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Polveri bagnate: con il Benevento un pari che non serve a nessuno

[Immagine di copertina tratta da Internet]

Ci si attendeva un match pirotecnico, ma il tabellino dice che è stato tutto l’opposto: a Benevento non si va oltre lo 0-0. Al Vigorito è andato in scena lo scontro tra la quarta e la nona forza del campionato; entrambe le squadre avevano bisogno dei 3 punti, il Benevento per rimanere aggrappato al terzetto in testa al campionato, l’Entella per consolidare la presenza in zona playoff.

LA PARTITA – Il canovaccio era facilmente prevedibile: Benevento offensivo con un 4-3-3 e che prende da subito in mano le redini del gioco, costringendo i biancocelesti ad utilizzare le ripartenze come unica arma di offesa; qualcosa però blocca entrambe le formazioni, che in copertura giocano una buona partita ma la vena offensiva è poco ispirata. E non c’è notizia peggiore per lo spettacolo quando in campo ci sono talenti cristallini come Catellani da una parte e Ciciretti dall’altra, da cui ci si può aspettare in qualsiasi momento la scintilla che può cambiare la storia della gara. Un primo tempo vivo ma che non scalda gli animi, e la prova sono le non difficli parate da parte di Cragno (2) e Iacobucci (1). Nient’altro da segnalare. Nella ripresa cambiano gli interpreti (al 52′ Falco rileva Ceravolo) ma il copione rimane invariato: giallorossi che guidano la manovra, Virtus più vivace che si chiude e riparte. Proprio da una ripartenza nasce la prima vera occasione per la squadra di Breda; pennellata dalla sinistra di Catellani per Caputo, che da centro area colpisce al volo: botta centrale, para Cragno. In grande spolvero il portiere classe ’94, che sventa anche una botta al volo di destro di Palermo. Visto che la partita non si risolve con la tecnica, si prova a risolverla con la scaramanzia: solito cambio che settimana scorsa ha portato al raddoppio sul Bari, dentro Diaw per Catellani. Ma oggi più che bagnate, le polveri sono sotto un metro d’acqua: su un altro contropiede proprio Diaw si fa ipnotizzare da Cragno, che mantiene lo 0-0. Anche per i neoentrati beneventani Eramo e Viola, nulla da mettere a referto. Tabellino che al 90′ segna il solito punteggio del 1′ minuto: 0-0.

LA FEBBRE DEL SABATO POMERIGGIO“Verve” offensiva di entrambi gli 11 che oggi è risultata spenta, con la “Doppia C” biancazzurra (Caputo-Catellani) che non lascia il segno nella retroguardia del Benevento; stessa valutazione per il reparto avanzato della formazione di casa, con un Ciciretti che è sembrato un lontano parente della scheggia impazzita che siamo abituati a vedere. Prestazioni che spiccano sono quelle di Ceccarelli e Baraye: il primo è un muro, respinge regolarmente i pericoli nella sua zona in almeno 2 occasioni nel primo tempo: toglie dalla testa di Ceravolo un pallone insidioso al 23′, e si immola sull’unica conclusione degna di questo nome di Ciciretti al 36′. Il secondo, dopo la grande partita al Comunale contro il Bari, è artefice di un’altra grande prova e conferma la sua crescita, diventando sempre più un perno nell’economia della squadra di Chiavari.

PUNTO INUTILE – Il pareggio di oggi ha il retrogusto di un’occasione sprecata, vista la poca ispirazione della squadra di casa; Virtus che è sembrata troppo preoccupata di non subire goal piuttosto che di segnarne, nonostante nella ripresa si sia vista maggiore intraprendenza. L’ottavo posto resta a un punto, e se il Novara dovesse fare il colpaccio con il Verona ci sarebbe un’altra avversaria da superare; se il tandem d’attacco avesse funzionato come al solito, il sesto gradino della classifica oggi farebbe tappa a Chiavari. Con i “se”e con i “ma” però si va poco lontano, e il prossimo turno di lunedì contro la Salernitana si prospetta ostico, perché i granata vengono da due partite positive: pareggio nel derby con il Benevento e vittoria ieri sul Brescia. Perciò è imperativo scrollarsi di dosso la poca lucidità incontrata ieri, perché tutto è ancora da decidere, e la Virtus vuole ancora poter dire la propria.

Entella a 360°: Adesso credici!

Immagine di copertina tratta da Internet

UN’ANALISI GENERALE – Forse è arrivato il momento di alzare l’asticella. Forse è arrivato il momento di farsi stare bene addosso l’etichetta di squadra pronta a tentare il grande salto. Tra così tanti forse però, una cosa è molto chiara quest’anno: si può e si deve puntare ai playoff.

Dopo il primo anno di B ovviamente senza botti, necessario per l’ambientamento alla nuova categoria, a Chiavari i tifosi hanno iniziato a pensare in grande, e mai come ora la fase finale del campionato è lì, a un palmo di naso.

PERCHÉ CREDERCI – Vedendo giocare i “diavoli neri” si ha la sensazione che si stia guardando una squadra matura, con anni di esperienza nel campionato cadetto. L’atteggiamento, la maturità con cui affronta le partite, un gioco fluido, organizzato, e soprattutto la conseguenza di questi elementi: le vittorie contro le grandi; su tutte il 4-0 ai danni del Brescia, l’1-0 al Cesena e il 4-1 al Novara nel girone d’andata.

Ma il girone di ritorno è partito carico di “sorprese” (se così si possono ancora considerare), visto che all’elenco delle vittime illustri si sono aggiunte Carpi (2-0) e Bari (2-0), dirette concorrenti per un posto tra le prime 8.

Altro elemento: quei due lì davanti. Caputo e Catellani formano una delle coppie più in forma del momento, perché decisivi anche quando non segnano (e capita raramente, specie a Caputo, nella classifica marcatori dietro solo a Pazzini con 14 centri).

“Segno io o segni tu?” – (Immagine tratta da Internet)

LE CHIAVI DELLA PARTITA –  Troviamo un esempio proprio nella vittoria di sabato: una volta tanto è il numero 9, ex della partita, che serve ad Ammari il pallone dell’1-0 al 27′ del primo tempo.

Si fa notare spesso anche il suo compagno di reparto Catellani, che spaventa la retroguardia biancorossa ogni volta che entra in possesso.

Il goal del raddoppio siglato da Diaw, subentrato proprio all’ex Carpi, è figlio di uno dei tanti orrori difensivi dei baresi, non di certo di una cattiva prestazione del 10 biancoceleste.

Altra grande prestazione è quella di Troiano: il capitano spadroneggia attorno al cerchio di centrocampo annullando il diretto avversario Basha, e nel primo tempo sfiora addirittura la rete, con un colpo di testa che si stampa sulla traversa.

 

NON SVEGLIATELI – La prossima partita in casa del Benevento, terreno ostico per tutti, ci darà altre informazioni per giudicare il percorso della Virtus: l’obiettivo è portare a casa i 3 punti, come all’andata, perché solo questo è il modo per continuare a sognare e far sognare.

I playoff non aspettano nessuno; l’Entella vuole continuare a correre.

Barliamone

Da ormai 5 o 6 anni il calcio italiano non raggiunge i livelli che lo avevano reso celebre per competitività, qualità e spirito vincente, livelli a cui siamo arrivati specialmente dagli anni 90 con il Milan di Sacchi e degli olandesi, con la sorpresa Samp finalista a Wembley, con l’Italia campione del mondo nel 2006 ed infine con la favola Inter del 2010, una corazzata capace di vincere il triplete. Da lì in avanti la nostra serie A ha perso quella polvere fatata che faceva volare le big milanesi & co e che faceva ogni tanto emergere persino qualche sorpresa.

Ma l’opinione che ha il mondo sul calcio italiano, a mio avviso, non dev’essere ristretta a un banale ‘la Juve stravince in casa mentre le prende in Europa’. In Italia c’è un altro campionato capace ogni anno, per coloro che lo seguono, di far emozionare con favole calcistiche incredibili: la Serie B.

Com’è possibile che ogni edizione del campionato cadetto abbia una o due ‘squadrette’ appena promosse dalla Lega Pro che fanno sfracelli delle altre squadre, magari partite favorite per la promozione nella massima serie? Per chiunque ami il calcio queste vicende non dovrebbero passare inosservate, che sia tifoso di una di quelle squadre, che sia rivale, che sia chi ha perso anche la canottiera strappando schedine.

La favola più nota è quella che lo scorso anno ha visto disputare 2 super-provinciali come Carpi e Frosinone in serie A; nonostante l’immediata retrocessione si sono battute su ogni pallone e si sono fatte rispettare contro squadroni, magari guadagnando qualche punticino in stadi come San Siro (dove il Carpi è tutt’ora imbattuto) o lo Juventus Stadium dove un’incornata di Blanchard ha fatto godere come non mai l’intero popolo ciociaro.

Sempre lo scorso anno in Serie B un’altra squadra si è superata ed è arrivata prima di tutte. Ovviamente sto parlando del Crotone, che purtroppo (un purtroppo molto forzato perchè detto da un genoano) sta disputando un campinato alquanto mediocre dove a tre quarti di stagione ha totalizzato una dozzina di punti, nonostante l’esplosione di Diego Falcinelli e le piacevoli sorprese Cordaz e Barberis; probabilmente vedremo i calabresi nuovamente nel campionato cadetto il prossimo anno, ma con i migliori auguri che con la Serie A si tratti solo di un arrivederci.

Infine, quest’anno, maga Serie B ha estratto dal cilindro 2 neo-promosse che stanno disputando una stagione strepitosa: Benevento e Spal, è ancora presto per tirare le somme ma i presupposti che daranno l’anima per mettere i bastoni fra le ruote a un lanciato Frosinone e un affermato Hellas Verona sempre più pazzo, ci sono tutti.

Questo campionato di Serie B – come al solito del resto – è l’ennesima prova che per volare non servono i soldi, bastano i sogni.