Tutti gli articoli di Lorenzo Semino

Lo spettacolo suo, il suo spettacolo: Brunori contro la paura

“Vivere come volare”, morire come rinascere. Passare una serata a teatro, in dolce compagnia o  rigorosamente in solitaria, tanto Dario Brunori è anche il cantautore della solitudine. Non ce ne voglia nessuno, men che meno il diretto interessato, ma riuscire a far breccia nel cuore dei maxi fruitori di musica auricolare in camera o sui treni, è stato un asso nella manica da sfoderare in bella vista. Un cantautore che si definisce poi via di mezzo tra Don Abbondio e Don Chisciotte, fra la triste realtà e la vana speranza, accoglierà sicuramente di buon grado in platea qualsiasi genere di spettatore. Si, persino chi soffre di selacofobia. E non spaventatevi, perché fra una canzone ed un dialogo il tuo vicino di posto svanirà per qualche istante. Del resto siamo nella società liquida di Baumann, ma Brunori spiegherà anche questo con la solita nemmeno troppo velata ironia.

“La vita va vissuta, io la penso” (Dario Brunori)

A pochi giorni dalle elezioni, con slogan e frasi fatte ancora appese per la città,  lo spettacolo di Brunori Sas preferisce affidarsi alle parole di Lucio Dalla e si tufferà persino in un ardito e scherzoso – ma calcolato – autocitazionismo, tipico del cinema dei fratelli Cohen, non poi così diverso dalla filosofia di vita del cantautore di Cosenza. Dal dude del Grande Lebowski all’ambientazione di perenne confine tra innovativo e tradizionale, presente in ogni sequenza innevata di Fargo. Strade dritte, gironzolando come in una tratta Lamezia-Milano con qualcosa fra le mani per passare il tempo. Canzoni contro la paura “e maledetto Spielberg” per la paura degli squali. Com’è profonda la vita, com’è profondo il mare.

Non potendo andare oltre, alla domanda “pensi davvero che sia una splendida idea andarcene a teatro a vedere Brunori” risponderei forse, perché lo stato di confine che governa il regno dell’incertezza va mantenuto intatto, va rispettato. E perché morire è come rinascere, parola di un cantautore diviso tra due mondi ma capace di unire under, over e perennemente indecisi sul da fare. Anche se comprare un biglietto o restarsene a casa, sul divano, con una serie televisiva in cui tutti sembrano grandi e in cui ci si commuove davanti a nessuno.

“Brunori non scrive solo belle canzoni, fa molto di più” (Paolo Talanca – Il Fatto Quotidiano)

Must The Show Go On?

Non sempre il contrasto serve, non sempre porta vantaggi: non sarebbe forse meglio fare un passo indietro?

A caduta libera. Conte risponde a Mourinho, Mourinho risponde a Conte, in un groviglio di dichiarazioni spinte, forse nemmeno troppo volute, sicuramente evitabili. In mondovisione.

Tutto è cominciato con una freccia ardente dello Special One all’indirizzo degli allenatori che nell’area tecnica “si atteggiano come clown”, frase a cui hanno risposto – in maniera diametralmente opposta – tanto Conte quanto Klopp.

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Le insidie della nostra Europa League

Che sia verso Kiev o per Lione, Champions o Europa League, la storia non cambia. A partire dal 14 febbraio, le italiane si troveranno di fronte a 6 sfide dal sapore diverso, nella speranza che altrettante vittorie nel doppio incontro/scontro possano innaffiare con altre gocce di fiducia un calcio italiano che, fuori dal Belpaese, dopo la vittoria nerazzurra del Maggio 2010 si è colorato a forti tinte bianconere. Per fortuna. Proseguiamo il tour, analizzando le sfidanti delle nostre regine proprio in Europa League.

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Champions League: Wembley e Kharkiv, terre da conquistare

Che sia verso Kiev o per Lione, Champions o Europa League, la storia non cambia. A partire dal 14 febbraio, le italiane si troveranno di fronte a 6 sfide dal sapore diverso, nella speranza che altrettante vittorie nel doppio incontro/scontro possano innaffiare con altre gocce di fiducia un calcio italiano che, fuori dal Belpaese, dopo la vittoria nerazzurra del Maggio 2010 si è colorato a forti tinte bianconere. Per fortuna. Se il calcio italiano deve in qualche modo ringraziare la potenza della corazzata agli ordini di Massimilano Allegri, quest’anno anche il Sassuolo di turno – l’Atalanta di un Gasperini inappuntabile – ha sbaragliato la concorrenza rendendo ancor più dolce la presenza di un sestetto azzurro nei sorteggi delle fasi finali a Nyon.

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Panama nel paese delle meraviglie

[Immagine in copertina tratta da internet]

“Questa vittoria è anche tua” scrive un noto giornalista spagnolo, Alexis Martin-Tamajo, meglio conosciuto al mondo dello sport con il soprannome “Mister Chip”.

La dedica è per Amilcar Henriquez, colonna portante della nazionale di Panama, ucciso a colpi di pistola il 15 Aprile scorso nel centro di Colon.

Chi pensa a Panama si ritrova negli occhi colori perlopiù sgargianti, paradisi fiscali e scandali mondiali che ne portano – almeno in parte – il nome. Presidenti divenuti dittatori e connessioni contrastanti con gli stati confinanti, legami fortificati dalle serie televisive che negli ultimi tempi hanno esaltato la figura di Pablo Escobarpatròn della vicina Colombia e compagno di affari di Manuel Noriega, generale e di fatto dittatore del Paese dal 1983 al 1989, morto anch’egli come il centrocampista Henriquez nella primavera del 2017.

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Cosa temere di Svezia, Eire, Irlanda del Nord e Grecia

[Immagine in evidenza tratta da Internet]

Ci siamo. L’Italia si è qualificata agli spareggi per accedere ai prossimi Mondiali in Russia del 2018, lo ha fatto da testa di serie non senza polemiche e malumori; decisive le cadute sul finale, prima in Spagna e poi un pari a Torino contro la Macedonia, che lasciano l’amaro in bocca nonostante la classifica ci proietti tra le migliori squadre della competizione grazie a 23 punti in 10 partite. Gli azzurri non sono stati gli unici a patire avversari agguerriti o rivali storici, il tutto contrapposto a gironi le cui teste di serie hanno mancato la qualificazione, vedi Austria e Galles nel Gruppo D. Chiedere anche agli olandesi per credere.

Possibili avversari dell’Italia, gli O’Neill sono alla guida di Eire ed Irlanda del Nord [Immagine tratta da Internet]
C’è stato il tempo per le riunioni fra i senatori dello spogliatoio, per le critiche e persino per un “referendum popolare” in merito al modulo da utilizzare in futuro, ora bisogna solamente concentrare l’attenzione sulle prossime avversarie. Rivali che, per fortuna e per rispetto, non possono spaventare poi troppo una grandezza del calcio come la nazionale 4 volte campione del mondo. Chi potremmo trovare nell’urna di Zurigo fra meno di una settimana?

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L’estate di John Stones, del Kun e di Gabriel Jesus

Tre inglesi impegnate in Champions questa sera. Il Liverpool strappa a fatica un punto in casa contro il Siviglia, sempre pericoloso: Firmino, croce e delizia, porta in vantaggio i Reds ma sbaglia un rigore, permettendo alla coppia Correa-Muriel di trovare un insperato pareggio nella ripresa.

KANE IS ON FIRE – Dall’altra parte il Tottenham è stato capace di sconfiggere a Wembley un Borussia Dortmund capolista in Bundesliga, che aveva pareggiato con un gioiello del nuovo acquisto Yarmolenko. Harry Kane come un uragano segna però due reti regalando agli Spurs una vittoria davvero preziosa e fondamentale.

Immagine tratta da Internet

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Le grandi mettono le ali

Nella serata di ieri è andata in scena la prima giornata di Champions League, che entra nel vivo con una fase a gruppi all’insegna dell’Over 2.5. Strada spianata per le inglesi, Barcellona, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain chiudono il martedì sera con un bilancio di 28 reti in 8 partite.

Questa sera tocca alle altre, Napoli compreso:

ALISSON METTE LE ALI – Tutte le prime pagine giallorosse sono giustamente dedicate ad Alisson Ramsés Becker, portiere della Roma che nella ripresa all’Olimpico ha alzato un vero e proprio muro capace di garantire un prezioso 0-0 contro un Atletico Madrid come sempre organizzato e particolarmente solido.

“Messi sotto” titola invece Il Corriere dello Sport in seguito alla pesantissima sconfitta bianconera nella tana dei blaugrana; per giorni è stata propinata una presunta superiorità di Paulo Dybala a Leo Messi, che si è ripreso lo scettro di miglior attaccante argentino nel mondo con una doppietta che si aggiunge alle 3 reti del week-end nel derby contro l’Espanyol.

Il paragone è sempre vivo, vegeto e probabilmente veritiero, ma la debacle del Camp Nou ha messo in luce una differenza ancora vistosa. Massimiliano Allegri fa ammenda e si prepara per Olympiacos e Sporting Lisbona (che vince la prima gara in Grecia con reti dell’ex romanista Doumbia e di Bruno Fernandes), squadre da battere per assicurarsi il passaggio del turno.

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Fiasc-OM, la Premier si infiamma mentre a Madrid si dorme ancora. Nagelsmann supera Ancelotti

[Immagine in copertina tratta da Internet]

Dopo la sosta per le nazionali, tutta l’Europa calcistica attendeva il ritorno sui campi dei prncipali campionati: se le due di Manchester cercavano di staccare le altre pretendenti al trono, in Liga il Barcellona cercava il colpaccio dopo la caduta del Real Madrid in casa contro il Valencia. Bayern Monaco-Hoffenheim la sfida più importante della settimana, Nizza-Monaco e Manchester City-Liverpool le più divertenti sulla carta.

Cosa è successo, cosa ci ha detto l’Europa del calcio?

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Winter is coming

“Quel che accade ai giocatori come Spinazzola rispecchia le azioni dei grandi, non stupiamoci se poi anche gli altri fanno così. Questa è la realtà, e noi tappiamo il naso un po’ tutti”Gian Piero Gasperini

Ousmane Dembelé, Diego Costa, Sigurdsson, Coutinho, Bernardeschi, Keita Baldé e Naby Keità. Sono solamente una manciata di nomi, calciatori pronti a tutto pur di abbandonare anzitempo la propria squadra, cedendo alle lusinghe dei grandi club o accontentando le volontà di chi ne cura gli interessi.

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