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Playoff si, playoff no

Due errori grossolani hanno lasciato aperta la lotta salvezza e la cavalcata promozione, con il solito dubbio “playoff si, playoff no” ad attanagliare tifosi di mezza Serie B.

Grande balzo del Perugia, che ferma il momento positivo della Pro Vercelli e mantiene vive proprio le speranze di playoff, approfittando anche di una sconfitta casalinga subita dal Cittadella, fermato sul 2-3 da un Cesena guerresco. Manuel Iori sbaglia dal dischetto dopo soli 2′, poi la partita sfugge di mano così come il 4° posto, sempre più sotto il dominio dei biancorossi di mister Bucchi.

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Il derby della Riviera di Levante con vista playoff

LO SCENARIO – A 6 partite dal termine non poteva esserci un momento migliore per arrivare al derby tra Spezia ed Entella. Al Picco di La Spezia le squadre arrivano appaiate in classifica a quota 51, con i chiavaresi settimi davanti agli spezzini solo per la differenza reti. Occupano le ultime posizioni disponibili per l’accesso ai playoff, e nessuna delle due vuole perderli. Rischio concreto, perché dietro di loro ci sono 4 squadre (Carpi, Novara, Bari e Salernitana) in 2 punti, che aspettano solo di scavalcare una o se possibile entrambe le liguri, in caso di pareggio. Insomma, è obbligatorio uscire vincitori dal Picco. 

COME CI ARRIVANO LE SQUADRE – Entrambe non stanno vivendo il momento migliore della loro stagione. I padroni di casa vengono dalla sconfitta con il Cesena di lunedì, che è arrivata dopo due vittorie molto importanti contro Verona e Bari. Prima di queste però, altre due sconfitte hanno rallentato il cammino degli Aquilotti, con Cittadella e Benevento. I Diavoli Neri sono invece reduci da un mancato riscatto: contro la Ternana ci si aspettava una vittoria dopo la sconfitta subita a Vercelli, e invece è arrivato un solo punto. Per l’ennesima volta i biancocelesti hanno mancato l’appuntamento con il  salto di qualità definitivo. 

ULTIMA CHIAMATA (?) – Il punto interrogativo è d’obbligo, in quanto per tutta la durata del campionato non sono mai emerse le squadre che con più probabilità sarebbero arrivate a giocarsi la promozione in A. Sono tutte lì, a partire dal 4° posto, 9 squadre in 5 punti. Tutto può ancora succedere. L’unica cosa certa è che se davvero il sogno si chiama “Serie A”, il campionato altalenante sia dello Spezia che dell’Entella deve, se non fermarsi, almeno stabilizzarsi, perché le altre non stanno di certo aspettando le liguri, e anzi non vedono l’ora di occupare una delle posizioni con il riquadrino verde a lato che significa “playoff”.

Tutti al Picco allora, e che derby sia!

Baci Perugina

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Da 3 anni a questa parte ormai nel campionato cadetto c’è una squadra nel centro Italia che ogni stagione stupisce tutti ma per un soffio non raggiunge l’obbiettivo prefissato: il Perugia, o il “grifo”.

Come tantissime altre, il Perugia subito dopo la promozione in Serie B non si è fatto problemi a disputare un campionato eccezionale (pur essendo comunque una reduce della Lega Pro) raggiungendo nel 2015 i play-off persi contro il Pescara. In quell’anno il Grifo vantava di un attacco che poche nella competizione potevano schierare: Falcinelli e Ardemagni, uno un giovane emergente che quest’anno si sta affermando anche nella massima serie, l’altro un centravanti che di serie cadetta sa effettivamente qualcosa. Nonostante l’aggiunta di Del Prete, un motorino sulla fascia, quell’anno il Perugia del “mago Camplone” si dovette accontentare del sesto posto. Lo scorso anno il Grifo non ha disputato un campionato sul livello del precedente, complici le cessioni del Falcio e di Del Prete, con la panchina affidata a un mister con un atteggiamento eccessivamente difensivista per una squadra che scende in campo per fare divertire tifosi e non. Bisoli infatti, allenando la squadra umbra, fece per ben 8 volte 0-0 e numerosissime volte terminò la partita senza aver bucato il portiere avversario. Quell’anno comunque Ardemagni & co, riuscirono a battere le Fere nel derby umbro 2 volte su 2, traguardo ben più importante per i tifosi biancorossi rispetto ad un’improbabile qualificazione ai play off.

Quest’anno invece sta accadendo qualcosa di diverso. La squadra è molto più organizzata, dall’arrivo di Bucchi in panchina all’ingaggio di Brignoli in porta (ex Ternana!), Volta e Monaco sono dei pilastri, Brighi dà esperienza a centrocampo e la coppia Di Carmine-Nicastro f quel che vuole là davanti. Nell’ambiente c’è entusiasmo la squadra è quinta, dietro solo alle affermate Verona e Frosinone e alle sorprese Spal e Benevento. I presupposti che quantomeno possano raggiungere la fase finale dei playoff ci sono tutti, ne vedremo delle belle.

Nel mentre il calcio giocato dai Grifoni è dolce e appassionato (quasi) quanto i gianduiotti cittadini. 

Entella a 360°: casa dolce casa

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Con la vittoria di ieri, il Comunale di Chiavari si conferma ancora una volta talismano per l’Entella: quando si gioca in casa, a meno che la squadra non resti con testa e gambe negli spogliatoi, si porta sempre a casa un risultato positivo. Uniche due eccezioni le sconfitte con SPAL e Salernitana, entrambe solo nel girone di ritorno.

FORTINO AMICO – Se fuori casa la Virtus si perde un po’ per strada (i punti ottenuti sono meno della metà di quelli disponibili, 17 su 51), in casa è difficilissimo per gli avversari portare a casa i 3 punti: nella classifica “casalinga” infatti, l’Entella viaggia a vele spiegate al 5° posto con 37 punti, a pari merito con Frosinone e SPAL, dietro solo a Benevento e Bari a quota 38. La vittoria di ieri conferma il trend positivo, perché arriva in una partita più complicata del previsto, contro un Ascoli partito in sordina ma che poi non ha mollato un centimetro.

CAPUTO DI “RIGORE” – Parte forte la Virtus, che nel giro di 2 minuti fa capire in che verso vuole indirizzare la partita: prima la traversa di Tremolada al 5′, poi il goal del vantaggio con il colpo di testa vincente del solito Troiano dopo l’assist di Sini al 6′. Una volta incassato il colpo, inizia a giocare anche l’Ascoli che alza il ritmo, e la partita diventa vibrante, con occasioni da una parte e dall’altra (su tutte la traversa di Cacia dopo un sinistro terrificante dai 20 metri). Secondo tempo che conferma la buona vena degli ospiti, che infatti pareggiano al 60′ con un rigore trasformato da Cacia dopo un fallo di Benedetti su Bianchi. La partita si complica ma a risolverla ci pensa il solito Ciccio Caputo: anche lui con un rigore, riporta avanti l’Entella dopo 10 minuti di parità con il 17esimo centro stagionale. Nel finale gli ospiti tentano l’assalto (Orsolini il più pericoloso) ma trovano uno Iacobucci di nuovo ai suoi (alti) livelli, dopo la partita sottotono di quattro giorni fa a Brescia: fischio finale e 3 punti in cassaforte.

SERVE UN TESORETTO – Occorre invertire la tendenza lontano da Chiavari già dal prossimo impegno; la Pro Vercelli sulla carta è un’avversaria abbordabile, ma abbiamo visto quanto i biancocelesti fatichino fuori casa. Tre punti contro i piemontesi e tre punti contro la Ternana in casa: servono questi 6 punti per arrivare (abbastanza) sereni allo scontro diretto con lo Spezia, fuori casa. Saranno anche pochi chilometri, ma è un fattore non banale, visto che sempre di trasferta si tratta. Perché in queste due giornate sono tanti gli scontri diretti tra le pretendenti ai play-off, che potrebbero avvicinare la Virtus a chi le sta sopra o distanziarla da chi le sta sotto, così da poter guardare la classifica con un po’ di ansia in meno. È imperativo quindi far fruttare a pieno tutte le partite con le “piccole”, perché contro le “grandi” le motivazioni arrivano da sole. Capitan Troiano e i suoi sono pronti a lottare, i play-off non devono fare più paura.

Iacobucci: che brutto pesce d’Aprile

[Immagine in copertina tratta da internet]

Altra, nuova, ennesima partita letteralmente gettata alle ortiche. Ma se la sconfitta interna con la Salernitana 2 turni fa è servita per crescere mentalmente, il pareggio di ieri contro il Brescia lascia in bocca alla Virtus il retrogusto di una vera e propria beffa.

IL MATCH – Entella che parte forte: il primo tempo è ben interpretato dai biancocelesti, che mettono in mostra la propria netta superiorità tecnica. Gioco veloce e verticale, ed è così che al 18′ nasce l’1-0: lancio di Troiano da metà campo per Caputo, che protegge il pallone in area, aspetta l’arrivo di Moscati e scarica dietro; conclusione non fulminante ma Minelli ci mette del suo e palla in rete. Poi sfiorato il 2-0 con Ammari che svernicia la traversa.

Secondo tempo che vede la reazione dei padroni di casa, più cattivi e che costringono la Virtus ad abbassarsi. Sarà l’aria di primavera, sarà il buon cuore, ma Iacobucci compie la prima sbavatura del suo match: cross dalla sinistra di Caracciolo, il portiere esce a vuoto, Sini fa peggio (forse ingannato dal movimento del suo estremo difensore) e Ferrante al minuto 53′ insacca da due passi il goal del pareggio. Ma Caputo è in gran giornata e riporta avanti i chiavaresi: dopo un contropiede Diaw lo serve in profondità e sinistro vincente: 2-1 Entella al 74′. Il Brescia però non è mai domo, e meriterebbe il pareggio per quanto visto almeno nella seconda frazione: Iacobucci se ne accorge e al 95′, quando ormai sembrava fatta anche soffrendo, su un pallone innocuo perde la presa in uscita alta, sfera che rimbalza sul suo ginocchio e pareggio regalato a tempo scaduto.

MANCA ANCORA QUALCOSA – A prescindere dalla giornata nera di Iacobucci, che ci può stare visto che in tante altre occasioni ha compiuto veri e propri miracoli, quello che emerge dalla partita di ieri è la discontinuità all’interno della stessa partita: Breda dispone bene i suoi, il gioco c’è ed è efficace, ma ogni tanto la lampadina di spegne e la squadra inizia a subire, sembra confusa. Per poi riaccendersi improvvisamente, trascinata spesso da Ciccio Caputo, tra l’altro ieri anche uomo assist e al 100° goal tra i professionisti e al 16° in campionato. Lo scatto non va fatto a livello tecnico, perché è innegabile la qualità degli uomini e della manovra, ma per iniziare a togliersi veramente delle soddisfazioni occorre che la testa sia sul pezzo per tutti i 90 minuti.

CLASSIFICA DOLCE AMARA – 2 punti persi che potevano fare più che comodo visti i risultati delle altre pretententi ai play-off: vincono Perugia, Benevento e Cittadella, che così si staccano di 4 (le prime due) e 3 punti (i granata) dal secondo trenino ancora in lotta guidato proprio dai Diavoli Neri a quota 47, a parimerito con Bari e Carpi. Ma attenzione dietro, perché Novara, Salernitana e Spezia puntano l’obiettivo come tutte, e a 9 partite dal termine tutto può succedere. Ora voltare pagina e testa all’Ascoli, insidiosissimo davanti con i suoi baby-fenomeni Favilli-Orsolini e l’esperienza di Cacia, ma tra le mura di casa e dopo la lezione di ieri, martedì sarà battaglia per 90 minuti e anche più.

Playoff color granata

Si è quasi conclusa la 32esima giornata di Serie B, che vedrà calare il sipario questa sera al termine di Bari – Novara, sfida fondamentale per le speranze playoff.

A proposito, la gara delle 12.30 ci ha detto che il Verona di Pecchia e Pazzini rischia di finirvi in virtù di un 3° posto che va stretto ai gialloblu viste le aspettative di inizio stagione; il tempo non manca ma Spal e Frosinone sembrano sul pezzo.

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O la va o la spacca

CAMBIARE PROSPETTIVA – Non bisogna fare calcoli. Complicherebbero solo le cose, già tutt’altro che semplici. È arrivato il momento di non guardare più la cassifica: se fino a due settimane fa poteva dare una carica emotiva in più, ora sarebbe demotivante, perché porterebbe a pensare “potevamo essere lassù, e invece…”; pensieri che aiuterebbero solo il Cesena, che di certo non si farà più di 300 km solamente per una passeggiata di salute sul litorale ligure: se vuole stare ancora fuori dalle zone pericolose della classifica, deve fare punti. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. Mai Seneca è stato più attuale dalle parti di Chiavari: un passo falso ci può stare, ma deve essere uno solo. È imperativo dimenticare la brutta prova con la Salernitana e ripartire, subito.

INSISTERE SUI PUNTI DI FORZA – Fa bene Breda a continuare sulla strada del 4-3-1-2, con cui tanto bene hanno fatto i suoi fino a due settimane fa: segnale forte alla squadra, che deve essere consapevole di avere un’identita ben precisa. L’allenatore non sembra voler cambiare nemmeno la scelta degli 11, con il solito centrocampo di sostanza formato da Moscati, Palermo e capitan Troiano, a coprire la retroguardia e ad innescare la qualità del trio offensivo, Ammari (autore del goal-vittoria all’andata) alle spalle di Caputo e Catellani.

IL DIGIUNO FISIOLOGICO DEL BOMBER – Nel corso di una stagione ci sono momenti dove un attaccante sembra trovare il goal ogni volta che anche solo ci prova; e altri dove invece la porta sembra dietro un muro di cemento, impossibile da rompere o scavalcare. Vedi Immobile, Bacca o Insigne in Serie A. Non fanno eccezione i centravanti di B, in questo caso la coppia con la “C” maiuscola, Caputo-Catellani: esattamente un mese fa le ultime reti messe a segno da entrambi, in un 2-0 contro il Carpi con una rete a testa, e siamo sicuri che tutti e due abbiano voglia di concludere il ramadan, specie se può succedere in casa, per festeggiare con i propri tifosi. Ultima (o quasi) chiamata per i play-off; occorre che contro il Cesena di Camplone torni il miglior Entella, per rispondere, in classifica ma soprattutto nella testa, una volta per tutte “presente”.

Immagine tratta da Internet

Virtus, una superficialità che ancora non ti puoi permettere

Si è chiusa al “Comunale” di Chiavari la 31esima giornata di serie B, dove si affrontavano i padroni di casa dell’Entella e la Salernitana, in fiducia dopo 2 risultati utili consecutivi.

Per l’Entella c’era la possibilità di fare un gran balzo in avanti in classifica e agganciare il Bari al sesto posto, mentre i granata avevano bisogno di punti per allontanarsi definitivamente dalle zone basse della classifica, con la speranza di potersi ancora inserire nella lotta play-off.

LA PARTITA – Virtus che si sistema con l’ormai collaudato 4-3-1-2, contro il 4-3-3 superoffensivo della Salernitana. Primo tempo che non emoziona più di tanto ma che lascia intravedere l’epilogo della partita: Entella poco lucido, che mantiene il possesso e crea qualcosa in più degli avversari, che però sembrano avere una cattiveria maggiore. Il ritratto della partita è proprio questo: Entella in rete due volte con Caputo, ma entrambe a gioco fermo (la prima volta fuorigioco del 9, la seconda Moscati si addormenta e lascia che la palla oltrepassi la linea laterale prima di crossare); quindi Salernitana che crea meno ma è più cinica e trova il vantaggio con Massimo Coda al 34′. Secondo tempo sulla falsa riga del primo, con i padroni di casa che non riescono a pungere nonostante la Salernitana rimanga in 10 dal 68′ per l’espulsione di Zito, e che devono ringraziare Iacobucci, autore di un paio di prodezze nel finale che mantengono il risultato solo sullo 0-1, ma che forse avrebbe meritato contorni più rotondi.

DIAVOLI, CHE VI SUCCEDE? – Una sconfitta che proprio non ci voleva, per tanti motivi: per l’avversario, tutt’altro che imbattibile e che non ha dovuto fare nulla di straordinario per portare a casa i 3 punti; perché è arrivata in casa, da sempre fortino difficile da espugnare per chiunque (solo la seconda sconfitta in campionato tra le mura amiche); per l’atteggiamento, sembrato troppo superficiale e sicuro, sbagliato a prescindere, quindi aggravante per una squadra di B, non in vetta ma ancora in lotta per la fase finale. “Dobbiamo essere subito bravi a dimenticare questa partita – ha detto Breda nel post – e pensare alla prossima perché è ancora lunga. Bisogna ricaricare le pile per domenica con il Cesena”. Dichiarazioni che suonano come un’ammissione di colpa, per non aver gestito la gara nel modo migliore.

LA SITUAZIONE – Con il Cesena, in trasferta, sarà un altro match da pronostico favorevole alla Virtus, ma abbiamo visto che il passo falso è sempre lì, dietro l’angolo, e basta poco per perdere altro terreno. Ma non dovrà succedere, perché ci sono tanti scontri diretti (Cittadella-Spezia, Bari-Novara e Carpi-Perugia), e comunque finiscano tornerà a vantaggio dei chiavaresi, che possono risalire posizioni importanti. Vantaggio che si concretizzerà davvero solo con i 3 punti a Cesena, altrimenti accadrebbe il contrario: classifica che si allunga ed Entella fanalino di coda della lotta ai play-off, con il rischio di rimanere fuori per una manciata di punti persi. Bisogna che Caputo e compagni si scrollino di dosso la ruggine dell’ultimo periodo, perché le altre rivali non sono intenzionate a fare regali, e l’Entella deve inevitabilmente limitarli all’uscita di ieri.

Barliamone – Il piacere di una SPA(L)

Esistono vari modi per staccare dalla vita quotidiana, trovare un’oretta solo per noi stessi e rilassarci; questo modo può essere stendersi sul divano, fare una passeggiata, andare al mare o nel caso femminile (il più delle volte) andare in una SPA, o più comunemente chiamata “centro benessere”. Gli abitanti di Ferrara hanno trovato quest’anno un altro modo, simile al precedente citato, di “staccarsi” dalla vita normale e godere per 90 minuti: la SPAL. La SPAL è la squadra principale di questa città e quest’anno sta sbalordendo tutti. Nata nel 2013, la società bianco-azzurra ha costruito un notevole progetto che sta andando oltre ogni previsione. Pur non essendo partiti alla grande perdendo 5-1 in Coppa Italia da un Cagliari guidato da uno strepitoso Borriello autore di un poker, i ragazzi bianco-azzurri all’esordio casalingo hanno non battuto, bensì umiliato una squadra come il Vicenza che è una veterana del campionato cadetto.

Le vittorie non sono state numerose a inizio campionato, come è giusto che sia per una squadra che è la prima volta che prende parte a una competizione simile, ma con l’arrivo di Ottobre è partita una striscia di risultati utili incredibile, alcuni con prestazioni spettacolari come la vittoria (sempre 3-0) contro l’Avellino con la tripletta di uno strepitoso Mirko Antenucci, o per 3-1 su un Carpi reduce dalla serie A.

Pochissime le sconfitte di questa formazione, giusto contro il Frosinone, con cui al momento si sta contendendo la vetta, e contro la Pro, non esattamente un top team ma errare è umano. Di chi è il merito di questo sogno? Indubbiamente grande merito va attribuito al mister Leonardo Semplici. Ma la fusione tra l’esperienza di giocatori come Antenucci e Schiattarella alla gioventù e voglia di vincere di Bonifazi e il neo-acquisto Lazzari ha dato quel brio in più per portare ad alti livelli la SPAL; se ci aggiungi anche il muro Meret troviamo una combinazione di efficacia, tecnica e umiltà molto rara in quel campionato.

Il campionato non è ancora finito, non possiamo sapere se i bianco-azzurri manterranno questo ritmo, se arriveranno primi o se si qualificheranno ai play-off. Quello che sappiamo è che stiamo vedendo realizzarsi il sogno di una città intera.