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Zehnsationnel – 30a giornata, ciapa sì ciapa no

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Con un po’ di ritardo torna Zehnsationnel. Protagonisti di giornata il Werder Brema e in particolare uno scatenato Max Kruse, il Dortmund che trionfa nel Borussen Derby e il Darmstadt dal cuore immenso.

  1. Ero seduto davanti al pc a godermi una partita che, nelle attese, poteva sembrare agguerrita, dall’esito tutt’altro che scontato (vista anche la classifica), e così è stato. Ingolstadt-Werder Brema, probabilmente, non sarà ricordato come il match dell’anno in Bundesliga, ma ha offerto emozioni prevedibili per chi, come me e voi, segue il massimo campionato tedesco. Due squadre diverse, dalle ambizioni da qualche settimana completamente opposte, ma in salute. Hanno avuto la meglio i Werderaner, ma solo nei dieci minuti finali di partita. Per due volte gli Schanzer passano a condurre, ma la squadra di Nouri si dimostra implacabile e con una voglia di acciuffare l’Europa che fa veramente da contraltare a una Serie A dove tutte, dall’Atalanta in giù, sembrano invece fare la gara per non assicurarsi l’ultimo spot utile.
  2. In merito, non possiamo non parlare di un Max Kruse assolutamente implacabile. L’attaccante di Reinbek, tornato a casa in estate, ha letteralmente trascinato il Werder alla vittoria nella partita dell’Audi Sportpark, con un poker netto, che non ammette repliche. A nulla sono servite le reti di Lezcano prima e Groß dopo. Maximilian Kruse, sembrava destinato all’oblio calcistico dopo le passate esperienze tra ‘Gladbach e Wolfsburg invece, come molto spesso accade, è rifiorito tornando a casa, nel suo Werder Brema che sta trascinando da una salvezza a una qualificazione europea imponderabile per chiunque fino a pochi mesi fa.
  3. A proposito di salvezza, non si salverà il Darmstadt (è veramente dura), ma che cuore questi ragazzi! I Lilien inanellano la seconda vittoria consecutiva andando a espugnare il Volksparkstadion di un Amburgo da psicanalisi. Non ce ne vogliano i tifosi Rothosen, ma quello che va in scena da molti anni a questa parte è una squadra che nulla ha a che vedere con il glorioso passato della società anseatica. Capitan Sulu e Platte, in due minuti, affondano la squadra di Markus Gisdol che emette il proprio acuto solo nel finale di partita e grazie all’autorete di Holland. L’Amburgo, adesso, è quart’ultimo. A separarlo dall’ennesimo spareggio salvezza c’è solo l’Augsburg.
  4. Lasciando le zone desertiche del fondo classifica, il Wochenende di Bundesliga offriva il Borussen Derby del Borussia Park tra ‘Gladbach e Dortmund. Due formazioni autrici di un campionato contraddittorio, altalenante, culminato con una doppia eliminazione europea dura da digerire e da un posizionamento in campionato non in linea con le aspettative pre-stagionali. Per i Folhen anche due cambi di allenatore. In un susseguirsi di emozioni, a spuntarla sono gli Schwarzgelben con le reti di Reus, Aubameyang e, probabilmente, del miglior acquisto di questa stagione in termini di rendimento, ovvero Raphael Guerreiro. Di Stindl e autogoal di Schmelzer le reti per la squadra di Hecking. Il ‘Gladbach incassa la seconda sconfitta consecutiva vedendo allontanarsi la prospettiva Europa League. Il Dortmund si riappropria del terzo posto avvicinando il Lipsia complici i due pareggi dei tori e dell’Hoffenheim.
  5. Scendendo in classifica e dando uno sguardo alla lotta per un posto in Europa League, spiccano i due ritorni al successo di Hertha Berlino e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte. Entrambe impegnate in casa contro due formazioni in difficoltà come, rispettivamente, Wolfsburg e Augsburg, la squadra di Dárdai ha colpito col sigillo del solito Ibisevic, mentre le Adler, dopo aver sofferto per un’ora, solo nel finale hanno avuto la meglio sulla compagine bavarese. Ancora una volta decisivo Fabian, con un doppelpack, e la rete finale di Rebic. Con queste vittorie, l’Hertha mantiene a distanza il Friburgo cementando il quinto posto, mentre la squadra di Kovac riagguanta il Colonia a 41 punti dietro, solo di una lunghezza, al Werder.
  6. A proposito della squadra di Streich, importante ma non impossibile la vittoria dello Schwarzwald-Stadion sul Leverkusen. I bianconeri soffrono troppo prima di avere la meglio sulle Aspirine che, inopinatamente, riescono a trasformare un rigore dopo le decine di errori di questa stagione. E’ Volland a regalare il momentaneo pareggio dopo l’immediato vantaggio di Petersen. All’88’ è Stenzel, appena entrato, a regalare i 3 punti ai padroni di casa che inseguono l’Hertha e tengono a due punti di distanza lo scatenato Werder degli ultimi mesi. Il Bayer, invece, continua a faticare, essendo senza vittorie da 3 turni e staccata di appena 4 lunghezze dalla zona playout.
  7. L’anticipo del Freitag di Bundesliga, vedeva opposte al RheinEnergieStadion il Colonia e l’Hoffenheim. I Geißbocke per l’Europa che conta meno ma che vale una Champions, l’Hoffenheim per la vera Champions. Da questo connubio di motivazioni ne esce un pareggio. Dell’ex Dortmund Bittencourt il goal per i padroni di casa. Di Demirbay il goal in extremis che evita la sconfitta ai ragazzi di Nagelsmann.
  8. Altro pareggio di giornata quello che vedeva impegnato il Lipsia nella sempre ostica trasferta della Veltins Arena di Gelsenkirchen. Lo Schalke 04, seppur non brillante di questa stagione, riesce a strappare un punto alla seconda della classe recuperando l’iniziale svantaggio siglato dal solito Timo Werner. E’ l’intramontabile “cacciatore” Huntelaar, a inizio ripresa, a regalare una delle poche gioie stagionali al pubblico Königsblauen.
  9. Stesso risultato finale, ma con un TOR in più a testa, quello dell’Allianz Arena tra Bayern e Mainz. La squadra di Ancelotti è costretta per due volte a inseguire. Prima il vantaggio di Bojan con Robben e dopo il rigore di Brosinski con pareggio definitivo di Thiago Alcantara. Ancora una buona prestazione, a distanza di una stagione sportiva, per il Mainz a Monaco di Baviera. La squadra di Ancelotti saluta il pareggio, molto probabilmente, come un passaggio a vuoto da tenere in conto dopo la beffarda e contestata eliminazione in Champions League. Per il Mainz, un punto che vale oro complici le sconfitte contemporanee di Wolfsburg e, soprattutto, Amburgo e Augsburg.
  10. Chiudiamo il nostro consueto appuntamento, provando a esaminare brevemente quello che è il momento attuale di un Amburgo che, dopo svariate stagioni negative concluse con salvezze acciuffate per il rotto della cuffia, sembra non aver scacciato quei demoni che, a fine anno, la posizionano sempre lì, in fondo. Ruotano gli allenatori, cambiano i giocatori, in un uragano gigantesco che disincaglia persino una porta girevole, ma alla fine, scorrendo la classifica, i Rothosen sono sempre in fondo, costretti a battagliare fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. Evidentemente errori societari molto gravi, l’aver sconfessato tantissime scelte passate a livello di guida tecnica e di interpreti in campo, ha minato le certezze di un gruppo che non riesce più a scrollarsi di dosso quell’aura di mediocrità che nulla ha a che vedere con uno status passato, ma pur sempre vivo nei ricordi dei tifosi di casa, di grande. Una nobile decaduta che, ultimamente, guarda più al Bundesliga Uhr, che alle prodezze pedatorie in campo, sperando che quel “benedetto/maledetto” orologio non cessi mai di scorrere e di ricordare a tutti che l’Amburgo è l’unica società a non essere mai retrocessa in Zweite.

Termina il nostro appuntamento settimanale con la Bundesliga, ma i verdetti sono lungi dall’essere stati scritti e marchiati a fuoco. Vi aspetto sempre qui con Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti sul massimo campionato tedesco che vi racconterà l’ascesa del Werder in Europa, oppure no?

Zehnsationnel – 29 giornata, noi non abbiamo paura

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Anche in questa settimana iniziata con le feste pasquali, torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che si dissocia fermamente e con risolutezza dai fatti deprecabili successi a Dortmund in settimana. Ne parleremo più avanti.

  1. Ci aveva illuso o no questo Werder Brema? La squadra di Nouri torna alla vittoria nella giornata forse più importante, quella del derby anseatico del Weserstadion contro l’Amburgo. E dire che per i Rothosen inizia anche bene col vantaggio in avvio siglato da Michael Gregoritsch. I Werderaner, però, complici anche i risultati del Samstag di Bundesliga, operano un comeback prodigioso guidati da un ottimo Max Kruse. Goal e assist per l’ex Fohlen e 3 punti in riva al fiume che profumano di Europa, distante due punti.
  2. Sogno continentale che non culla certo l’Augsburg invischiato, com’è, nelle paludi impenetrabili di fondo classifica. I bavaresi, dal canto loro, giocano uno bello scherzetto al Colonia, loro sì, in corsa a un posto nella prossima Europa League. Tutto va a favore del Werder, non che ai Fuggerstädter non servissero come machete nella giungla questi 3 punti. A guidare la carica ci pensano Hinteregger e capitan Verhaegh col solito impeccabile tiro dagli undici metri. Inutile, se non per i tabellini, la rete del Colonia grazie a un autogoal di Max. Pesanti, invece, le due espulsioni a fine partita nei padroni di casa. Finnbogason e, soprattutto, Koo saranno assenze di rilievo. Dopo 3 sconfitte consecutive, l’Augsburg torna a muovere la classifica non abbandonando il terzultimo posto valevole lo spareggio salvezza/promozione. Il Colonia, al terzo stop nelle ultime 5 giornate, non approfitta delle sconfitte di tutte le contendenti all’Europa. Adesso il Werder è ben nitido dietro gli specchietti Geißbocke. A proposito di contendenti per l’Europa League, cade anche l’Hertha. Per i Berliner solo 3 punti nelle ultime 5, dove il decisivo autogoal di Brooks alla Opel Arena di Mainz segna, forse, il momento più basso. I padroni di casa ringraziano tenendo il passo dell’Augsburg e mantenendosi al quartultimo posto, così come il Dortmund che riporta a 10 le lunghezze di vantaggio sulla squadra di Dárdai.
  3. Ultimi posti, anzi, ultimo posto che registra la vittoria di orgoglio e cuore di una squadra che non ci sta a regalare nulla ma, al contrario, vuole regalarsi un finale di stagione di soddisfazioni. E’ quello che penso sia scattato nella mente di Torsten Frings e dei suoi ragazzi. Se la vittoria del Böllenfalltor contro il Dortmund aveva illuso, vincere contro lo Schalke gratifica il lavoro del tecnico e rende più amaro quello che sembra un esito, la retrocessione, già scritto. Ancora a segno Vrancic e Gondorf eroe di giornata con il goal decisivo nel recupero della seconda frazione. Nello Schalke rigore fallito da Burgstaller e goal di Coke. Determinante l’espulsione di Kehrer.
  4. La partita più divertente del Samstag di Bundesliga è quella tra Hoffenheim e ‘Gladbach. Quasi scontato, alla vigilia, che queste due formazioni con doti spiccatamente offensive, avrebbero offerto un simile spettacolo. Al termine della gara sono 8 i goal, 5 per i ragazzi di Nagelsmann, 3 per i Fohlen. Demirbay e Szalai guidano con una doppietta a testa le marcature della squadra di Sinsheim che mantiene le distanze dal Lipsia secondo e dal Dortmund quarto. Nel ‘Gladbach, invece, brilla la stella di Dahoud. Già acquistato dal Borussia Dortmund, il giovanissimo talento della Nazionale teutonica brilla e si impone con un goal e un assist. La squadra di Hecking frena ma è ancora in corsa per l’Europa League, distante due punti.
  5. Sesto posto utile a un piazzamento continentale che occupa il Friburgo con 41 punti. Anche i ragazzi della Schwarzwald cadono in questa giornata. 4-0 senza diritto di replica maturato a Lipsia. La squadra di Streich nulla può davanti i ragazzi terribili di Hasenhüttl. Segna Poulsen, segna Keita ma, soprattutto, segna Timo Werner. Per il Lipsia il sogno Champions diventa ogni giorno sempre più concreto.
  6. La stessa musichetta che, a meno di impronosticabili tonfi, dovrebbe poter sentire anche il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben, dopo l’attentato subito in settimana e la seguente sconfitta nell’andata dei quarti contro il Monaco, erano chiamati a un compito più arduo del previsto. Verissimo che davanti c’era un Eintracht Francoforte irriconoscibile da settimane, ma il terrore dei ragazzi di Tuchel era stato lampante mercoledì e ampiamente comprensibile. Reus, tornato dopo l’infortunio che l’ha tenuto lontano dal campo per un mesetto circa, ci mette appena 3 minuti per timbrare il cartellino, dimostrando quanto un giocatore di questa caratura tecnica possa marcare una differenza grande quanto il territorio tedesco tra una sconfitta e una vittoria. Di Sokratis e Aubameyang le reti che firmano la vittoria dopo il momentaneo pareggio di Fabian.
  7. Se le Adler hanno il mal di vittoria, anche il Leverkusen fatica terribilmente da settimane. Le Aspirine, lo abbiamo più volte ripetuto, non hanno risolto un granché dopo l’esonero di Roger Schmidt. Tuttavia, il pareggio della BayArena contro la capolista Bayern può essere salutato alla stregua di una vittoria visto il momento diametralmente opposto delle due compagini. La gara termina a reti bianche nonostante l’espulsione del giovane Jedvaj in appena 9 minuti tra il 50 e il 59. Bayern che, con questo punto, ha la certezza della partecipazione alla prossima Champions League, mentre il Bayer non ha più alibi e deve ricominciare a correre. La zona calda è dietro, appena a 4 punti.
  8. Zona, come detto, torrida quella in basso, che vede in lotta ben 6 squadre (per adesso). L’Ingolstadt sembrava la più in forma del sestetto, ma la caduta rovinosa della Volkswagen Arena di Wolfsburg, contro una diretta concorrente, è di quelle che fanno male. L’autogoal di Suttner nei minuti di recupero del primo tempo mina le certezze degli Schanzer che, successivamente, affondano sotto i colpi di Malli e Mario Gómez. Vittoria pesante per i Wölfe che, forti del proprio successo, mantengono le distanze dalle vittoriose Mainz e Augsburg. Per l’Ingolstadt si tratta, invece, di una sconfitta più pesante del mero risultato. La contemporanea vittoria di chi sta davanti pesa come un macigno sulle residue speranze di salvezza che, nelle ultime settimane, si stavano palesando sempre più concretamente all’orizzonte. Non credo preoccupi la vittoria del Darmstadt lontano 10 punti in fondo alla classifica.
  9. A proposito di momenti pessimi, avendo già parlato ampiamente di Leverkusen e, soprattutto, dell’Eintracht Francoforte, ci concentriamo adesso su un Hertha da 3 punti nelle ultime 5. La squadra di Dárdai, dopo la preziosa vittoria interna contro il Dortmund, sembrava poter rilanciarsi per la rincorsa alla Champions. Invece, sembra che anche per quest’anno il sogno di riportare la massima competizione per club nella capitale tedesca rimarrà soltanto una chimera. Ci sarebbe da riflettere sul perché di queste partenze a razzo della squadra del tecnico ungherese e perché del successivo crollo nel Rückrunde. La sconfitta di Mainz non costa ai Berliner il quinto posto, ma dietro corrono e squadre come ‘Gladbach e, soprattutto, Werder sembrano in grado di inserirsi.
  10. Chiudiamo come avevamo iniziato, parlando brevemente delle sensazioni provate dopo la notizia che ha sconvolto Dortmund, la Germania e il mondo del Fußball. Un attacco vile che nulla ha a che vedere con la magia che questo sport sa trasmettere a tutti i suoi appassionati. Un tentativo subdolo di giocare con la storia di fratellanza e rispetto di un club, quello giallonero, che da sempre si è distinto, come altri, a favore dell’integrazione, in un momento particolarmente esasperato come quello attuale. Fisicamente ne ha fatto le spese Marc Bartra, difensore centrale spagnolo di scuola Barcellona. Psicologicamente ha azzerato le certezze di tutti, specie dei giocatori. Ci guarderemo bene, su questi schermi, di imputare quanto successo alla sconfitta patita col Monaco, ma è indubbio che da una situazione del genere si possa uscire solo insieme.Il Fußball. tedesco è stato scosso nelle sue fondamenta ma è tornato già nel Wochenende a scrivere pagine stupende di storia. Oli su tela di ineffabile bellezza che continueremo a seguire insieme su Zehnsationnel. La rubrica che, allegramente, spinge Werder e Ingolstadt ai loro obiettivi.

Zehnsationnel – 28a giornata, quella degli Schanzer

Anche per questa settimana torna Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti che esalta e si esalta nel seguire le vicissitudini di 11 Schanzer…per informazioni citofonare Am Sportpark 1, Ingolstadt, Baviera.

  1. E proprio dai bavaresi “Audiani e Audaci” parte la nostra puntuale rassegna. Ingolstadt che affrontava, in quello che sembrava un vero e proprio spareggio, il Darmstadt. La partita è stata intensa, a tratti pazzesca per il suo svolgimento. Al triplice fischio hanno la meglio i padroni di casa che spediscono il Darmstadt di Frings nell’oblio. A nulla serve la doppietta di Mario Vrancic negli ospiti. Groß, Süttner e Cohen, da buoni Caronte, mandano i Lilien all’inferno. Adesso sono 13 i punti di vantaggio degli Schanzer sull’ultimo posto, a 1 punto di ritardo dalla coppia Augsburg e Mainz.
  2. Capovolgendo la classifica troviamo il Bayern. Lo avevamo lasciato in settimana reduce dalla sconfitta di Sinsheim. Per chiunque pensasse si trattasse dell’inizio di una crepa nelle fondamenta bavaresi, beh, non poteva essere più in errore di così. La squadra di Ancelotti è il classico amico strafottente che al due di picche ricevuto, ci riprova senza farsi troppi scrupoli. La forza del Bayern si abbatte come una tempesta quasi perfetta sul malcapitato e fragilissimo Dortmund, capace di fare la figura del proverbiale tonno infilzato dal grissino. All’Allianz Arena termina 4-1 una partita senza storia, capace di vedere i padroni di casa già sul 2-0 al 10’ di gioco. Lewandowski fa da mattatore, Ribéry e Robben da splendido contorno. Unico acuto di una serata buia come la notte Raphael Guerreiro. Il Bayern si invola verso l’ennesimo Meisterschale, mentre il BVB si lecca, ancora una volta, le ferite di una stagione lacrime e sangue.
  3. Quelle stesse che rigavano il viso dei tifosi e dei giocatori dell’Hertha al termine della passata stagione e dopo le 3 sconfitte consecutive delle ultime settimane che avevano fatto scivolare i Berliner lontanissimi dalla zona Champions. Quale migliore sorte amica per tornare alla vittoria che affrontare all’Olympiastadion una formazione letteralmente allo sbando come l’Augsburg? Brooks e Stocker affondano i bavaresi issando la squadra di Dardai al quinto posto, avvicinando il Dortmund a meno 7. Difficile prevedere l’esito di questa ennesima rincorsa in casa Hertha, ma ci sentiamo di pronosticare un altro anno europeo per Vedad Ibisevic e compagni.
  4. Sogno continentale che manca da tanti, troppi anni nell’Amburgo calcistica che, mai come quest’anno, sta soffrendo su tutti i fronti. Il St. Pauli fatica terribilmente in Zweite e l’HSV lotta per l’ennesima stagione per salvarsi. Per carità, va detto che proprio in questo Rückrunde la squadra di Gisdol si sta mantenendo al sicuro da possibili scenari tragici. Non si può dire lo stesso guardando indietro a due playout consecutivi. I Rothosen ottengono la palma di sorpresa di giornata per la vittoria interna sul lanciatissimo Hoffenheim, forse ancora ubriaco per il successo nell’infrasettimanale sul Bayern. L’anglotedesco Aaron Hunt, con un Doppelpack, abbatte le resistenze della squadra di Nagelsmann (ancora una volta a segno con uno scatenato Kramaric), issando l’Amburgo a 33 punti, più 4 sulla coppia Augsburg-Mainz, facendo tirare un bel sospiro di sollievo a tutto il Volkparkstadion.
  5. Inspirata di gioia che accomuna anche il RB Lipsia che, solo al 93’, ha la meglio su un Leverkusen ancora in grave crisi d’identità ma vicino, vicinissimo, a quello che poteva essere un punto prezioso. La squadra di Hasenhüttl approfitta della doppia caduta di Hoffenheim e Dortmund per allungare e consolidare il secondo posto grazie alla rete decisiva di Poulsen dopo l’espulsione di Orban.
  6. Tagliando in obliquo il territorio teutonico da est a ovest scendiamo fino a Friburgo in Brisgovia, dove i padroni di casa ospitavano un Mainz che, come detto nei precedenti appuntamenti, era in profonda crisi. Un coma, quello dei Nullfünfer, da cui non ci si risveglia, se non a fatica e dopo tante sofferenze. Questa passava dalla sfida dello Schwarzwald-Stadion, in cui la squadra di Streich ottiene il bottino pieno grazie alla firma dell’ex Bayern Nils Petersen. I Breisgau-Brasilianer si rilanciano in chiave Europa, con la sesta piazza solitaria a quota 41. Il Mainz continua pericolosamente a guardarsi indietro, mano nella mano con l’Augsburg e con l’Ingolstadt che si avvicina Wochenende dopo Wochenende.
  7. Fine settimana che racconta anche di un Borussia Mönchengladbach da 7 punti nelle ultime 3 con la preziosa vittoria del RheinEnergieStadion di Colonia. Un successo sudato ma meritato quello dei Fohlen, sempre in vantaggio sui Geißböcke adesso a +1. Ancora goal e assist per Anthony Modeste nel biancorossi, mentre il goal vittoria della squadra di Hecking lo firma il capitano Lars Stindl.
  8. Scende, invece, nelle nostre preferenze il Werder. I Grün, ampiamente nelle nostre grazie nelle ultime settimane, devono arrendersi di fronte il ritorno di nervi e fierezza dell’Eintracht Francoforte. Termina 2-2 l’anticipo del 28esimo turno della Commerzbank Arena. Si trattava di un banco di prova per entrambe. Per i Werderaner, ormai al riparo e speranzosi in chiave europea, e per le Adler, alla ricerca di una medicina per tornare a respirare a pieni polmoni dopo un periodo di prolungata malattia. Il Werder chiama nel primo tempo con due squilli, il Francoforte risponde da par suo nella ripresa. Ancora in goal Junuzovic e Bartels negli ospiti. Per la squadra di Kovac a segno Gacinovic e Fabian. La squadra di Nouri sale a 36 a meno 5 dall’Europa. Le Adler, a 38, vengono superate dal ‘Gladbach.
  9. A proposito di sorpassi, nessuno sorpassa (ancora) Mainz, Augsburg e Darmstadt nonostante l’immobilismo delle tre. Se per l’ultima (il Darmstadt) è praticamente una battaglia di Cervantes contro i mulini a vento, per le altre due è un discorso apertissimo, specialmente dopo la rincorsa dell’Ingolstadt che sta mettendo nei guai anche il Wolfsburg arenatosi a Gelsenkirchen a suon di goal.
  10. Campana che ha sentito battere 4 volte anche il Dortmund all’Allianz Arena. Due volte in appena 10 minuti. Una campana che sta forse infierendo sin troppo sullo sventurato Tuchel e su tutti questi giovani virgulti talentuosi. Era prevedibile che i Dortmunder Jungs facessero tutta questa fatica. Il progetto è serio e valido, ma serviva del tempo, lo stesso che sta dimostrando quanto sia difficile coniugare risultati con una squadra tanto giovane e inesperta, con i grandi “vecchi” sempre ai box e impossibilitati a dare una mano a compagni e allenatore. Il risultato di Monaco di Baviera è una conferma e cartina al tornasole di una situazione che andrebbe analizzata nel dettaglio e spiegata per trarne le migliori deduzioni. Il quarto posto finale che gli Schwarzgelben occupano tuttora significherebbe Champions, anche se non dalla porta principale. Tuttavia, sarebbe da considerare come un risultato quasi fallimentare, specie se la corsa alle semifinali della massima competizione continentale per club dovesse interrompersi già nelle prossime settimane contro lo spettacolare Monaco ammirato fin qui.

Watzke e Zorc avranno di che riflettere e noi li seguiamo, nell’attesa della giornata numero ventinove di una Bundesliga che non finisce di dare responsi, emozioni e sorprese e a esigere il nostro cuore in cambio.
Zehnsationnel sarà sempre qui a raccontarvela consci che l’Ingolstadt ha da salvarsi, non ce ne vogliano Mainz e Augsburg.

Zehnsationnel – 27a giornata, la prima volta non si scorda mai

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Ben ritrovati con Zehnsationnel, la rubrica in 10 punti buona e ipercalorica come un bel piatto a base di salsiccia e crauti. Partiamo dall’assunto, da cui al titolo, per chiarire un concetto puro e semplice che vale per tutti e che, a maggior ragione, nasconde un significato più profondo nella storia del TSG 1899 Hoffenheim.

  1. Sì, perché nessuno a Sinsheim dimenticherà facilmente, anzi completamente, martedì 4 aprile 2017. Non porterà un trofeo, ma la prima volta dell’Hoffenheim vincitore sulla corazzata Bayern Monaco avrà sempre un sapore speciale e un posto ben riservato nella mente di tutti i tifosi Kraichgauer. Torniamo a ripeterci a distanza di pochissimi giorni su Julian Nagelsmann e su Andrej Kramaric. L’artista, il primo, dell’ennesimo capolavoro tecnico-tattico. La mano, il secondo, che scolpisce l’opera e la consacra a imperitura memoria. Un binomio perfetto, quello tra Nagelsmann e i suoi uomini, quello tra Sinsheim e i suoi ragazzi. Puoi ammirare la bellezza prima ancora che questa si scopra nuda di fronte i tuoi occhi, lì sì che vedrai davvero ciò che vuol dire. Mancano pochi step e la musichetta che tutti amano arriverà anche nel Baden-Württemberg.
  2. E se di liriche e canzonette si ricorrono le voci nel sud del territorio tedesco, a nord c’è una stella che brilla fulgida da alcune settimane, quella del Werder. Se ci avete seguito, e so che lo fate, avrete notato che i Werderaner sono reduci da ottimi risultati consecutivi che hanno issato gli anseatici al riparo da zone torride di classifica. Una marcia, quella del Werder, che li vede reduci da 3 vittorie consecutive e sempre a punto nelle ultime 5. A farne le spese in rive al Weser questa volta è lo Schalke 04, affondato dalle reti di Gebre-Selassie, Kruse ed Eggestein. Quella che sembrava una rincorsa da effettuare su un’erta, si sta lentamente ma progressivamente trasformando in un sogno. Perché, e lo diciamo a sottovoce rispettando gli amici di Brema, sono solo 5 i punti dalla zona Europa League e il momento di chi sta sopra è inversamente proporzionale al cammino dei ragazzi in Grün.
  3. Per un Werder che sembra ormai definitivamente essersi lasciato alle spalle l’incubo Zweite, un’altra realtà sta cercando faticosamente di svegliarsi. L’Ingolstadt che avevamo visto a Dortmund non era specchio fedele di una squadra in difficoltà e invischiata in zone pericolose. Gli Schanzer hanno dato seguito a quell’impressione maturata nell’arco di 90 minuti di un ventoso pomeriggio. Da quell’immeritata sconfitta sono, infatti, arrivate due vittorie, di cui l’ultima mercoledì in casa dell’Augsburg. Uno scontro diretto da ultima chiamata per la squadra dell’Audi distante 7 punti dalla formazione di casa. Un derby di Baviera vinto coi nervi, anche quelli che stavano per saltare quando dallo 0-3 ci si è ritrovati al 2-3 in appena 5 minuti. L’Ingolstadt vince e adesso punta ben desta il suo obiettivo.
  4. Un fine diverso ma altrettanto importante lo culla anche il Borussia Dortmund in questo finale di Rückrunde. Posto che il discorso Meisterschale è definitivamente andato, gli “unici” (si fa per dire) obiettivi sembrano essere rimasti il quarto di finale di Champions League e il secondo/terzo posto in Bundes. In una stagione che gli Schwarzgelben hanno vissuto con un profondo ricambio generazionale, dando una vistosa sterzata al progetto che da anni guida le azioni di Zorc e Watzke, la squadra di Tuchel ha palesato enormi difficoltà, alcune già pregresse e figlie di stagioni passate, che hanno consentito a Lipsia prima e Hoffenheim dopo di sopravanzare la squadra della Ruhr. Il primo test interno, di una squadra che non conosce sconfitte nel suo Tempel, è andato bene ma non benissimo come il risultato potrebbe mostrare a primo acchito. Il 3-0 sull’Amburgo è sì risultato utile per il morale, ma troppe volte i gialloneri sono crollati a pochi giorni di distanza da belle prestazioni, complice una rosa troppo giovane in molti suoi elementi chiave. Il quarto posto sembra ormai saldo con 10 punti di margine sulla quinta (Colonia), ma la rincorsa può e deve continuare.
  5. La stessa che ha provato a fare finché ha retto anche il Lipsia. La temibilissima (e ricchissima) neopromossa ha ripreso a correre e la vittoria sofferta contro un Mainz bisognoso di punti salvezza è sicuramente preziosa per conservare un discreto margine sull’ennesimo capolavoro di giornata di Nagelsmann e ragazzi. Werner torna al goal, Hasenhüttl può gioire del suo baby prodigio e della vena in zona assist di Forsberg.
  6. Spirito che, invece, era mancato per 3 partite al Friburgo che, sorprendentemente, torna alla vittoria in un match molto impegnativo sulla carta. Sì, perché il positivo Wolfsburg delle ultime giornate prometteva di dare battaglia, sempre per mettere altri preziosi punti in cascina in chiave salvezza. Streich, da grande stratega qual è, imbavaglia a dovere l’uomo più caldo del momento in casa Wölfe (Mario Gomez) e centra una preziosissima vittoria in chiave Europa League firmata da Florian Niederlechner.
  7. Nello scontro per l’Europa del RheinEnergieStadion tra uno zoppicante Colonia e un febbricitante Eintracht Francoforte, hanno la meglio i Geißböcke a cui basta il secondo goal consecutivo dell’ex Partizan Milos Jojic. Dopo due pareggi le Adler tornano a cadere prese a cornate dai caproni che si issano al quinto posto complice la sconfitta di un Hertha in crisi di identità e risultati.
  8. La squadra di Dardai abdica per la terza partita consecutiva. E’ il giovanissimo centrocampista slovacco Benes a regalare la vittoria al Mönchengladbach. I Fohlen avvicinano proprio i Berliner a meno 4, sognando ancora l’Europa League.
  9. Seconda competizione continentale per club a cui ancora si aggrappano le speranze di un Bayer Leverkusen mai così in difficoltà come in questa stagione, se paragonata alle precedenti. L’addio repentino di Roger Schmidt non ha sortito l’effetto sperato in termini di riscossa da parte di un roster privo di Calhanoglu ma pur sempre molto competitivo. L’eliminazione dalla Champions, prevedibile quanto celere, ha forse abbattuto ancor di più le Aspirine, incapaci a riprendersi. Ecco perché la partita del Böllenfalltor sembrava più dura del previsto contro un Darmstadt sì fanalino di coda ma avversario temibile specie in casa. La squadra di Frings ci prova ma si arrende di fronte il duo Brandt-Volland. I padroni di casa, lontani 10 punti dall’Ingolstadt penultimo, sembrano dire addio alla Bundes.
  10. Tra le sconfitte, il già citato Francoforte incapace a riprendersi da un momento nerissimo, e lo Schalke, annichilito a Brema e presumibilmente fuori da qualsiasi discorso europeo. I Königsblauen hanno un match importantissimo già alla prossima, in casa, contro il Wolfsburg. Un eventuale successo proietterebbe gli uomini di Weinzierl in acque sicure. La sconfitta potrebbe generare eventi a catena di difficile previsione, consentendo proprio alla squadra della Volkswagen di accorciare a meno 3.

Come detto nel Wochenende trascorso, la Bundes ha ancora qualche verdetto da consumare, in una classifica che si va definendo e limando nei dettagli. Noi continueremo a seguirla, raccontandovi le gesta, gli aneddoti, gli uomini che rendono questo campionato un brand globale capace ad attirare sempre più tifosi da tutto il mondo. Crediamo che parte di questi tiferà Hoffenheim, il perché, beh…lo avete capito!

Zehnsationnel – 26a giornata, quella di Nagelsmann

Dopo la pausa di sosta per le Nazionali, ritorna la Bundes e, puntuale, anche i 10 punti che tutti vogliono leggere. Torna Zehnsationnel, dicono lo segua anche Julian Nagelsmann.

  1. Al primo posto come non parlare di queste agguerritissime squadre anseatiche che, a suon di punti, si stanno trascinando fuori dal baratro retrocessione? Werder Brema e Amburgo, nel segno di un intramontabile campione come Roger Federer (ne approfittiamo per fargli i nostri complimenti), da grandissimi tennisti all’angolo di un campo si sono trascinati sempre più dentro fino ad avvicinarsi alla rete. Adesso ogni colpo è vincente! I Rothosen hanno la meglio sul Colonia grazie al genio e sregolatezza di due massimi esponenti del settore come Nicolai Müller e Lewis Holtby. I Werderaner si impongono in una difficilissima e lunga trasferta in Schwarzwald grazie a uno strepitoso Thomas Delaney. Tripletta per il centrocampista danese di origini USA nel 2-5 finale di Friburgo.
  2. A proposito di Julian Nagelsmann, vogliamo ancora ripeterci su questo promettentissimo tecnico o basta dare uno sguardo alla classifica e rendersi conto che, imbattibilità di un intero girone da una parte e il suo bel sorriso da aitante adone teutonico dall’altra, ci sia molto altro? L’Hoffenheim continua a stupire, o a confermarsi se preferite. La partecipazione alla prossima Champions League sembra un obiettivo ormai quasi raggiunto e se il caro Julian certifica le buone sensazioni su di lui, la sua mano su alcuni giocatori, totalmente rivitalizzati, è più di una conferma. Kramaric ringrazia, i giovani Amiri e Toljan si impongono, Sinsheim sogna.
  3. Per tecnici giovani che si affacciano nel terribile mondo del Fußball, altri allenatori più datati ma dall’appeal sempreverde si ripetono in loop. Come non parlare nel terzo punto di Ancelotti e del suo Bayern, di un Müller rivitalizzato e di un Lewandowski ancora e sempre cecchino spietato. Il 6-0 nel derby con l’Augsburg è l’ennesimo set portato a casa dai campioni di Germania. Non ce n’è proprio per nessuno.
  4. Dopo tre partite senza vittoria, l’appuntamento interno contro il Darmstadt fanalino di coda poteva sembrare impegno ricco di insidie e, al tempo stesso, match utile al momento giusto per riprendersi. Il Lipsia si giocava molto di più dei meri 3 punti. In ballo c’era un processo di crescita mentale e di autoconsapevolezza non indifferente. Al termine della partita, il netto 4 a 0 finale, certifica che i biancorossi sono lì per restarci il più possibile, al di là di proprietà dalla potenza economica gigantesca come la Red Bull.
  5. Vuoi non parlare del  Wolfsburg? I Wölfe continuano nel loro splendido momento guidati da uno strepitoso Mario Gomez. Come direbbero gli inglesi, il centravanti tedesco è on fire. Con 6 goal messi a referto nelle ultime 4 partite ha regalato ben 8 punti, vitali per la salvezza.
  6. Spettacolo, invece, non degno di recenti Revier Derby passati quello di scena alla Veltins Arena di Gelsenkirchen tra Schalke 04 e Borussia Dortmund. Alla fine, come all’andata, termina in pareggio, 1-1. Un pareggio che certifica le tantissime debolezze degli ospiti (che in settimana si sono regalati un altro gioiellino come Mahmoud Dahoud per la prossima stagione) figli di una squadra sì talentuosa ma troppo discontinua nella gioventù dei suoi interpreti, e i problemi che affliggono da tanti anni uno Schalke che continua a proseguire nella sua politica anch’essa basata sui giovani, senza venire a capo di nulla. Per entrambe la possibilità di un sogno europeo ancora da cullare in questo finale di stagione per far sì che quest’annata sportiva abbia qualcosa per cui essere ricordata in positivo.
  7. Tornando un attimo indietro al Wolfsburg, bisogna parlare assolutamente del punto strappato a Leverkusen. 3-3 al termine di una partita ricca di emozioni con un Bayer che non sa più vincere dall’esonero di Roger Schmidt. Il turno di Bundes si chiude con questo spettacolo affascinante, autentico spot del campionato tedesco che mette in vetrina l’ennesimo giovane talento, Kai Havertz, centrocampista classe 11 giugno 1999. Segnatevelo, ne sentiremo parlare.
  8. A proposito di lotta salvezza, il positivo e voglioso, ma perdente, Ingolstadt visto al Westfalenstadion vince una partita di topica importanza contro il Mainz, rilanciandosi in chiave salvezza e inguaiando proprio i biancorossi, adesso a rischio retrocessione ritrovandosi quartultimi a quota 29 a pari punti col terzultimo Augsburg. Ci sentiamo di premiare la lotta degli Schanzer alla conquista di un posto nella prossima Bundesliga.
  9. Continuiamo la nostra rassegna parlando, come spesso è capitato recentemente, delle difficoltà dell’Eintracht Francoforte. Difficoltà che stanno costando care alle Adler da un punto di vista europeo. Il pareggio (secondo consecutivo) della Commerzbank Arena contro il ‘Gladbach dopo un filotto di 5 sconfitte consecutive, non può e non deve essere salutato come una vittoria. Solo un piccolo mattone nella tabella di guarigione che, ancora, vede l’Eintracht cagionevole ma abbastanza in forze per ottenere la qualificazione alla prossima Europa League. D’altronde il Colonia è ancora lì, a pari punti.
  10. Chiudiamo il nostro giro di Walzer (sì lo so, è tedesco, ndr) evidenziando le difficoltà recenti di un Mainz masticato, inghiottito e digerito in zone torride. In questo momento le temperature registrate sono più da deserto del Namib che da zona della Renania-Palatinato. Come ricordato, sono 29 i punti, quartultimo posto in coabitazione con la terzultima, l’Augsburg. Terza sconfitta consecutiva e vittoria che manca da 4 turni. La pesante sconfitta dell’Audi Sportpark di Ingolstadt è sopraggiunta come un macigno, soprattutto per il repentino neo-vantaggio dei padroni di casa (appena 3 minuti dopo il pareggio di Oztunali). Il Mainz, delle 4 invischiate, ha sicuramente la caratura tecnica maggiore per uscirne, ma proprio a causa di questo potrebbe patire a livello mentale più delle altre.

Nel frattempo la classifica si sta lentamente ma inesorabilmente spezzando in più tronconi. I primi 4 posti validi per un posto nell’Europa che conta sembrano definirsi compiutamente, così come la zona UEFA Europa League e la lotta salvezza.
Tuttavia, la Bundesliga ha ancora molto da dire e da offrire e lo vivrete insieme a noi, seguendoci su Atuttocampo, sempre fedeli a Zehnsationnel, i 10 punti che persino Julian Nagels…ah, sì giusto, lo avevo già detto!

Zehnsationnel – 25a giornata

Torna, puntuale, l’appuntamento con la rubrica che vi racconta la Bundesliga e vi insegna anche a contare, rigorosamente in tedesco.

Ritorna Zehnsationnel!

1 – In cima alla nostra lista settimanale non può che esserci il ragazzone di Cannes, 187 cm di pura potenza fisica esplosiva. Un generale Uruk-hai  (Tolkien cit.) con arco e spada. Ovviamente stiamo parlando di Anthony Modeste, il guerriero che sta facendo innamorare Colonia. Ventidue i centri fin qui accumulati in Bundesliga su 37 marcature stagionali della squadra di Stöger in versione Saruman. Lo stregone austriaco ha dato lustro alla carriera di Anthony che adesso vede a un solo TOR di distanza il gabonese Aubameyang. Siamo sicuri che la battaglia per il fosso di Elm alias il cannone dato al miglior realizzatore del massimo campionato tedesco è lungi dall’aver scritto la parola fine.

 

2 – La scorsa settimana avevamo elogiato un nugolo di squadre che si erano distinte per le loro vittorie, alcune anche oltre i pronostici, muovendo il fondo della classifica. A una settimana di distanza solo due di esse si sono ripetute. Il leit motiv è Grün e, per chi non lo sapesse, è una ventata di Verde beneaugurante per l’arrivo della primavera. Werder Brema e Wolfsburg provano a scappare, abbandonare quelle sabbie mobili bollenti e avviluppanti lasciando all’Amburgo una sola risposta possibile e inguaiando altre troppo presto inceppatesi in una roulette russa che non accenna a risolversi. La squadra di Alexander Nouri strafà annientando un Lipsia in caduta libera con un redivivo Zlatko Junuzovic. I Lupi, invece, segnano il destino del Darmstadt con una grande incornata di Mario Gomez. Se finisse oggi sarebbe salvezza per entrambe.

 

3 – Al numero DREI scaliamo un po’ la classifica fino all’Europa. L’Hoffenheim, che non sa perdere, già canticchia le note dell’inno sportivo forse più affascinante del mondo, sognando e facendo sognare il piccolo comune di Sinsheim e il Baden-Wurttemberg, regione all’estremo sud del territorio teutonico. Nel suo fortino casalingo a farne le spese è il febbricitante Bayer Leverkusen appena eliminato dalla Champions e, presumibilmente, già fuori da qualsiasi discorso di classifica. Insieme ai ragazzi di Nagelsmann riprendiamo, brevemente, la strada di Colonia tessendo le lodi di Peter Stöger. Il tecnico austriaco, poco reclamizzato, sta portando i caproni nuovamente in Europa dalla porta “secondaria”. Modeste, Osako e capitan Lehmann dovranno resistere all’Eintracht Francoforte di Niko Kovac, al Friburgo e, presumibilmente, al blasone del Mönchengladbach.

4 – Menzione quasi inutile e ripetitiva, e ci scusiamo coi nostri lettori per questo, quella al numero SIEBEN per un Bayern che non conosce battuta d’arresto. Bayern affamato, Bayern mai domo, Bayern che sconfigge anche i propri demoni. Quest’ultimi, da sempre aleggiano al Borussia Park di Mönchengladbach. La storia lo insegna. Per esorcizzarli ci vuole una persona speciale, con una storia speciale, vittima di un’annata speciale, particolare, ai limiti del grottesco se ci pensiamo bene! E’ la storia del Raumdeuter, la storia di chi sembra non potercela fare col fisico ma che con la sua intelligenza può tutto. E’ la storia del reietto, del rinnegato, dell’osannato, del predestinato. Thomas Müller cava il ragno dal buco, si riprende il suo Bayern, conferma la stima del suo tecnico e riafferma la sua importanza nei momenti più complicati. Thomas non si tira indietro e lo dimostra ancora una volta.

 

5 – Arrivato quasi in sordina dalla Zweite Bundesliga, Guido Burgstaller non ci ha messo molto a scalare le gerarchie di Markus Weinzierl e a trascinare lo Schalke fuori da un momento poco positivo in Bundesliga. Se, infatti, la squadra di Gelsenkirchen continua a cullare il sogno continentale in Europa League, in campionato le cose non sono iniziate né proseguite nel migliore dei modi. Tuttavia, Guido da Villaco, come un paladino da letteratura francese è salito sul suo destriero, partenza Norimberga, arrivo Ruhr, portando e dispensando goal e assist. Manna dal cielo per questo Schalke così in difficoltà prima del suo arrivo. Non segna come la scorsa settimana, ma inizia l’azione del goal decisivo di Kolasinac alla Opel Arena di Magonza. Quando si dice un Deus Ex Machina.

 

6 – Al sesto posto mettiamo di stima il Borussia Dortmund. Gli Schwarzgelben, che aprono il turno con l’anticipo del venerdì del Signal Iduna Park, anestetizzano anche gli onnipresenti ottantamila e rotti accorsi immancabilmente allo stadio. Il movimento di bacino di Sokratis e compagni è talmente efficace che persino gli 11 dell’Ingolstadt crollano tra le braccia amorevoli di Morfeo sbagliando veramente di tutto. Il solito goal di un irrefrenabile Aubameyang spiana la strada a una vittoria con molte ombre e poche luci (ipse dixit) ma pur sempre una vittoria.
Il BVB sale a -3 dal Lipsia, ma per Revier Derby e quarti di Champions col Monaco serviranno altri tipi di prestazione.

7 – Tornando in zona Europa si registrano quelli che sono, tra passi falsi e pareggi, momenti poco positivi.

L’Hertha vittorioso con il Dortmund (complice anche qualche aiutino del buon, si fa per dire, Ginter) ricade nuovamente lontano dall’Olympiastadion di fronte uno straripante Colonia.

L’Eintracht, autore di un campionato esaltante dopo la salvezza faticosissima della scorsa stagione, interrompe la striscia di 5 sconfitte consecutive pareggiando a reti bianche contro l’Amburgo. Tutt’altro che un segnale di guarigione, bensì convalescenza e qualche linea di febbre. Tutt’al più sono finiti i deliri alla Commerzbank Arena.

Il Friburgo, invece, pareggia ad Augusta  in quello che è il quinto pareggio stagionale. La squadra della Schwarzwald può ancora sognare l’Europa, ma con questo Anthony Modeste non si potrà più sbagliare.

 

8 – Se, come detto, le Grün Werder e Wolfsburg corrono imperterrite, ci sono altri che rallentano, si bloccano come maratoneti distrutti nel deserto del Namib.
Il Magonza, che non vince da 3 partite e cade in casa nello scontro direttissimo con lo Schalke.
Il Leverkusen, che non vince da 4 partite e conferma il pessimo momento anche a Sinsheim.
Il Darmstadt, da 4 sconfitte nelle ultime 5 e ormai lontano 12 lunghezze dal posto che vale i playout.
L’Augusta, reduce da 3 turni senza vittorie e ormai pienamente invischiato nella lotta salvezza.
L’Ingolstadt, che non vince da 4 incontri e, infine, l’Amburgo; Rothosen unici, in questo gruppetto, ad avere un trend positivo che mantengono con il pareggio di Francoforte sul Meno, ma ancora ancorati a quel terz’ultimo posto foriero di impegni che troppo bene gli anseatici hanno imparato a conoscere negli ultimi anni. Finisse così sarebbe playout e Braunschweig e Hannover già scalpitano.

 

9 – Il processo del lunedì (Biscardi cit.) se fossimo in Germania con i media nostrani lo faremmo sicuramente al Lipsia. L’incredibile favola della potente neopromossa sembra essersi bruscamente interrotta nelle ultime settimane come un motore scoppiato che perde olio in pista. Due sconfitte consecutive e secondo posto a rischio. Piazzamento che, al di là di mere questioni di prestigio, sarebbe anche inutile, volendo. Tuttavia, quello che preoccupa è una forte involuzione che rischia di far tornare prepotentemente chi insegue. Nulla che, al momento, possa lasciar presagire che la squadra di Hasenhüttl possa uscire fuori dal discorso Champions, ma sicuramente un momento da non sottovalutare.

 

10 – Chiudiamo il nostro appuntamento settimanale presentando quello che sarà il big match della prossima giornata. Forse non più in termini di importanza applicata alla classifica, ma sicuramente una guerra (sportiva) tra due realtà di una micro-regione che vive di questa atavica rivalità. Alla Veltins Arena andrà di scena il Revier Derby tra lo Schalke 04Borussia Dortmund. Un singolar tenzone tra puffi e api, tra “Ein Leben Lang…” e “…keine Schale in der Hand”, tra due realtà tra le più vincenti nella storia della Bundesliga. Da una parte Gelsenkirchen, dall’altra Dortmund. Un mix scoppiettante tra sano sfottò e spettacolo in campo, sana tensione agonistica e ferrea volontà di imporsi.

Vi consigliamo di seguirla. Altrimenti, la vivrete raccontata da noi la prossima settimana, sempre con Zehnsationnel!

Zehnsationnel

Parte il primo di, spero, tanti incontri parlando di Bundesliga.

Il nome della rubrica sarà Zehnsationnel, una crasi tra Zehn (i 10 punti  che toccheremo) e Sensationnel (sensazionale, nda) perché il massimo campionato tedesco è un po’ così, sensazionale nella sua forma d’essere.

  1. Al primo posto mettiamo Darmstadt, Ingolstadt, Amburgo, Werder Brema, Wolfsburg e Schalke 04. Questo, perché la lotta per la salvezza e per l’Europa (come capita ormai da troppi anni) è l’unico motivo di interesse nudo e crudo in Bundesliga. Queste 6 squadre (secondo l’ordine di classifica), incollate col più potente dei mastici al fondo della Tabelle, quasi mosse da uno spirito da singolar tenzone da ultima spiaggia in una sorta di battaglia tra paladini dell’epoca medievale si rialzano muovendo la classifica quasi inopinatamente.
    E’ così per il Darmstadt che, in casa, ha la meglio sul Mainz con un inizio gara scintillante, guidata dal suo capitano Aytac Sulu in versione Ghostbusters.
    E’ così anche per l’Ingolstadt che all’Audi Sportpark recupera due volte lo svantaggio siglato da un insaziabile Anthony Modeste (di cui parleremo più avanti).
    Se il Werder Brema chiude l’anticipo del venerdì sull’1 a 1 alla BayArena di Leverkusen, issandosi al ruolo di guastafeste nella passerella annunciata del nuovo tecnico delle Aspirine Korkut (sempre e solo Claudio Pizarro, nda), la rivale Amburgo si riprende definitivamente al Volksparkstadion approfittando delle due gare interne consecutive per mettersi alle spalle la batosta di Monaco di Baviera. Due le vittime eccellenti sacrificate su un ara di una salvezza ancora da raggiungere a tutti i costi, Hertha prima e ‘Gladbach poi. Il vello d’oro è sulle spalle di Ekdal, Kostic e Wood.
    Il Wolfsburg, molto probabilmente, ottiene la più grande e inopinata Steal di giornata espugnando la Red Bull Arena di Lipsia con la rete di Mario Gomez nei primissimi minuti di partita.
    Per lo Schalke, infine, tutto facile alla Veltins Arena di Gelsenkirchen contro l’Augusta: 3 a 0 con un super Guido Burgstaller.
  2. Sul secondo gradino del podio mettiamo quegli scapestrati pazzi di Berlino. L’Hertha (ricordate tutti?) aveva pregiudicato il suo bel campionato nel finale della scorsa stagione, passando da una quasi certa qualificazione Champions a ritrovarsi settimi, in Europa, ma non la stessa cosa. I ragazzi di Pal Dardai si dimostrano proprio come il loro allenatore quando ancora calcava i campi di gioco: cinici, spietati, affamati. Una strana combo per dei “corrieri di professione” che si assicurano la più bella delle vittorie sfruttando tutte le lacune del Borussia Dortmund di quest’anno. Kalou spedisce mentre Plattenhardt recapita  uno scaldabagno direttamente a casa Burki.
    Una violenza inaudita!
  3. Medaglia di bronzo per quel Panzer che, tra Bier und Wurstchen, imperversa sulla Baviera e sulla Germania tutta. Bayern uber Alles. Una sentenza, una croce per le avversarie di turno. 3 a 0 all’Eintracht Francoforte, più 10 sulla seconda (Lipsia, nda) alias campionato già chiuso a metà marzo. Gansehaut!
  4. Segnano e tanto. Al quarto posto mettiamo due incredibili macchine da goal. Non due utilitarie qualsiasi, ma delle proprie berline. La prima, polacca, è di quelle che non brillano per bellezza estetica ma possiede tutti gli accessori che potresti mai desiderare. Controllo (di frenata) spalle alla porta, capacità di lettura (park assist) e un tremendo fiuto del goal che abbacina tutto e tutti. La seconda è una sportiva, sinuosa, quasi con un fascino animale nei lineamenti e, al contempo, di una velocità inaudita unita a un risparmio di carburante non banale.
    Signore e signori, parliamo di Robert Lewandowski e Anthony Modeste. Sono loro le due star alla rincorsa di Pierre-Emerick Aubameyang come Top-Sturmer della Bundesliga. Chapeau!
  5. Sicuramente tutti avrete sentito parlare di quel piccolo genio di Julian Nagelsmann, allenatore neanche 30enne alla guida dell’Hoffenheim che ha chiuso l’Hinrunde da imbattuto. Bene! Nonostante le due sconfitte patite sin qui in Bundesliga, la squadra di Sinsheim (in corsa per un posto nell’Europa che conta) sta continuando a macinare risultati e prestazioni. Stavolta, a pagare, è la fame di vittorie interna del Friburgo, costretta ad arrendersi al pari da un goal di Andrej Kramaric, scarto buttato via forse fin troppo prematuramente dal Leicester.
    Maximilian Philipp (Friburgo, nda), continua a guidare la squadra della Schwarzwald insieme a Florian Niederlechner, mentre il Friburgo di Christian Streich, a vele più che mai spiegate, punta dritto verso l’Europa League distante solo 1 punto.
  6. Mainz e Augsburg a braccetto al sesto punto. Due sconfitte pesanti, specie quella del Mainz non preventivabile a Darmstadt. Due sconfitte che rischiano di creare una concatenazione di eventi degna del miglior regista di thriller psichici. Ora la salvezza è da conquistare giornata dopo giornata mentre dietro si corre a velocità doppia.
  7. Bayer Leverkusen in difficoltà. Nonostante l’esonero di Roger Schmidt, la squadra non riesce a riprendersi. Fortuna vuole che la classifica sia talmente corta da poter ancora sperare nell’Europa League con un deciso colpo di coda. Tuttavia, sembra che le residue speranze di rendere meno amara una stagione peggiore anche della cicuta sia tentare il miracolo sportivo (perché di quello si tratterebbe) al Calderon.
  8. RB Lipsia e Borussia Dortmund. Brutto periodo per le più accreditate inseguitrici del Bayern (sempre che lo siano mai state). Gli Schwarzgelben, complici anche scelte discutibili e una elevata mancanza di esperienza in molti elementi chiave, stanno faticando più del previsto e sono stati spesso soggetti ad alti e bassi durante tutto l’arco della stagione. Bruciante la sconfitta di Berlino, in una gara che si poteva e doveva vincere per avvicinare il secondo posto e ipotecare la partecipazione alla prossima Champions League. Bruciante perché la squadra ha, come al solito, dato l’impressione di poter essere pericolosa continuamente facendo, però, la fine dell’essere umano di Tolkien, un essere perfetto e imperfetto insieme nella sua fragilità.
    Stesso discorso per la squadra della Red Bull che ha tenuto il ritmo del Bayern finché ha potuto, salvo poi arrendersi di fronte evidenti limiti tecnici che il seppur bravissimo Hasenhuttl, da solo, non poteva mascherare per sempre.
  9. Il periodo nero dell’Eintracht Francoforte che in 5 giornate ha dilapidato un grandissimo vantaggio sulle inseguitrici a un posto in Europa League.
  10. Il punto 10 lo usiamo come spunto per il prosieguo di questo Ruckrunde. Sperando che Atuttocampo continui a crescere e augurandoci di poter trovare in voi degli assidui lettori delle nostre vicende che amiamo raccontare così, alla leggera, senza prenderci troppo sul serio.