per l’Europa League, distante due punti.
  5. Sesto posto utile a un piazzamento continentale che occupa il Friburgo con 41 punti. Anche i ragazzi della Schwarzwald cadono in questa giornata. 4-0 senza diritto di replica maturato a Lipsia. La squadra di Streich nulla può davanti i ragazzi terribili di Hasenhüttl. Segna Poulsen, segna Keita ma, soprattutto, segna Timo Werner. Per il Lipsia il sogno Champions diventa ogni giorno sempre più concreto.
  6. La stessa musichetta che, a meno di impronosticabili tonfi, dovrebbe poter sentire anche il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben, dopo l’attentato subito in settimana e la seguente sconfitta nell’andata dei quarti contro il Monaco, erano chiamati a un compito più arduo del previsto. Verissimo che davanti c’era un Eintracht Francoforte irriconoscibile da settimane, ma il terrore dei ragazzi di Tuchel era stato lampante mercoledì e ampiamente comprensibile. Reus, tornato dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dal campo per un mesetto circa, ci mette appena 3 minuti per timbrare il cartellino, dimostrando quanto un giocatore di questa caratura tecnica possa marcare una differenza grande quanto il territorio tedesco tra una sconfitta e una vittoria. Di Sokratis e Aubameyang le reti che firmano la vittoria dopo il momentaneo pareggio di Fabian.
  7. Se le Adler hanno il mal di vittoria, anche il Leverkusen fatica terribilmente da settimane. Le Aspirine, lo abbiamo più volte ripetuto, non hanno risolto un granché dopo l’esonero di Roger Schmidt. Tuttavia, il pareggio della BayArena contro la capolista Bayern può essere salutato alla stregua di una vittoria visto il momento diametralmente opposto delle due compagini. La gara termina a reti bianche nonostante l’espulsione del giovane Jedvaj in appena 9 minuti tra il 50 e il 59. Bayern che, con questo punto, ha la certezza della partecipazione alla prossima Champions League, mentre il Bayer non ha più alibi e deve ricominciare a correre. La zona calda è dietro, appena a 4 punti.
  8. Zona, come detto, torrida quella in basso, che vede in lotta ben 6 squadre (per adesso). L’Ingolstadt sembrava la più in forma del sestetto, ma la caduta rovinosa della Volkswagen Arena di Wolfsburg, contro una diretta concorrente, è di quelle che fanno male. L’autogoal di Suttner nei minuti di recupero del primo tempo mina le certezze degli Schanzer che, successivamente, affondano sotto i colpi di Malli e Mario Gómez. Vittoria pesante per i Wölfe che, forti del proprio successo, mantengono le distanze dalle vittoriose Mainz e Augsburg. Per l’Ingolstadt si tratta, invece, di una sconfitta più pesante del mero risultato. La contemporanea vittoria di chi sta davanti pesa come un macigno sulle residue speranze di salvezza che, nelle ultime settimane, si stavano palesando sempre più concretamente all’orizzonte. Non credo preoccupi la vittoria del Darmstadt lontano 10 punti in fondo alla classifica.
  9. A proposito di momenti pessimi, avendo già parlato ampiamente di Leverkusen e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte, ci concentriamo adesso su un Hertha da 3 punti nelle ultime 5. La squadra di Dárdai, dopo la preziosa vittoria interna contro il Dortmund, sembrava poter rilanciarsi per la rincorsa alla Champions. Invece, sembra che anche per quest’anno il sogno di riportare la massima competizione per club nella capitale tedesca rimarrà soltanto una chimera. Ci sarebbe da riflettere sul perché di queste partenze a razzo della squadra del tecnico ungherese e perché del successivo crollo nel Rückrunde. La sconfitta di Mainz non costa ai Berliner il quinto posto, ma dietro corrono e squadre come ‘Gladbach e, soprattutto, Werder sembrano in grado di inserirsi.
  10. Chiudiamo come avevamo iniziato, parlando brevemente delle sensazioni provate dopo la notizia che ha sconvolto Dortmund, la Germania e il mondo del Fußball. Un attacco vile che nulla ha a che vedere con la magia che questo sport sa trasmettere a tutti i suoi appassionati. Un tentativo subdolo di giocare con la storia di fratellanza e rispetto di un club, quello giallonero, che da sempre si è distinto, come altri, a favore dell’integrazione, in un momento particolarmente esasperato come quello attuale. Fisicamente ne ha fatto le spese Marc Bartra, difensore centrale spagnolo di scuola Barcellona. Psicologicamente ha azzerato le certezze di tutti, specie dei giocatori. Ci guarderemo bene, su questi schermi, di imputare quanto successo alla sconfitta patita col Monaco, ma è indubbio che da una situazione del genere si possa uscire solo insieme.Il Fußball. tedesco è stato scosso nelle sue fondamenta ma è tornato già nel Wochenende a scrivere pagine stupende di storia. Oli su tela di ineffabile bellezza che continueremo a seguire insieme su Zehnsationnel. La rubrica che, allegramente, spinge Werder e Ingolstadt ai loro obiettivi.