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Fiasc-OM, la Premier si infiamma mentre a Madrid si dorme ancora. Nagelsmann supera Ancelotti

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Dopo la sosta per le nazionali, tutta l’Europa calcistica attendeva il ritorno sui campi dei prncipali campionati: se le due di Manchester cercavano di staccare le altre pretendenti al trono, in Liga il Barcellona cercava il colpaccio dopo la caduta del Real Madrid in casa contro il Valencia. Bayern Monaco-Hoffenheim la sfida più importante della settimana, Nizza-Monaco e Manchester City-Liverpool le più divertenti sulla carta.

Cosa è successo, cosa ci ha detto l’Europa del calcio?

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Simili nella sorpresa, diverse nel mercato

Alzi la mano chi, due anni fa, pronosticò una vittoria del Leicester City in Premier League. Nessuno? Nessuno. Forse giusto quel pazzoide che scommise 5 sterline (da ubriaco) per ritrovarsi in tasca una bella somma. Anche se fece il cash out prima della fine del campionato. Quindi non ci credette fino in fondo.

Più pronosticabile è stata invece la vittoria del Monaco nella scorsa Ligue 1, anche se con il monologo PSG presente in Francia da anni, in pochi ci avranno davvero creduto.

Sorprese, quindi. Per alcuni favola, per altri miracoli. Vittorie di progetti più o meno azzeccati. O vittorie di tecnici più preparati di altri. Di gruppi più preparati. O, semplicemente, fortuna.

Ciò che, però, ha distinto in modo sostanziale le Foxes da Les Rouges et Blancos è stato l’approcciarsi al mercato successivo alla loro vittoria.

Da gestire c’erano, infatti, situazioni diverse che potevano (e potrebbero) rivelarsi cruciali per la stagione successiva.

 

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA”… – È stato, in parte, il mantra seguito dai dirigenti dei campioni d’Inghilterra del 2016. Perché ribaltare una squadra che ha vinto a sorpresa una stagione, divertendo e appassionando tutto il mondo? Se ci pensiamo bene, è stata la stessa domanda posta dopo il Triplete dell’Inter nel 2010.

Alcune cessioni sono state quasi obbligatorie: Kanté ha voluto a tutti costi il Chelsea, Kramaric è volato in Germania, poi altre cessioni minori. Gli acquisti di Slimani e Musa volevano essere mosse per aumentare la dimensione della rosa, in modo da affrontare al meglio tutti gli impegni. Quello di Mendy una mossa per rimpiazzare l’onnipresente Kanté.

 

“Quando l’ho visto in allenamento pensavo fossero due gemelli, era ovunque” [Slaven Bilic su Kanté]

Ciò che ha rovinato il giocattolo sono state le mancate cessioni. Dopo una stagione magica, sarebbe stato ovvio per le tre stelle della squadra avere mercato da club più prestigiosi.

Ngolo Kanté è stato, appunto, l’unico a lasciare il King Power Stadium. Troppo piccola la dimensione delle Foxes per le sue ambizioni (e si sono viste con i Blues).

Vardy e Mahrez sono due capitoli a parte.

Già dal gennaio del 2016, il nome di Vardy era sulla lista di molti top club. Il bomber venuto dalla fabbrica segnava da ogni posizione, tanto che è stato a lungo in cima alla classifica marcatori. A giugno era tempo di decisioni. L’Arsenal alle porte, con un ricco assegno per il Leicester e uno stipendio da top player per il 29enne. 29Enne, appunto. Davanti all’occasione della vita. Arsenal o non Arsenal? Il rischio di tenere un giocatore come lui è pari a quello di cederlo. Meteora o consacrazione? Continuerà con questo rendimento o sarà stato un anno di grazia, prima di ricadere nella mediocrità? Sarà lo stesso attaccante a rifiutare, tra gli applausi e la commozione degli amanti del calcio.

 

 

Incassato il no di Jamie, i Gunners si sono buttati sull’algerino Riyad Mahrez. Il Leicester ha fatto da subito muro, sull’onda dell’entusiasmo. Sia per la permanenza del bomber, sia per la volontà dello stesso giocatore di rimanere, già espressa rifiutando il Chelsea (che aveva già messo in circolazione la sua maglia).

Col senno di poi, è facile dire il giusto: Kanté era imprescindibile per questa squadra, Vardy e Mahrez sacrificabili. Il francese è un motore infaticabile, che riesce ad alternare le due fasi in modo costante per tutta la partita. Vardy invece si è spento, passando da 24 a 13 reti in campionato. L’algerino ha segnato 17 reti e servito 10 assist nel 2016, per scendere a 4 reti e 2 assist nella scorsa stagione.

 

Difficile vendere Mahrez a cifre convenienti dopo una stagione deludente

 

Senza il loro apporto, il Leicester ha rischiato la retrocessione.

E a pagare è stato Claudio Ranieri.

….O FORSE È MEGLIO CAMBIARE? – Discorso diverso, se non addirittura opposto, è stato il mercato del Monaco. Una squadra più giovane, quindi più appetibile, di quella inglese, che oltre a giocatori di buon rendimento metteva in vetrina giovani dal futuro brillante. Il mantra della società monegasca è stato quello di vendere, monetizzando al massimo ogni cessione.

Questo può spiegare la cessione di Benjamin Mendy e Bernardo Silva al Manchester City rispettivamente per 57,5 e 50 milioni di euro. Tiemoué Bakayoko al Chelsea per 40 milioni è sulla stessa lunghezza d’onda, dopo che il francese sembrava promesso al Manchester United.

In entrata arrivano il promettentissimo centrocampista Tielemans, Kongolo, Diakhaby, Mboula, Ghezzal, per poi finire con i colpi Jovetic e Keita Baldé, più qualche acquisto minore.

 

 

Prima menzione va fatta per Allan Saint-Maximin. Esterno d’attacco di 20 anni, è considerato uno dei talenti più promettenti presenti in Francia, ma in biancorosso non ha mai avuto la sua chance: prestato tra Germania e Francia, adesso è passato a titolo definitivo al Nizza per 10 milioni. Poco? Forse. E non convince nemmeno tanto la decisione di cederlo non a titolo temporaneo. Fatto sta che Jardim lo osservava tutti i giorni. Non avrà visto in lui ciò che si spera.

Ultimo, ma non per importanza, è Mbappé. Sul suo passaggio al PSG si è detto di tutto. Il riscatto fissato a 180 milioni pare una formalità, probabilmente il ragazzino farà un’altra stagione ad alti livelli, osservando da vicino Cavani e Neymar.

 

Come Kanté, Mbappé aveva ambizioni troppo grandi per la dimensione monegasca

 

CONCLUSIONI – Il Monaco ha estremizzato ciò che non ha fatto il Leicester. Forse per volontà dei giocatori, forse cifre troppe ghiotte, forse per scarsa fiducia nel futuro di alcuni interpreti, la società monegasca non si è fatta troppi problemi per cedere le sue stelle e rimpiazzarle al meglio (Tielemans è tutt’altro che un rimpiazzo, e preso a soli 25 milioni è un capolavoro).

 

Classe 1997, centrocampista a tutto campo, completamente ambidestro. L’acquisto di Youri Tielemans potrebbe essere il vero capolavoro del mercato

 

Acquistare giocatori per 100 milioni di euro, a fronte di un tesoretto di 358 milioni di euro (di cui 180 milioni per Mbappé in arrivo il prossimo anno) dalle cessioni è un segnale che può essere interpretato in due modi: o è un ridimensionamento graduale o, più probabilmente, cautela e programmazione dei mercati futuri, senza la fretta di spendere tutto, male e subito.

Speriamo vivamente nella seconda.

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Mercato drogato

Con il passare degli anni, durante i mesi del calciomercato, se ne sono viste e sentite di tutti i colori. Tra procuratori sempre più potenti, calciatori vagabondi e cifre sempre più astronomiche, quella che era una fase a tratti emozionante si è trasformata in una battaglia all’ultimo colpo di scena, tra scorrettezze, escamotage e sparizioni.

Per la serie “giocatori pagati troppo”: Paulinho è costato al Barcellona 40 milioni di euro

 

IL CASO DELL’ESTATE – Inutile dire che la cosa più eclatante è stato il passaggio di Neymar dal Barcellona al Paris Saint-Germain. E il metodo con cui i francesi hanno aggirato il Fair Play Finanziario. Non potendo permettersi, da regolamento, i 222 milioni di euro della clausola rescissoria, a pagare il tutto è stata la Qatar Fondation, sponsor del club parigino, che ha versato direttamente nelle tasche del giocatore 300 milioni di euro per farne l’uomo immagine del Mondiale in Qatar del 2022. Un’ottima scelta di marketing: tra 5 anni, molto probabilmente, il brasiliano sarà il calciatore più forte del mondo, attirando l’attenzione di tutto il globo.

Il Barcellona ha perso quello che, molto probabilmente, nei prossimi anni diventerà il calciatore più forte del mondo

Con questa cifra, lo stesso giocatore è andato a pagare la clausola rescissoria, tenendo fuori il PSG da eventuali polemiche e, soprattutto, facendolo risultare come un trasferimento a parametro zero, tenendosi i 78 milioni di euro rimanenti, più uno stipendio da 30 milioni l’anno e una cifra di commissione data al padre-agente del giocatore.

Una storia trita e ritrita, che ha avuto pesanti ripercussioni sui fatti successivi.

 

IL POST NEYMAR – Doppiata la cifra record per Pogba, la situazione è degenerata. Il Barcellona si è ritrovato con una cifra enorme per cercare un sostituto per il brasiliano. Facile fare mercato dopo una cessione del genere? Tutt’altro! Conoscendo la situazione d’emergenza dei blaugrana e la grande disponibilità economica, i club contattati hanno sparato cifre altissime.

Ne è un esempio il Borussia Dortmund, che per Ousmane Dembelé ha incassato ben 105 milioni più la possibilità, tramite i bonus, di arrivare a 150 milioni di euro. Dopo che lo avevano preso dal Rennes per 20 milioni! Le qualità di Dembolt non si discutono, la giovane età lo aiuta (ha 20 anni), ma ha ancora tanto, tantissimo da dimostrare.

Come se non bastasse, lo stesso PSG ha fatto un’altra follia: Kylian Mbappe per 180 milioni. Il metodo usato non è stato lo stesso messo in atto per Neymar, ma bensì un prestito gratuito con diritto di riscatto. La dimensione della cifra è merito della proprietà del Monaco. Da mesi hanno sparato cifre molto alte, presentandolo come il talento più luminoso del panorama mondiale. Dai 90 milioni chiesti al Real Madrid in primavera ai 180 sborsati dal PSG in estate c’è di mezzo il lievitare delle cifre pagate. “Se Neymar vale 222 milioni, Kylian non può costare molto di meno”. E così è stato.

 

Vanno poi aggiunti gli 85 milioni di euro per Lukaku al Manchester United, i 51 per Walker al Manchester City, i 62 per Morata al Chelsea, i 50 per Sigurdsson all’Everton…

Coraggioso il Liverpool a resistere alle offerte del solito Barça per Coutinho: i catalani si sono spinti fino a 150 milioni, sempre rifiutati dai Reds per la difficoltà di trovare un sostituto entro la fine del mercato.

Una curiosità sulle “cifre pazze”: all’inizio di luglio il CIES Football Observatory aveva stilato il valore dei più forti calciatori del mondo, seguendo un algoritmo che tenesse conto di età, ruolo e rendimento nel corso degli anni, mettendo sul podio Neymar (185 milioni), Dele Alli (136 milioni) ed Harry Kane (134 milioni). Prevedendo che il primo giocatore a sfondare il tetto dei 200 milioni sarebbe stato proprio il giovane Dele, se il Tottenham avesse deciso di venderlo tra un paio d’anni. Non considerando, nel loro algoritmo, l’accoppiata “clausola rescissoria+PSG”.

Neymar ha sfondato il tetto dei 200 milioni. A questo punto Alli sfonderà quello dei 300?

 

DAL MAL DI PANCIA ALLA SCOMPARSA – Dulcis in fundo, ricorderemo questa estate anche per la moda del certificato medico. Che sia per malattia o per stress, più giocatori in partenza hanno accelerato le proprie trattative presentando certificati medici ai propri club.

Gastroenterite acuta”. Questo, per esempio, il motivo chiesto da Federico Bernardeschi per non presentarsi al ritiro della Fiorentina. Aspettando la Juventus, che lo prenderà poi per 40 milioni di euro. Inutile dire che la maggior parte dei tifosi viola lo abbia poi mandato a… ehm…

Da idolo a Giuda per molti tifosi viola, Bernardeschi ha scelto di vestire la maglia degli storici rivali della Juventus

Sempre in casa viola, Nikola Kalinic si è assentato più volte presentando permessi scritti, che vanno dal furto in casa in Croazia allo stress da calciomercato, per accelerare il suo passaggio al Milan. Perisic ha avuto (?) un mal di denti durante le voci su un suo possibile passaggio al Manchester United, Keità Balde e Mbaye Niang si sono “liberati” di Lazio e Milan presentando certificati per decidere da soli dove andare (il francese era seguito dalla Spartak), scegliendo reciprocamente Monaco e Torino.

Tornando poi a Ousmane Dembelé, ci sono stati casi di vera e propria insubordinazione. Il ragazzo non si è presentato a diversi allenamenti del Borussia Dortmund per forzare la mano al BVB e accettare le offerte provenienti dalla Spagna.

LA PECORA BIANCA – Tra tanti calciatori che pensano al proprio tornaconto, qualche “pecora bianca” è presente, consapevole dell’enormità delle cifre che circolano nel mondo del calcio. E se Marten De Roon, qualche mese fa, ammise di vergognarsi un po’ ogni volta che riceveva lo stipendio dal Middlesbrough pensando alle condizioni sfavorevoli delle “persone normali”, lo spagnolo Juan Mata ha avuto l’idea di proporre ai propri colleghi di devolvere una piccola percentuale del loro stipendio in beneficenza. Ha dato vita ad un progetto chiamato “Common Goal”, chiedendo ai colleghi di destinare l’1% dei propri guadagni per opere benefiche.

Mata posa per “Common Goal”

Poco, pochissimo per loro, ma che può trasformarsi in tantissimo per chi ne ha davvero bisogno.

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

Il mercato ai tempi dei social

La tecnologia va avanti da anni, con nuovi mezzi di informazione e i social network che impazzano sempre di più. E oltre a cambiare, in modo permanente, le nostre vite, ha cambiato in modo irreversibile anche il mondo del calcio: che siano commenti e critiche dei tifosi, tweet sibillini dei giocatori o semplici foto e video, su Facebook, Twitter, Instagraam e soci il calcio la fa da padrona. E i calciatori, spesso, hanno regalato perle che hanno fatto clamore proprio nel tempo di mercato, scatenando curiosità, felicità, rabbia o semplice ironia…

GIOCHI DI CONOSCENZA – Primi di luglio del 2015. Dopo anni di successi con il Bayern Monaco, Bastian Schweinsteiger decide di lasciare la Bundesliga per approdare in Premier League, al Manchester United. Il passaggio ufficiale avverrà il 13 luglio, ma la certezza arriva 24 ore prima: il tedesco, sui social, inizia a seguire tutti i canali ufficiali dei Red Devils e dei suoi futuri compagni di squadra, “spoilerando”, quindi, il suo futuro a Old Trafford.

 

COME NON ROMPERE IL GHIACCIO – L’estate scorsa, sempre in Premier League, l’attaccante belga Christian Benteke si è reso partecipe di una clamorosa gaffe. Dopo un anno deludente al Liverpool arriva la sua firma con il Crystal Palace. Aggiorna subito i suoi profili social, con tanto di foto sorridente con la sua nuova maglia. È su Twitter che, però, avviene la magia: nella descrizione viene scritto “Burnley e Belgio”, confondendo le Eagles con i neo promossi. Arriveranno pronte le scuse e la correzione dell’errore, e per farsi perdonare il giocatore segnerà 15 reti in campionato.

Qui qualcosa non torna…

 

LEONE DA TASTIERA? – Passiamo ora a questi mesi di caldo, caldissimo calciomercato, che ci hanno offerto moltissimi spunti. Partiamo da Keita Balde. L’attaccante della Lazio, seguito da Juventus e Milan, ma anche in Francia dal Monaco e le solite sirene inglesi e spagnole, è stato messo ai margini della rosa in attesa di una sua decisione definitiva. In attesa che il mercato ci dia la risposta, il giocatore ha consegnato a Twitter la sua, attaccando la società, in occasione della mancata convocazione in una amichevole.

Non convocato nemmeno per la Supercoppa Italiana, un altro “cinguettio” polemico, sempre contro la dirigenza.

Una caduta di stile per un giocatore che si batte come un leone in campo, ma che si dimostra leone anche dietro ad uno schermo…

 

SE QUEDA” – Non possiamo non citare Neymar e il suo passaggio al PSG. Nessuna certezza, il mondo blaugrana vive nel terrore di perdere uno dei giocatori più forti del mondo. E il brasiliano non aiuta. Pubblica su Instagram una foto: è disteso, sguardo perso davanti a lui. Pensa. E aumenta i dubbi sul suo futuro.

🤔

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Ci ha provato il suo compagno Pique a dare una risposta ai suoi pensieri, e a rassicurare i tifosi: quella foto assieme a lui, con la frase “Se queda”, “Rimane”. Non è rimasto.

 

VERBA VOLANT… MA NON SU WHATSAPP – Un’altra questione che ha fatto discutere è il passaggio di Borja Valero all’Inter. Nel bel mezzo dell’incertezza generale, è arrivata ai canali di comunicazione un file audio che il giocatore ha mandato ad un amico. In questo messaggio vocale, lo spagnolo spiegava la sua situazione, annunciando che il suo trasferimento in nerazzurro era obbligata da scelte non sue: “Non ho firmato ancora con nessuno e se non l’ho fatto è più per voi che per la società, perché loro hanno dimostrato di non volermi bene come voi. Dirò tutto ciò che devo dire, anche chi ha la colpa per questa mia partenza. Non è sicuro al 100%, ma sicuramente andrò via perché mi hanno rotto le pa**e, mi hanno fatto piangere e non dormire in queste settimane”. Non è chiaro, però, se questo messaggio sia stato divulgato con il consenso del giocatore.

 

PER RIDERE – I giocatori usano i social network anche per salutare i compagni che partono in direzione di un altro club. È il caso di Kevin Strootman, che con un post su Instagram ha salutato Rudiger, in partenza verso il Chelsea. Dopo le frasi affettuose di rito, il centrocampista olandese esprime la sua speranza di non veder partire più nessuno compagno. In risposta è arrivato il belga Nainggolan, in vena di scherzare, con un “Non saprei” e, per calare l’asso, l’ex Salah, passato al Liverpool “Ora tocca a Radja”. Scherzi tra amici, ma chi lo sa…

Terrorismo da calciomercato

 

Ruggero Rogasi

Twitter @RuggeroRogasi

La scheda di Lucas Tousart

Data di nascita : 29 – 04 – 1997 (20 anni)

Nazionalità: Francese

Altezza: 185 cm

Peso: 83kg

SEGNI PARTICOLARI

Squadra attuale : Olympique Lyonnais
Numero di maglia : 8
Ruolo: centrocampista (metodista)
Piede preferito : destro

In questa stagione ha disputato 33 gare mettendo a segno 2 reti e fornendo 3 assist. Vanta anche 24 presenze tra le file delle giovanili della Nazionale francese, condite da una rete ai danni dell’Italia Under 19. È un ragazzo umile e modesto, con la testa sul collo, sempre disposto al lavoro quotidiano per arrivare a grandi livelli. È un centrocampista moderno, concreto, aggressivo e pragmatico,  al servizio della squadra e dotato di grande entusiasmo e ambizioni.

Raddoppia spesso le marcature aiutando compagni in difficoltà, legge in netto anticipo movimenti e probabili giocate grazie al grandissimo senso della posizione. Non si risparmia mai per eccessi di generosità, serietà e determinazione. Il suo atletismo gli consente progressioni e sgroppate che lo stanno affermando come giocatore box-to-box (a tutto tondo) . Nato nella regione dell’Aveyron, ad Arras mosse i primi passi a soli 5 anni nel J.S. Du Pays Rignacois per spostarsi poi nella squadra rivale (U. S.) nel lontano 2004, prima di giocare per il Rodez Aveyron dove venne scovato nel 2013 dagli scouts dei Les Atheniens, ovvero il Valenciennes. Inizialmente partì dalla squadra riserve per  esordire in Ligue 2 con la maglia della prima squadra nel gennaio 2015. Nella seguente sessione estiva il Lione si convinse delle qualità del ragazzo e lo strappó per 2,5 milioni di euro ad una folta concorrenza.

La scorsa stagione ha collezionato una sola presenza nonostante abbia trionfato nel campionato europeo Under 19 UEFA come capitano e leader carismatico. Sorprendente la sua ascesa caratteriale e di maturità, con cui ha scalato le iniziali gerarchie del coach Bruno Genesio e attraverso la quale ha attirato le attenzioni dei top club europei (Manchester United su tutte).

TOUSART NEL DETTAGLIO

Punti di forza: duelli aerei, intercettazione passaggi, contrasti efficaci e vinti, capacità di inserimento, supporto agli attaccanti.
Stile di gioco: effettua passaggi corti, manovra fluida e semplicizzata.
Caratteristiche: sapiente regia (ottima tecnica di base), fisico solido, spiccato dinamismo, intelligenza tattica.

La Fenice

(Immagine di copertina trovata su internet)

Favoloso uccello sacro degli Egizi, simile per l’aspetto a una grossa aquila, con vivido piumaggio multicolore, a cui si attribuiva la peculiarità di morire bruciato alla fine di un periodo di 500 anni, e di rinascere quindi dalle proprie ceneri

Come non parlare di una rinascita, seppur calcistica, in tempo di Pasqua? Nel suo piccolo, senza scomodare paragoni troppo biblici, quella di Radamel Falcao si può definire proprio questo: una rinascita.

Tra il 2011 e il 2013, l’Atletico Madrid ha avuto tra le mani quello che, ai tempi, era il centravanti più forte del mondo. Non basava il suo gioco sul fisico, vista la statura (177 cm), ma sulla rapidità, di movimento e di pensiero, e sullo stacco poderoso, capace di portarlo ben oltre i saltatori avversari e segnare di testa, al volo, rovesciata…

Un sorridente Falcao alla presentazione con il Monaco (immagine trovata su internet)

Nell’estate passò, tra mille mormorii, al Monaco del ricchissimo Rybolovlev, magnate russo che voleva stoppare la supremazia del PSG in Francia. A fermare El Tigre, però, non furono i difensori della Ligue 1: nel gennaio del 2014 un bruttissimo infortunio al ginocchio sinistro mette fine alla sua stagione, impedendo anche la convocazione al Mondiale brasiliano.

Finita la stagione, e recuperato del tutto, la sua voglia di rivalsa lo porta in Premier League per due anni, tra Manchester United e Chelsea, dove però non trova mai continuità.

Torna in Francia, con la coda tra le gambe, e le domande di molti appassionati si chiedono: “Che ne sarà di lui?”. Si parla di Serie A (difficile, visto l’ingaggio comunque molto alto), di ritorno in Spagna o di Saudade (passatemi il termine, anche se non è brasiliano) in Sudamerica, magari proprio nel River Plate che lo aveva lanciato verso l’Europa.

Invece no. Radamel non si arrende, ha 31 anni e vuole provare a mantenere la promessa fatta il giorno del suo arrivo nel Principato: fermare la supremazia del PSG.

Falcao esulta con il compagno di reparto Mbappe (foto: SKY)

Si mette a lavorare, quindi, e anche grazie al lavoro del tecnico portoghese Jardim e ad una squadra piena di giovani in rampa di lancio, si riscopre la macchina da gol di un tempo.

Nel 4-4-2 dei biancorossi, il numero 9 fa la punta insieme al talentino francese Kylian Mbappe (che ricordiamo NON essere il nuovo Henry) e mette a segno 17 reti in campionato e 6 in Champions League, con i monegaschi che si giocheranno il ritorno in casa contro il Borussia Dortmund forti della vittoria per 3-2 dell’andata. Come se non bastasse, proprio loro sono primi in classifica in Ligue 1, con tre punti di vantaggio sul PSG (fuori dalla CL) e quattro sul Nizza dell’altra fenice Balotelli.

Si può dire, con la dovuta cautela, che Radamel sia tornato, che sia pronto a prendersi ciò che il calcio gli deve e che non gli ha dato negli ultimi anni.

Sperando sia l’inizio di una nuova fase, seppur breve, di una folgorante storia.

Non chiamatelo “Nuovo Henry”

(Immagine di copertina trovata su internet)

Non lo nascondo: non sono mai stato un grande appassionato della Ligue 1. Poca competizione, poca bagarre in alto, con il Paris Saint-Germain che dal cambio di proprietà e l’arrivo dei petrol-dollari ha vita facile contro squadre valide come Lione e Marsiglia, ma che in confronto ai parigini sono poca roba.

Quest’anno le cose sono cambiate, con Monaco e Nizza che stanno cercando di dare filo da torcere ai campioni in carica, con i monegaschi in cima a resistere agli assalti di Cavani & Co.

Un primo posto afferrato con la grinta e la voglia di fare (effetto Leicester?), condito da un mix di giocatori esperti e vincenti come Falcao e Moutinho e giovani in rampa di lancio come Fabinho, Bernardo Silva, Lemar, Bakayoko, Mbappé.

Proprio l’ultimo è quello che sta stupendo più di tutti: appena 18enne (20 dicembre 1998), rappresenta il nuovo che avanza in Francia, con una generazione di fenomeni che vanta tra i propri ranghi stelline come Ousmane Dembelé, Alban Lafont, Malang Sarr e tantissimi altri talenti di cui sentiremo parlare ancora a lungo.

Ciò che sta facendo Kylian Mbappé Lottin è incredibile: alla sua prima stagione da titolare (si è conquistato il posto partendo  dalla panchina) sta stupendo tutti grazie a prestazioni meravigliose e reti pesanti sia in campionato sia in Champions League (chiedete al Manchester City per conferma) attirando gli occhi delle big del calcio europeo.

Inutile dire che sono partiti subito i paragoni con le stelle del passato, con l’ombra di Thierry Henry, ex stella di Monaco e Arsenal, che ogni tanto viene chiamata in causa ad “appesantire” chi vuole spiccare il volo. E adesso scopriremo che i due sono, sì, molto simili nelle caratteristiche tecniche, ma molto diversi nel rendimento…

LE CARATTERISTICHE TECNICHE – Al momento sembra che lo stampino di Henry sia stato messo da parte per essere riutilizzato 21 anni dopo. Sono entrambi attaccanti che possono giocare sulla fascia (meglio se sinistra), dotati di un ottimo fiuto del gol, un dribbling preciso ed efficace e una velocità impressionante, unita ad un rapporto difficile con il colpo di testa e il gioco aereo (che comunque con il tempo potrà esser migliorato).  E fin qui possiamo dire che Mbappé è il nuovo Henry, ma adesso arriva il momento di tracciare una linea tra i due…

IL RENDIMENTO – Questo perché, al pari di età e presenze, il classe ’98 è superiore al Titì dei primi anni al Monaco! Contando le stagioni ’96-’97 e ’97-’98 (non considero l’unica partita, inutile, del ’95-’96) Henry totalizzò 84 partite tra campionato, coppa, Coppa UEFA e Champions League, segnando in tutto 21 reti, con una media di un gol ogni 4 gare. Nella sua prima stagione e mezza da professionista, invece, Kylian ha totalizzato 45 presenze con la bellezza di 20 reti (poco meno di uno ogni due gare), con la stagione che ancora deve finire! Uniamo anche i 12 assist e ci rendiamo conto di avere di fronte un giovane con una personalità non comune tra i suoi pari età, capace di decidere le partite ma anche di farle decidere ai suoi compagni di squadra.

Dati alla mano, quindi, Mbappé sembra essere più del nuovo Henry, il doppio del nuovo Henry. Certo,  dovremo vedere quale sarà il suo impatto nella prossima stagione. Il rischio per i giovani crack, infatti, è quello di adagiarsi sugli allori dopo l’anno dell’esplosione (Berahino docet) e di perdere così le occasioni che potrebbero avere continuando ad impegnarsi sul serio.

E adesso proveremo a fare un gioco…

E IL FUTURO? – Henry, dopo 4 anni al Monaco, giocò un anno alla Juventus per poi  andare a scrivere la storia dell’Arsenal, ritrovando il suo mentore Wenger. Cosa può riservare, invece il futuro di Mbappé? Le sue ottime prestazioni, come scritto qualche paragrafo più in alto, stanno attirando molti club, con il Real Madrid che si è messo in prima linea, tallonato da PSG e Juventus. La volontà del ragazzo, almeno per ora, pare chiara: restare ancora a casa sua, in biancorosso, per crescere sotto la guida del tecnico Jardim e diventare sempre più forte, senza rischiare di bruciarsi e rovinare il percorso appena iniziato facendo la riserva di lusso da qualche parte (anche Alexander Isak ha scelto di rifiutare il Real, andando al Borussia Dortmund, per lo stesso motivo). Quindi sì, probabilmente resterà con i monegaschi finché gli sarà possibile, prima di spiccare il volo verso il top team che potrà soddisfare le sue richieste (speriamo più sportive che economiche). Il prezzo? Già ora nel Principato sparano alto: 120 milioni di euro, più o meno in linea con le cifre che circolano in questo periodo per altri giocatori. Ora di sicuro non li vale, a in futuro chissà…

Non chiamiamolo, quindi, “Nuovo Henry”.

Lui è Kylian, e farà parlare di sé col suo nome.

Everything’s Different Nothing’s Changed

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Everything’s Different, Nothing’s Changed canta Armon Jay, in un brano che meglio di tanti altri potrebbe riassumere il weekend di calcio europeo.

Torna a dominare il madridismo, in Francia ed in Germania le giornate procedono veloci ma la storia non cambia, in Premier League il campionato si divide a metà fra coppa d’Inghilterra e sfide salvezza.

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La teoria dei colori

[Immagine di copertina tratta da Internet]

La settimana di calcio europeo è stata all’insegna dei colori.

Dalle bolle di sapone londinesi fino al bianco splendente diffuso sul campo dal Real Madrid, che è tornato quello di una volta sbarazzandosi dell’Eibar, ottavo in classifica e grande rivelazione del campionato spagnolo.

A Madrid torna la luce, Messi telefona al Celta. Ancelotti sbanca Colonia, Conte non sbanda!

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Meravigliosamente

Scritto e disponibile su Numerosette.eu

PREMESSA

Date un veloce sguardo alla classifica di Ligue 1, cosa notate di strano?

Eccetto il Paris Saint-Germain al terzo posto ovviamente.

Ligue 1

Bene, il Monaco ieri ha raggiunto il Nizza, che se la vedrà in serata proprio contro i parigini di Laurent Blanc, mentre i biancorossi si sono impossessati della vetta imponendo un impetuoso 0-4 al Girondins de Bordeaux, con tripletta di Falcao.

TRIPLETTA DI FALCAO

Meriterebbe un sonetto, scritto in maniera dolce e leggiadra, tipico degli stilnovisti che in epoche ben più antiche della nostra misero per le strade della città un nuovo modo di poetare, raccontando il sentimento che ‘dittava’ dentro il cuore dell’amante parole d’amore.

Bene, senza starci ad arrovellare su un passato glorioso che probabilmente non tornerà più, Radamel Falcao Garcia Zarate è letteralmente rinato sotto una nuova stella, quella della squadra che ne aveva interrotto la crescita esponenziale comprandolo a peso d’oro nell’estate 2013.

Chiamatela rinascita, chiamatelo ritorno, chiamatela fortuna o semplice evento naturale, visto e considerato che si tratta di un giocatore le cui potenzialità non sono di certo rimaste nascoste negli anni, ma rivedere ‘il Puma con le Puma’ sul podio nella classifica marcatori ci fa sospirare e sorridere leggermente.

11 partite, 10 reti, quando lui segna il Monaco vince sempre con risultati astronomici: se non ci credete controllate il tabellino.

Make Principato di Monaco great again!

Fatte le dovute proporzioni, 10 reti finora nel campionato francese corrispondono ad un lento risollevarsi, leggero e sottovoce, niente di magico se consideriamo i suoi precedenti ma unico e meravigliosamente importante se ne vediamo solamente il recente passato: i due prestiti al Manchester United prima e poi al Chelsea lo hanno rovinato, parola di Jardim.

Il problema di Falcao non è stato solamente legato agli infortuni, ma anche al fatto che ha lasciato il club per giocare altrove due stagioni; ha provato a mantenere un livello alto quando normalmente, dopo essere stato fermo per una situazione del genere, dovresti rimanere al tuo club per recuperare velocemente.

SOGNO CHAMPIONS

Il primo posto in un girone tutto tranne che di ferro consente a Radamel Falcao di non placare quella fame di grandi partite che lo ha reso grande; dopo aver guidato i monegaschi alla fase a gironi, l’attaccante colombiano cercherà probabilmente di riprendersi la squadra sulle spalle a partire dagli ottavi di finale.

Come all’Atletico Madrid, insomma: come ai vecchi tempi.

Everything’s Different, Nothing’s Changed. Solita rete ‘alla Falcao’.

L’attaccante più pericoloso del recente passato è tornato, non lo ha fatto con giocate da strabuzzare gli occhi ma nascondendosi nel silenzioso campionato francese, approfittando di un momento di défaillance parigino per rialzare testa, posizione in classifica e guadagnare consensi nella città che lo aveva portato a braccetto come nuovo ambasciatore del Principato nel mondo.

Sarà ancora possibile fare una rivoluzione?

Con un posto fra le grandi di Champions, lì in vetta alla Ligue 1, calcolando la classifica marcatori, Falcao segna ancora e fa innamorare il modernissimo Stade Louis-II.

C’è ancora tempo per un secondo mandato? A giudicare dall’imponenza del suo ritorno, la risposta sembra essere ‘oui’.

Meravigliosamente si.